I FUNERALI A GENOVA
Il cardinale Angelo Bagnasco ha portato “l’abbraccio dell’intero Paese” agli uomini morti nel crollo della Torre Piloti del porto. Nella certezza che “tutto è sottratto alla morsa del nulla e rimane per sempre” il presule ha auspicato che questa sciagura possa diventare “una prova della bontà della città”. Nei porti di Genova, La Spezia e Savona le sirene delle navi, dei rimorchiatori e delle imbarcazioni sono state attivate in concomitanza con l’inizio del rito
Alle vittime ed ai familiari della tragedia del porto di Genova “l’abbraccio dell’intero Paese che s’inchina e invoca che mai più accada”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, nell’omelia pronunciata oggi pomeriggio nella cattedrale di Genova durante i funerali delle vittime del crollo della Torre Piloti del porto di Genova. Il cardinale ha parlato di una “sciagura che ha percosso famiglie e amici, colleghi e istituzioni”. Una sciagura che, ha auspicato, possa diventare almeno “una prova della bontà di Genova”. La città ha dato oggi l’ultimo saluto a Francesco Cetrola, Michele Robazza, Maurizio Potenza, Daniele Fratantonio, Davide Morella, Marco De Candussio, Giuseppe Tusa, Sergio Basso. Sono ancora in corso invece le ricerche dell’ultimo disperso, lo spezzino Gianni Jacoviello. Alla celebrazione erano presenti anche l’ordinario Militare in Italia, monsignor Vincenzo Pelvi, il vescovo di Chiavari, monsignor Alberto Tanasini ed il vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato, monsignor Luigi Palletti.
Sciagura che ha stordito la città. “La sciagura che ha colpito il nostro Porto ha lasciato incredula e stordita l’intera Città ma, soprattutto, ha ferito le famiglie delle nove vittime e dei quattro feriti. A tutti, militari e civili, va l’abbraccio affettuoso di Genova, della Capitaneria di Porto e della Marina Militare, l’abbraccio dell’intero Paese che, di fronte a tanto dolore, s’inchina, e invoca che mai più accada”. “In questa cattedrale – ha detto ancora il porporato – siamo stretti attorno alle salme dei nostri fratelli, spiritualmente anche a chi è ancora disperso, per pregare il Signore della vita affinché le loro anime immortali siano accolte nella luce senza fine”. “I legami d’amore e di amicizia – ha aggiunto – i doveri quotidiani, gli ideali nobili e veri per i quali spendiamo intelligenza e cuore, tempo e fatica, tutto è sottratto alla morsa del nulla e rimane per sempre. Sull’orizzonte del tempo brilla la luce della Croce: essa ci assicura che non siamo soli nel pellegrinaggio dalla terra al cielo, ci dice che Gesù è con noi sempre, specialmente quando il dolore bussa improvviso e impietoso alla nostra porta”.
Diventi prova della bontà di Genova. “La sciagura che ha percosso famiglie e amici, colleghi e istituzioni – ha detto ancora il cardinale – deve diventare una prova della bontà di Genova, cioè della sua capacità di far crescere il suo tessuto umano e cristiano, sociale e lavorativo; trama di accoglienza operosa che rende più vivibile la vita e sopportabile il dolore”. Questo, ha proseguito “è un dovere che sentiamo nostro” e “lo dobbiamo a questi fratelli che dal cielo pregheranno per i loro cari e per noi”. “Lo dobbiamo ai loro familiari che abbracciamo con affetto grati per l’esempio di fede e di forza; lo dobbiamo a noi stessi, e lo dobbiamo a Dio che accompagna i passi del nostro peregrinare, e che un giorno sarà la nostra felicità piena e definitiva”. Il cardinale ha anche invitato alla “vigilanza cristiana che è il volto del bene che ognuno è chiamato ad accogliere con riconoscenza e a compiere con generosità. Bene che riempie di bellezza e di gioia i nostri giorni: in casa, in famiglia, nel lavoro”. “I nostri amici – ha aggiunto – sapevano tutto questo e lo hanno vissuto con semplicità profonda: ovunque, la bontà crea legami, crea una comunità di vita e di destino. Anche nel lavoro”.
La partecipazione di Papa Francesco. Durante la celebrazione è stata data lettura del telegramma che Papa Francesco ha inviato per l’occasione. Nel testo, a firma del cardinale Tarcisio Bertone, il Pontefice ha espresso “la sua profonda partecipazione al dolore che colpisce l’intera città e, mentre assicura fervide preghiere di suffragio per quanti sono tragicamente morti, invoca dal Signore una pronta guarigione per tutti i feriti e affidando alla materna protezione della Vergine della Guardia quanti sono colpiti dal drammatico evento, invia la sua confortatrice benedizione apostolica. Mi unisco nella vicinanza e nel ricordo”.
Presente il capo dello Stato. Ai funerali erano presenti il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano; la presidente della Camera, Laura Boldrini;, il ministro della Difesa, Mario Mauro:, il sottosegretario alla Difesa Roberta Pinotti ed i parlamentari liguri. Numerose le autorità civili e militari locali e nazionali tra cui il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando e il sindaco di Genova Marco Doria. Per l’occasione, i lavoratori del porto si sono fermati quattro ore. Bandiere a mezz’asta, in segno di lutto, su tutto il territorio nazionale mentre dal comando generale delle Capitanerie di Porto era stato stabilito un minuto di silenzio, che è stato osservato dalle 12 alle 12.01 in tutte le sedi italiane. Inoltre nei porti di Genova, La Spezia e Savona le sirene delle navi, dei rimorchiatori e delle imbarcazioni sono state attivate per trenta secondi alle 18, in concomitanza con l’inizio dei funerali. Tutta la città si è stretta intorno alle vittime ed ai familiari. Grande commozione tra le migliaia di persone, che già a metà pomeriggio, si sono radunate lungo il percorso del corteo funebre dal porto alla cattedrale sulla cui scalinata erano presenti numerosi fiori e corone. Per permettere ai numerosi presenti di seguire la cerimonia è stato installato un maxischermo nella vicina piazza Matteotti. Lunghi applausi hanno accolto l’arrivo dei feretri, avvolti nelle bandiere tricolore della Marina Militare, all’ingresso nella Cattedrale. Un altro lungo applauso si è levato dopo la lettura dei nomi delle vittime. Prima dell’inizio della celebrazione i familiari delle vittime hanno incontrato privatamente il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il cardinale Angelo Bagnasco. Terminata la celebrazione il cardinale Bagnasco e i vescovi presenti hanno portato il saluto ed il conforto ai parenti delle vittime.
a cura di Adriano Torti