L’Ue in breve

Regione del Danubio: sei nuovi poli scientifici
Sei poli scientifici per sostenere lo sviluppo economico, sociale e ambientale della regione del Danubio, dove vivono circa 100 milioni di europei. Questa iniziativa dell’Unione europea – presentata nel corso di una conferenza il 16 maggio a Bratislava (Slovacchia) che ha riunito politici, scienziati e rappresentanti della società civile – riguarderà i seguenti ambiti: risorse idriche, territorio, bioenergie, aria, scambio di dati. I poli “forniranno conoscenze scientifiche a sostegno della strategia per il Danubio” (inaugurata nel 2011 coinvolge gli Stati bagnati dal fiume) e “favoriranno la cooperazione scientifica”. Il vicepresidente della Commissione Maros Sefcovic, ha affermato: “La strategia per questa regione ha lo scopo di stimolare la crescita e l’occupazione con miglioramenti nell’elaborazione delle politiche e nei finanziamenti. La scienza può dare un aiuto efficace, fornendo ai responsabili politici dati basati su elementi concreti che li aiutano a operare scelte consapevoli per una regione in cui sussistono enormi differenze a livello geopolitico ed economico”. Vari i settori che dovrebbero beneficiare dell’attività dei poli: ambiente, sviluppo agricolo, energia, biodiversità, economia, prevenzione e risposta ai rischi d’inondazione e di siccità.

Eurostat, l’economia non riprende
“Nel corso del primo trimestre 2013 il prodotto interno lordo della zona euro è diminuito dello 0,2% in relazione al trimestre precedente, e dello 0,1% nell’Ue27”. È il risultato cui giunge Eurostat da un’analisi comparata dei dati macroeconomici degli ultimi mesi, dai quali si conferma l’attuale stasi, se non addirittura la fase recessiva, in cui si trova ancora gran parte dell’economia europea. Se poi si raffronta il Pil di gennaio-marzo di quest’anno con quello del 2012, si evidenza un -1,0% in Eurolandia (17 Paesi della moneta unica) e -0,7% in tutta l’Unione europea. Per un confronto, il Pil degli Stati Uniti è aumentato dello 0,6% nei primi tre mesi di quest’anno rispetto alla fine del 2012, mentre su base annua il dato sale a +1,8%. Come sempre, Eurostat mette poi in rilievo i dati nazionali, che mostrano – pur in una situazione economica complessivamente negativa – alcuni casi nazionali con segno positivo. Il Pil della Germania segna un modesto +0,1% dopo un 2012 di crescita contenuta; la Francia è a -0,2% ed entra in recessione; l’Italia registra -0,5%, con una fase recessiva prolungata (-2,3 su base annua); il Regno Unito è a +0,3% e la Polonia +0,1%. Cresce invece a ritmi serrati il Pil in alcuni piccoli Stati come Lettonia, Lituania e, in misura minore, Bulgaria, Romania e Slovacchia. Le situazioni fortemente problematiche di Grecia e Spagna non sembrano per ora segnalare inversioni di tendenza.

Bilancio pluriennale, ripresi i negoziati
Un “bilancio di qualità” a favore di crescita e lavoro: i negoziati sul Quadro finanziario pluriennale 2014-2020, che dovrà assicurare risorse sufficienti alle politiche comunitarie nei prossimi 7 anni, sono ripresi il 13 maggio in un contesto di disponibilità al confronto tra le istituzioni Ue preposte al budget, ossia Parlamento e Consiglio, con la mediazione della Commissione (trilogo). Eamon Gilmore, vicepremier irlandese e presidente di turno del Consiglio dei ministri Ue, commentando la prima riunione del trilogo, ha affermato: “È stata una buona partenza. Abbiamo ascoltato le richieste dell’Europarlamento e sono convinto che ci sia volontà di accordo” per un bilancio pluriennale da 960 miliardi, dunque con cifre ridotte rispetto al Qfp precedente. Il commissario ai bilancio, Janusz Lewandowski, ha aggiunto: “Consiglio e Parlamento hanno dimostrato la volontà di raggiungere un rapido accordo sul prossimo periodo finanziario, che è quello che le regioni europee, le imprese, gli scienziati, le ong, gli studenti e i cittadini ci chiedono”. Il prossimo trilogo è fissato al 28 maggio.

Centro di risposta alle catastrofi
“Vista la crescente frequenza e complessità delle catastrofi”, di origine naturale o legate all’attività umana, gli Stati membri dell’Ue “devono collaborare in maniera più coesa”, ha dichiarato José Manuel Barroso, presidente della Commissione, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Centro di risposta alle emergenze Ue (Erc – Emergency Response Centre), avvenuta il 15 maggio. Quest’ultimo rappresenta “la piattaforma che consentirà di coordinare le circostanze più estreme, permettendo agli Stati aderenti di affrontare queste sfide in maniera più efficace, aiutando a proteggere i cittadini”, ha sottolineato Barroso. “L’esperienza dimostra che nessun Paese al mondo è immune dai disastri, non importa quanto ben preparato sia”, ha fatto eco Kristalina Georgieva, commissario per la risposta alle crisi. “Garantire una risposta coordinata e immediata è una parte essenziale di ogni azione di salvataggio”. Erc sarà in grado di affrontare fino a tre emergenze simultanee; potrà ricevere e analizzare appelli di aiuto da Paesi colpiti e servire come centro di coordinamento degli interventi.