LA CAMPAGNA ''UNO DI NOI''

Mcl subito in campo “Noi amiamo la vita”

“L’urgenza vera – afferma il presidente del Movimento cristiano lavoratori, Carlo Costalli – è di riscoprire l’anima. La crisi odierna deriva dalla perdita di valori forti come la centralità della persona e il rispetto dei diritti umani”

Sempre più numerose e convinte, le "voci" del mondo cattolico scendono in campo una dopo l’altra in vista della giornata nazionale di sensibilizzazione, domenica 12 maggio, quando si raccoglieranno fuori dalle chiese e negli spazi associativi in tutta Italia le firme per la campagna europea "Uno di noi". Il Sir intervista oggi un altro protagonista di questo impegno corale, Carlo Costalli, presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori (Mcl). Fondato nel 1972, dopo il distacco di una fetta consistente di associati che non avevano condiviso la cosiddetta "svolta socialista" delle Acli, il movimento ha man mano rafforzato la sua presenza, ponendosi nel campo della tutela e del patronato del lavoro come una delle presenze più significative. Oltre alle sedi in Italia, il movimento è presente anche in diversi Paesi dei cinque continenti, assistendo le comunità di italiani emigrati nel secolo scorso. Dal punto di vista etico, Mcl da sempre ribadisce la sua fedeltà alla dottrina sociale della Chiesa e punta alla costruzione di un "capitalismo dal volto umano", senza trascurare i diritti dei lavoratori laddove non venissero rispettati e promossi. Ecco qui di seguito l’intervista al presidente Costalli.

Presidente, lei ritiene che ci sia una sensibilità pubblica adeguata alla posta in gioco con la campagna "Uno di noi"?
"Questa campagna è finalizzata soprattutto a far crescere la sensibilità attorno al tema della difesa dell’embrione umano affinché ci sia tra i cattolici, ma anche tra i non credenti, una più ampia riflessione sul riconoscimento dell’uguale dignità dell’uomo e sulla protezione della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. E il riconoscimento, appunto, che ogni essere umano fin dal concepimento è ‘Uno di noi’. In un momento di grande disorientamento come quello che stiamo vivendo viene dato risalto e si discute solo intorno ai temi economici: crisi e finanza. L’urgenza vera, invece, è quella di riscoprire l’anima: di rifondare la società su valori forti come la centralità della persona e il rispetto dei diritti umani. La perdita di questi valori è una delle cause maggiori della crisi che stiamo vivendo".

Compete solo ai credenti impegnarsi su questo discorso oppure ci si può attendere che anche da altri mondi "culturali" venga un supporto?
"Quella a favore della vita non è una battaglia ‘confessionale’ ma trasversale, ci auguriamo di trovare consensi in tutti gli uomini di buona volontà. È sul rispetto della vita e della dignità umana di ciascuno che si fondano i valori di libertà, di giustizia e di pace che sono alla base della convivenza civile. Chiunque riconosca l’essere umano come valore dovrebbe essere anche incline alla difesa dell’embrione e della vita. Certo è una grande sfida in tempi come questi in cui le certezze etiche sembrano gradualmente venire meno. Sta a noi comunicare bene questi temi: il semplice gesto di chiedere una firma, comunque, promuove l’incontro e il dialogo con le persone, anche quando queste hanno opinioni diverse".

Perché Mcl, specializzato nella difesa e promozione dei lavoratori, ritiene giusto offrire la propria collaborazione a favore di "Uno di noi"?
"Ci siamo perché vogliamo affermare, come sempre abbiamo fatto, la dignità della persona umana che è il fondamento di ogni altra dignità: lavorativa, sociale, familiare, politica, economica. In coerenza con il percorso del nostro Movimento, e seguendo l’insegnamento della Dottrina sociale della Chiesa, vogliamo far sentire la nostra voce affinché venga compresa e condivisa una nuova antropologia che riguardi le dimensioni del lavoro, dell’economia e della politica".

Passate quindi dalla difesa dei lavoratori, che si vedono, a quella dell’embrione, che non si vede?
"Da sempre siamo schierati dalla parte di chi non ha voce. In questa campagna il nostro Movimento è pronto a fare la sua parte affinché la società si occupi di tutte le dimensioni che la compongono, non solo di quelle più rumorose e forti, come spesso accade, ma anche di quelle più deboli e invisibili. E’, inoltre, una grande occasione: per la prima volta i movimenti per la vita lavorano insieme in Europa affinché si affermi la cultura della vita e, soprattutto, per il bene comune delle nostre società".

Cosa pensate concretamente di fare domenica 12 maggio e poi nei mesi successivi perché si raccolgano tra i vostri aderenti il maggior numero di firme possibili?
"Domenica 12 maggio è la giornata che è stata scelta come momento ufficiale per la raccolta firme, noi sosterremo questa mobilitazione nazionale con centri di raccolta in tutte le nostre sedi presenti sul territorio e collaborando anche con i parroci in quelli istituiti nelle parrocchie. Ma già da tempo abbiamo promosso la campagna nei nostri seminari, convegni e momenti di incontro con occasioni di approfondimento e punti per la raccolta di firme. E continueremo nel nostro impegno per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissi, come Movimento Cristiano Lavoratori, di raccogliere centinaia di migliaia di firme".

Luigi Crimella

(11 maggio 2013)