SCIENZA & VITA " "
Parlano i due nuovi copresidenti, all’indomani dell’elezione. Paola Ricci Sindoni: “Staremo sulla piazza con lo spirito del servizio ecclesiale, con uno sguardo particolare all’Europa come luogo in cui sono in gioco i principi irrinunciabili a difesa della vita”. Domenico Coviello: “Lo sviluppo della scienza e lo sviluppo dei diritti umani sono collegati tra di loro, il perfezionarsi della ricerca si intreccia con la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo”
Il Consiglio esecutivo dell’associazione Scienza & Vita ha deliberato all’unanimità la nomina della nuova presidenza associativa a seguito delle dimissioni del past president Lucio Romano, eletto al Senato. Nel "segno della continuità" sono stati eletti presidente Paola Ricci Sindoni, ordinario di filosofia morale all’Università di Messina, già vicepresidente vicario dell’associazione, e, come copresidente, Domenico Coviello, direttore del laboratorio di genetica umana degli Ospedali Galliera di Genova. Restano confermate le cariche precedenti: vicepresidenti Massimo Gandolfini e Daniela Notarfonso; segretario Emanuela Lulli; tesoriere Gino Passarello. "Nel nostro percorso – dichiara al Sir Paola Ricci Sindoni – siamo certi di poter contare sull’ottimo lavoro di squadra, sulla collaborazione e sulle competenze di tutti i membri dell’esecutivo e delle 106 associazioni locali. Proseguiremo nel segno dell’attenzione, della riflessione e della testimonianza sui temi etici, bioetici e biomedici, agendo nel confronto pubblico con la cifra di Scienza & Vita: dialogo e propositività". "Ho accettato questo incarico con rispetto e spirito di servizio, nell’auspicio di contribuire alla creazione di percorsi condivisi e, in particolare, per monitorare il campo della genetica e della ricerca", spiega Domenico Coviello: "In questa prospettiva, mentre la professoressa Ricci Sindoni sarà il riferimento umanistico e antropologico dell’associazione, io continuerò a contribuire all’organizzazione dell’attività scientifica su quei temi che richiedono la nostra attenzione e il nostro approfondimento". Li abbiamo intervistati.
La riflessione e la piazza. Offrire contributi di riflessione sulle questioni bioetiche, partendo dall’attualità ma "senza lasciarsi sottomettere", grazie al proprio spirito critico, da quest’ultima, e "stare sulla piazza": non, però, come una qualunque associazione cattolica ma nell’ottica del "servizio ecclesiale" che fa di Scienza & Vita "l’espressione dell’attenzione della Chiesa nei confronti delle grandi e piccole questioni che stanno dentro la società civile". Paola Ricci Sindoni sintetizza così lo "stile di presenza" dell’associazione che è stata chiamata a presiedere, proprio nel momento del forte impegno a favore della campagna "Uno di Noi", che definisce "un tassello importante anche per la ricostruzione del tessuto sociale europeo". "Spesso – ci spiega – percepiamo l’Europa come qualcosa di lontano, che ha a che fare semplicemente con i mercati, invece è anche il luogo in cui sono in gioco i principi irrinunciabili a difesa della vita". Il primo appuntamento della nuova presidenza di Scienza & Vita è l’XI Convegno nazionale dell’associazione, in programma a Roma il 24 e 25 maggio su "L’obiezione di coscienza tra libertà e responsabilità". "È un tema sollecitato dalle nostre associazioni locali, dove ci sono molti giovani, soprattutto medici, che ci chiedono di sostenerli nell’affrontare queste questioni, chiedendo informazioni di metodo che rendano loro possibile orientarsi nella pratica". Altra priorità, "ripensare la vita" nella fase finale di essa, nell’attesa di vedere come il nuovo governo si muoverà sul "fine vita", attualmente "in fase di stallo" dal punto di vista legislativo.
Fine vita e femminicidio. "Rifletteremo sul fine vita non solo sotto il profilo giuridico – spiega Ricci Sindoni – ma ad ampio raggio, chiedendoci ad esempio a che punto sono la sedazione, le cure palliative, le cosiddette ‘cure compassionevoli’, come si muovono gli hospice, dove c’è un reale accompagnamento delle persone". Il fine vita, dunque, come "questione antropologica", al riparo da "strumentalizzazioni ideologiche" come quelle del video recentemente diffuso sui social network dai radicali. "Abbiamo anche intenzione di organizzare qualche evento in piazza", anticipa la presidente: "Siamo fortunati, perché possiamo partire dal tessuto vivo e vero dell’associazione, per ridare alle persone il gusto dello stare insieme e per offrire un sostegno a chi oggi si sente spesso solo e disorientato di fronte alle questioni che hanno a che fare con i principi irrinunciabili". Scienza & Vita, insomma, è un po’ un "cantiere aperto" sull’attualità: "Diremo anche la nostra – assicura Ricci Sindoni – sul tema purtroppo emergente della violenza sulle donne: anche attraverso una newsletter, prenderemo posizione per dare strumenti alle donne che permettano di neutralizzare questa piaga sociale".
Siamo molto di più dei nostri geni. "Lo sviluppo della scienza e lo sviluppo dei diritti umani sono collegati tra di loro, il perfezionarsi della ricerca si intreccia con la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo", osserva Coviello: "Non si può pensare di far progredire la scienza sacrificandole l’uomo, soprattutto quando è il più piccolo o il più fragile. Su questo è necessario continuare a tenere desta e alta l’attenzione per una corretta informazione scientifica, mezzo indispensabile per un corretto giudizio etico". Un esempio per tutti: la questione genetica, che "è di forte rilevanza e impatto sociale" e le cui tematiche, "ampie e complesse, necessitano di essere conosciute e affrontate sotto diversi punti di vista". "Il nostro corpo – ricorda il genetista – è fatto di milioni di cellule che contengono un corredo di migliaia di geni. I geni forniscono l’insieme d’istruzioni che controllano la nostra crescita, regolano le funzioni vitali del nostro organismo e sono responsabili della manifestazione dei nostri caratteri, come il colore degli occhi, gruppo sanguigno o l’altezza. Ma non spiegano tutto di noi e non possiamo né dobbiamo illuderci che ogni nostra caratteristica o inclinazione risieda soltanto nei nostri geni. Noi siamo molto più dei nostri geni".