FILIPPINE

Anche il tema della vita” “nell’agenda del Parlamento

È il risultato del grande protagonismo sociale e politico dei movimenti Pro life. I successi sul fronte dell’economia e della lotta alla corruzione hanno portato alla riconferma di Benigno Aquino alla presidenza del Paese. Una campagna elettorale segnata da molti episodi di violenza

Le elezioni politiche generali che si sono svolte nelle Filippine il 13 maggio, hanno visto trionfare il Presidente uscente, Benigno Aquino e il partito dalle cui fila proviene, quello liberale. Ha giocato a suo favore il fatto che nel corso del suo mandato Aquino, oltre a battersi contro la dilagante corruzione, è riuscito a ribaltare tutti gli indicatori di un Paese che nel 2009 sembrava rischiare un vero e proprio collasso economico, che avrebbe inciso in maniera significativa e irrimediabile sul 30% della popolazione, che già vive con meno di un dollaro al giorno a testa. L’inversione di tendenza ha prodotto la crescita del Pil, l’incremento delle riserve valutarie, che superano il debito estero, l’aumento la raccolta fiscale, con la relativa di munizione del deficit pubblico, nuove prospettive economiche, attestate dall’aumento nel 2012 del 17% dell’indice della Borsa di Manila.

Estrada, sindaco di Manila. L’altra novità, per certi versi sorprendente, è stata l’elezione di Joseph Estrada, noto con il soprannome di "Erap", a sindaco di Manila. A 76 anni, ha raccolto 344mila voti, che testimoniano la grande popolarità di cui ancora gode, soprattutto negli strati più poveri della popolazione. Estrada ha trent’anni di carriera politica alle spalle ed è stato presidente del Paese, carica dalla quale dovette dimettersi nel 2001, dopo tre anni, perché condannato per corruzione. Graziato, ha voluto riprovare l’agone politico e dopo il secondo posto raggiunto nel 2010 nelle elezioni presidenziali, l’elezione a Sindaco della capitale gli consentirà di svolgere un ruolo determinante per le prossime elezioni presidenziali.

Episodi di violenza durante le elezioni. In un contesto già fortemente impregnato di violenza e segnato dalla presenza ancora attiva del Fronte di liberazione islamico Moro (Milf), responsabile di circa 15mila vittime dagli anni ’70 ad oggi, le elezioni hanno conosciuto numerosi episodi di violenza. Nei giorni precedenti al voto, era stata rapita da uomini armati non identificati a Candelaria, a 300 km da Manila, Melinda Jennifer Glifonea, giornalista esperta di questioni politiche. Il Nuovo esercito del popolo (Npa), braccio armato del Partito comunista delle Filippine, attivo dal 1969, ha teso un’imboscata al sindaco di Kadingilan (sud), Joelito Jacosalem Talaid, rimasto ferito nell’agguato, mentre quattro delle sue guardie del corpo hanno perso la vita; è stato attaccato il convoglio di Omar Baba, candidato alle municipali a South Upi, località dell’isola di Mindanao; è stato ferito assieme ad un suo collaboratore e un suo cugino è stato ucciso. Almeno 60 persone sono rimaste vittime delle violenze che hanno segnato la campagna elettorale, aperta lo scorso febbraio, mentre erano state 124 le persone uccise nel corso della campagna elettorale del 2010.

Appello dei vescovi alla sacralità del voto. L’altro dato che ha segnato le elezioni è stato l’appello alla sacralità del voto e alla sua trasparenza diffuso dai vescovi e dai movimenti cattolici. Il mondo cattolico filippino è stato impegnato nelle scorse settimane in una mobilitazione straordinaria contro la legge Reproductive Health Bill" ("Rh Bill", legge anti-vita), approvata nello scorso mese di dicembre. Con una grande manifestazione popolare, che si è svolta ad aprile ed alla quale hanno partecipato oltre 500mila persone, è stata chiesta l’abrogazione di quella legge – che promuove un programma di contenimento delle nascite basato su una maggiore disponibilità di anticoncezionali, sulla sterilizzazione volontaria e sull’educazione sessuale e non tiene conto dell’obiezione di coscienza – e l’elezione di candidati pro-life in grado di avversarla. Insieme al problema del rilancio dell’economia, dello sviluppo e della lotta alla corruzione, il nuovo Parlamento filippino avrà anche questo tema all’ordine del giorno.