CHIESE IN BREVE" "

Ucraina, Slovacchia, Repubblica Ceca

Ucraina: controverso disegno di legge
14 maggio: il Parlamento ucraino non ha preso in considerazione il disegno di legge sulla discriminazione in Ucraina. Su richiesta del leader del Partito delle Regioni, Oleksandr Yefremov, è stato escluso dall’ordine del giorno. I capi delle Chiese e delle organizzazioni religiose in precedenza si erano rivolti ai deputati ucraini, al presidente Viktor Yanukovich, al primo ministro e ad altre autorità con la richiesta di fare tutto il possibile per evitare l’adozione del disegno di legge 2342. “Effettuando modifiche a taluni atti legislativi dell’Ucraina per prevenire e combattere la discriminazione in Ucraina”, al fine di tutelare la famiglia come istituzione e i suoi i valori tradizionali. Il disegno di legge 2342 introduce, a livello legislativo, il concetto di “orientamento sessuale” e prevede la responsabilità civile, amministrativa e penale per le varie forme di discriminazione. Permette anche di interpretare il tradizionale atteggiamento della Chiesa verso l’omosessualità come una forma di discriminazione. Le Chiese cristiane in Ucraina sono preoccupate che le modifiche legislative mirino a proteggere le minoranze sessuali fino al punto in cui i cittadini che parlano pubblicamente a favore della famiglia tradizionale possano essere perseguiti. “La Chiesa non accetta l’introduzione di alcune leggi che stabiliscono come diritto umano fondamentale qualcosa che è contro la natura umana e che è stato definito da Dio come un peccato grave. In particolare, le leggi che promuovono le relazioni omosessuali, riconoscendo il diritto al matrimonio, dichiarando che tali relazioni sono del tutto normali, favorendo atteggiamenti positivi della società verso di loro e imponendo restrizioni e sanzioni a coloro che li criticano in quanto stili di vita immorali”, ha dichiarato il Santo sinodo della Chiesa ortodossa ucraina. Posizione condivisa da tutto il Consiglio panucraino delle chiese e delle organizzazioni religiose.

Slovacchia: armonizzazione fra vita familiare e lavoro
Una conferenza internazionale di due giorni dedicata all’armonizzazione fra vita familiare e lavoro si è svolta a Casta Papiernicka, il 10-11 maggio con il patrocinio di Anna Záborská, membro del Parlamento europeo, e di Ján Podmanický, presidente del Comitato del consiglio nazionale per gli affari sociali. L’obiettivo della manifestazione era di offrire alcune proposte di sviluppo per la politica familiare in Slovacchia e preparare i risultati per il 20° anniversario della Giornata internazionale della Famiglia, proclamata dalle Nazioni Unite. Il convegno è il terzo di una serie di eventi promossi per l’occasione. “Non possiamo parlare di armonizzazione della vita familiare e di lavoro se discriminiamo la famiglia”, spiega Anna Záborská, aggiungendo che l’accento dovrebbe essere posto sulla semplificazione del ritorno delle donne al lavoro, nonché sulla valorizzazione del cosiddetto “lavoro invisibile delle donne, madri di casa”, che deve essere ricompensato anche finanziariamente. L’ex presidente dell’Ufficio statistico della Repubblica slovacca, Peter Mach, ha parlato dell’allarmante situazione demografica del Paese e, soprattutto, delle famiglie giovani con bambini, che economicamente rappresentano il gruppo di abitanti più a rischio. Michal Dyttert del Business leaders forum ha sottolineato l’importanza di un atteggiamento positivo dei datori di lavoro nei confronti delle famiglie, sottolineando che “le aziende devono rendersi conto che un dipendente soddisfatto a cui viene dato il giusto spazio per prendersi cura della sua famiglia offre una migliore performance sul lavoro”.

Repubblica ceca: un invito a seguire Cristo
Il vescovo di Hradec Králové, monsignor Jan Vokál, ha inviato ai giovani della sua diocesi con una lettera pastorale in occasione dell’imminente conclusione dell’anno scolastico, quando molti di loro “pensano alla direzione da prendere nella loro vita”, dopo il superamento dell’esame di maturità. Monsignor Vokál parla di crisi del matrimonio e della famiglia, di figli che crescono senza amore e della mancanza di vocazioni spirituali, della mancanza di volontà di prendere un impegno e assumersi la responsabilità delle proprie azioni. “Molte persone smarriscono il senso della propria vita e sprofondano nella disperazione”, spiega il prelato, suggerendo che Gesù Cristo potrebbe essere una risposta per i giovani in cerca di una direzione della loro vita e di un modo per evitare l’incertezza e la crisi che predominano nel mondo contemporaneo. “Non abbiate paura di camminare con coraggio contro corrente, per esempio, in una situazione in cui siete alla ricerca di un partner con cui condividere la vita, pregando ogni giorno per riuscire a prendere una decisione giusta e responsabile. Con questo coraggio, offrite tutta la vostra vita a Cristo e lasciatevi condurre verso la vocazione che Egli ha preparato per voi”, prosegue monsignor Vokál, esortando i giovani ad ascoltare la volontà di Dio senza compromessi anche per quanto riguarda la vocazione alla vita sacerdotale o religiosa. “Anche nella nostra diocesi abbiamo bisogno di giovani coraggiosi che siano disposti ad accettare questo grande dono. Questo risulta ancora più attuale in questi giorni, alla fine di maggio, quando è possibile presentare una richiesta di formazione sacerdotale”, conclude il vescovo.