MOBILITAZIONE SUL WEB
I genitori intervengono e costringono la Disney a tornare sui propri passi: annullata la svolta sexy dell’eroina delle ragazzine. In lei ritrovano la normalità e se stesse, con i difetti del proprio corpo e l’inevitabile goffaggine dell’età. E soprattutto non devono confrontarsi con un modello da velina
Mobilitarsi serve, soprattutto contro le strumentalizzazioni del marketing e soprattutto quando a intervenire sono le famiglie. La storia, che inizia con il più classico dei "C’era una volta…", è tutta statunitense e ha visto il gigante Disney, contro i nanetti bambini e i loro genitori. Solo che i nanetti erano migliaia e il web si conferma uno strumento formidabile per dar voce concreta al dissenso.
Dunque, c’era una volta una ragazzina tostissima, dai capelli rossi e ribelli come lei, il visino tondo e l’aria da maschiaccio che l’anno scorso ha conquistato milioni di bambini (e genitori) in tutto il mondo. È Merida, la principessa scozzese dell’omonimo film vincitore di un premio Oscar, che in un mondo di eroine omologate aveva fatto del suo voler essere normale, cioè se stessa, la cifra del suo successo. Solo che alla Disney qualcuno deve aver pensato che la ragazzina fosse un po’ troppo "normale" per il jet set e, al momento di farla entrare nell’esclusivo club delle "principesse Disney" ha pensato a un restyling.
Non stiamo parlando solo di un vestito nuovo che mette a nudo le spalle, abbassa la scollatura e scambia la faretra di frecce per una cintura lucida, anche se questo già sarebbe stato un affronto estetico sufficiente per lei. Stiamo parlando di quello che sembra essere un drastico intervento di chirurgia estetica via disegno. Dove non potevano arrivare Photoshop e il chirurgo plastico sono arrivati i solerti disegnatori che a colpi di matita le hanno ristretto la vita, affilato il viso, accentuato gli zigomi e reso seducente lo sguardo. Insomma, l’hanno resa più adulta e più… sexy.
In una certa misura, da parte di questa multinazionale del cartone animato sono stati fatti negli anni diversi tentativi per democratizzare l’essere principessa. Puoi essere di umile estrazione o puoi combattere per la libertà del tuo popolo, non devi essere bianco, o europeo, oppure addirittura, nel caso di Ariel la Sirenetta, non devi nemmeno essere necessariamente terricola. Però ci sono elementi che non possono mancare: devi essere giovane, bella, vita sottile e seno, capelli lunghi e fluenti, occhi da cerbiatta.
Merida era stata modellata in modo diverso dalle altre principesse, più vicina al corpo che molte ragazze e donne hanno, in aperto contrasto con certa rappresentazione pubblica. Le compagini femminili degli eroi dei fumetti sono in genere sproporzionatamente curvilinee, non dissimili da tante bambole Barbie e anche la Disney, come altre major, non ha resistito all’idea di rendere la principessa ribelle un po’ meno fuori dagli schemi e di farle subire lo stesso trattamento già riservato a Mulan, o alla Bella addormentata. Ma questa volta i genitori non hanno apprezzato il makover della principessa ragazzina nelle cui goffaggini e imperfezioni le loro figlie trovavano un pezzo di sé e, tramite il sito change.org, hanno iniziato una massiccia mobilitazione arrivando a raccogliere 200mila firme in brevissimo tempo. "È frustrante crescere con immagini come quelle idealizzate per tutte le ragazze che non si riconoscono in quelle forme stereotipate e perfette", hanno detto i battaglieri boicottatori.
Anche Brenda Chapman la co-regista del lungometraggio animato era scesa in campo contro il restyling, affermando, senza mezzi termini, che la "riprogettazione" di Merida era "una mossa di marketing palesemente sessista sulla base del denaro".
Ora che la battaglia delle bambine è stata vinta e la Disney, senza rilasciare dichiarazioni, ha ritirato la nuova versione della principessa, resta una domanda inevasa: perché la Disney ha ritenuto in qualche modo necessario fare una versione più alta, più sensuale, più formosa, più convenzionale della Merida che tutti noi amiamo? Ovvero quella ragazzina un po’ meno brillante della prima della classe e dalla natura un po’ più selvatica e pudica di una qualunque velina. Onestamente, cosa c’era di sbagliato in lei "prima"?