CHIESE IN BREVE
Polonia: San Stanislao patrono dell’ordine morale
Come ogni anno anche domenica scorsa la città di Cracovia è stata attraversata da migliaia di pellegrini che hanno partecipato alla solenne liturgia in onore di san Stanislao “padre della nazione e fondamento della fede” dei polacchi. San Stanislao, vescovo di Cracovia dal 1072 al 1079 venne fatto assassinare dal re Boleslao II mentre celebrava la messa. Canonizzato ad Assisi da Papa Innocenzo IV nel 1253 è il principale patrono della Polonia ma il suo culto è particolarmente vivo anche in Lituania, Bielorussia, Ucraina e negli Stati Uniti. Alle celebrazioni domenicali a Cracovia, nell’ottava della festività che cade l’8 maggio hanno preso parte numerosi cardinali e alti prelati polacchi e stranieri, e fra loro il nunzio apostolico a Varsavia mons. Celestino Migliore. La solenne liturgia nella chiesa di san Michele detta “na Skalce” è stata presieduta da mons. John Meyers, metropolita di Newark negli Stati Uniti mentre il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede mons. Gerhard Ludwig Müller nell’omelia ha sottolineato come oggi “ci sia un gran bisogno di imitare il coraggio del santo, vescovo e martire” in quanto “non ci si può più nascondere” e “l’amore verso Dio ci deve stimolare a avere coraggio e a dare testimonianza di vita”. Il presule, ricordando che san Stanislao in Polonia è riconosciuto come patrono dell’ordine morale, ha rilevato che “bisogna fare molto affinché quell’ordine morale sia ripristinato e rinforzato, affinché l’uomo abbia il posto che gli spetta e possa preservare la sua dignità”. “Oggi dobbiamo con forza proclamare la nostra fede”, ha detto il presule ricordando che “non possiamo guardare passivamente quando Cristo viene offeso, accettare il rifiuto di Dio e il relegamento della fede solo alla sfera privata”. Il card. Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, e già segretario particolare di Giovanni Paolo II, dando il benvenuto ai partecipanti alla cerimonia ha sottolineato quanto il martirio di san Stanislao abbia portato come raccolto in termini di fede, speranza e carità dei polacchi, ribadendo l’attualità della testimonianza cristiana del santo. Le celebrazioni, promosse con l’intenzione di un maggior impegno a favore della nuova evangelizzazione nell’ambito delle parrocchie e dell’intera società, sono state anticipate dalla rievocazione di San Stanislao a Szczepanow, luogo della sua nascita: ha presieduto mons. Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari.
Germania-Polonia: preghiera comune nell’Anno della fede
Una comune preghiera di cattolici tedeschi insieme con quelli polacchi in occasione dell’Anno della Fede è stata celebrata sabato scorso nella cittadina polacca di Krzeszow vicino alla frontiera con la Germania. Circa 500 cattolici tedeschi della diocesi di Görlitz con il loro vescovo mons. Wolfgang Ipolt recatisi in Polonia sono stati accolti dal rappresentante del pastore della diocesi di Legnica e rettore del seminario diocesano Leopold Rzodkiewicz, e da un folto gruppo di presbiteri e numerosi fedeli. La catechesi per gli ospiti tedeschi è stata guidata dal rev. Rzodkiewicz, mentre quella per i polacchi da mons. Alfred Hoffman, vicario generale della diocesi do Görlitz. La celebrazione eucaristica è stata officiata in lingua latina ma le letture e la liturgia della parola si sono tenute in entrambe le lingue. “Sono molto contento di quest’iniziativa – ha affermato al termine del pellegrinaggio l’ordinario di Görlitz – abbiamo pregato in diverse lingue e anche se non sempre ci capiamo fino in fondo, vediamo che c’è una lingua in comune, e cioè la nostra fede e che possiamo condividerla come il pane”. Le preghiere comuni tra tedeschi e polacchi sono un’iniziativa che da alcuni anni è sempre più frequente e riscontra un crescente interesse da parte di entrambe le comunità frontaliere.
Austria: presentata la “Lunga notte delle Chiese”
La “Lunga notte delle Chiese” è una “buona occasione per esprimere l’unione ecumenica di tutte le Chiese in Austria” e incoraggiare la gente a conoscere le comunità cristiane aperte e vitali. Lo hanno sottolineato il 13 maggio a Vienna il sovrintendente evangelico della capitale austriaca Hans Jörg Lein, il vescovo veterocattolico John Okoro e il vicario episcopale cattolico Dariusz Schutzki alla presentazione del programma della Lunga notte delle Chiese, che si svolgerà il 24 maggio. L’iniziativa, giunta alla nona edizione, prevede l’apertura di oltre 730 chiese in tutta l’Austria dalle 18 a oltre mezzanotte con 3.000 manifestazioni. L’evento è, secondo Lein, un’opportunità “per incuriosire la gente ad avvicinarsi a qualcosa che non conoscevano, far vivere loro la molteplicità delle Chiese e poter dialogare con sconosciuti e amici”, dando voce soprattutto alle “piccole Chiese nella molteplicità dell’ecumenismo”. La “Lunga notte si rivolge a tutti, ai critici come ai curiosi e ai fedeli” ed è “una possibilità grandiosa di dar spazio anche a chi non entra in chiesa da tempo”, ha detto Schutzki. L’evento inizierà con una celebrazione presso la Chiesa luterana di Vienna. Il vescovo ausiliare emerito di Vienna monsignor Helmut Krätzl interverrà alla funzione con un’omelia sul significato del Concilio Vaticano II in campo ecumenico.