ITALIA" "
La prolusione del cardinale presidente dei vescovi, Angelo Bagnasco
“L’Europa è la terra dove il cristianesimo è fiorito generando quell’umanesimo plenario di cui tutto il mondo gode, ma che si vorrebbe ostinatamente separare dalla linfa vitale del Vangelo”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, nella prolusione con cui nel pomeriggio del 20 maggio ha aperto in Vaticano i lavori della 65ª Assemblea generale (fino al 24 maggio).
Tutela della vita umana. “La recente raccomandazione che la Corte dei diritti umani a Strasburgo ha fatto circa il diritto al suicidio assistito – ha affermato il presidente dei vescovi italiani -, è l’ulteriore prova del progetto di una società senza relazioni, dove ognuno – in nome dell’autodeterminazione individuale – si trova solo. Il no all’eutanasia e al suicidio assistito – e con raccapriccio sentiamo che qua e là si parla anche di infanticidio – è un grande sì alla vita e all’amore”. In tale orizzonte, ha avvertito, l’urgenza di superare la crisi economica “non deve far dimenticare il fronte delicatissimo e fondativo della vita umana. È, questo – il monito del porporato -, un campo non solo sempre aperto, ma anche esposto a derive ulteriori”. Secondo il cardinale Bagnasco è pertanto “doverosa” la “continua, attiva attenzione della comunità cristiana e di quanti – non sono pochi – riconoscono l’evidenza della vita umana in tutti i suoi momenti e forme; tanto più bisognosa di tutela e di cura quanto più è debole e indifesa”. Per questa ragione, ha rammentato con riferimento alla campagna europea “One of us”, i vescovi italiani hanno aderito “con ferma convinzione all’iniziativa dei Movimenti per la vita che sono in Europa al fine di una significativa raccolta di firme, perché le istituzioni europee riconoscano in pieno lo ‘statuto dell’embrione’ e sospendano ogni finanziamento finalizzato alla sperimentazione sugli embrioni umani”. Di qui il richiamo al saluto di papa Francesco, domenica 12 maggio, ai partecipanti alla “Marcia per la vita”, e all’auspicio del Pontefice al Regina caeli: “Mi piace ricordare anche la raccolta di firme che oggi si tiene in molte parrocchie italiane al fine di sostenere l’iniziativa europea ‘Uno di noi’, per garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza”.
Il grazie a Papa Francesco. In apertura della prolusione il pensiero e la gratitudine della Chiesa italiana a papa Francesco “per aver accolto con fiducia la parola che Gesù disse a Pietro sulla riva del mare: ‘Pasci le mie pecorelle’, e il ricordo alla “improvvisa e storica rinuncia di Papa Benedetto XVI”. “La Chiesa e il mondo guardano a Roma”, ha affermato il cardinale Bagnasco rammentando i “diversi appuntamenti internazionali previsti a Roma con il Santo Padre,” e la Giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro, “la prima di Papa Francesco proprio nel suo continente” che “sarà un’occasione di confessione e di annuncio della fede dei giovani ai giovani del mondo”. Lo sguardo quindi all’Italia, “tanto più perdurando la gravissima crisi che investe l’Europa e il mondo, e dopo un periodo di non piccoli passaggi istituzionali”, con un richiamo “ad uscire dai luoghi comuni del pensare e dell’agire” e ad “andare controcorrente”. “Dopo il responso delle urne – parole del cardinale -, i cittadini hanno il diritto che quanti sono stati investiti di responsabilità e onore per servire il Paese, pensino al Paese senza distrazioni, tattiche o strategie che siano”.
Famiglia, diritti umani, persecuzioni contro i cristiani. Dal porporato la sottolineatura della centralità della famiglia, ancora “priva di politiche consistenti e immediate”. Essa “è un bene universale e demolirla è un crimine; affonda le sue radici nell’essere dell’uomo e della donna, e i figli sono soggetto di diritto da cui nessuno può prescindere”. La famiglia, ammonisce il cardinale Bagnasco, “non può essere umiliata e indebolita da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un vulnus progressivo alla sua specifica identità, e che non sono necessarie per tutelare diritti individuali in larga misura già garantiti dall’ordinamento”. Inquietante anche il problema demografico, “che in alcuni Paesi europei è stato affrontato con buoni risultati”. Lo sguardo si allarga quindi all’orizzonte globale, alle “precarie situazioni in cui vivono fratelli e popoli a causa di calamità o conflitti” e alle “continue, gravi violazioni dei diritti umani in molte parti del pianeta. Ci riferiamo innanzitutto alla continua persecuzione contro i cristiani: prosegue inarrestabile sotto lo sguardo distratto dell’Occidente in Pakistan, dove Asia Bibi è segregata in carcere da 1.400 giorni per il solo fatto di essere cristiana; e poi in Nigeria e altrove”. Infine la “fraterna vicinanza ai due vescovi ortodossi in mano ai ribelli in Siria, dove anche risulta disperso un giornalista de La Stampa”.