CHIESE IN BREVE

Svizzera, Lituania, Germania

Svizzera: 150 anni della Conferenza episcopale
Il 2 giugno prossimo ad Einsiedeln festeggeranno insieme i 150 anni d’esistenza la Conferenza dei vescovi svizzeri (Cvs) e la Missione interna (Mi). “Entrambi gli organismi sono stati fondati nel 1863 per promuovere la vita della Chiesa in Svizzera”, spiega il comunicato dei vescovi che annuncia la celebrazione. “La Cvs permette ai vescovi svizzeri una migliore coordinazione, la Missione Interna, la più anziana opera assistenziale cattolica del Paese, sostiene i cattolici che vivono in regioni finanziariamente deboli tramite il (co)finanziamento di chiese, cappelle e progetti pastorali”. “Costruiamo insieme la Chiesa – la gioia in Dio è la nostra forza” è il titolo della giornata a cui i vescovi svizzeri e la Missione Interna invitano i cattolici da tutte le regioni svizzere. Ospite d’onore sarà la consigliera federale Doris Leuthard. Nel pomeriggio verrà celebrata la messa per tutti i fedeli, accompagnata da 6 cori di ragazzi e giovani, la schola corale di Einsiedeln, due organisti e una band. “Dal piccolo coro parrocchiale dei bambini all’ambizioso coro giovanile fino ai monaci canterini le 150 voci provenienti da tutte le diocesi illustreranno in piccolo la Chiesa in Svizzera” spiega il comunicato. Dopo la S. Messa solenne ci sarà “atto simbolico e programma intermedio in convento” a cui seguirà nel cortile abaziale una festa con musica e cibi con prodotti tipici da tutte le diocesi. Questa festa “costituisce una première nella storia della Cvs e di Mi, associando tra di loro generazioni, diocesi, regioni linguistiche”.

Lituania: una dichiarazione sulla tutela della vita
È stata pubblicata il 13 maggio una “dichiarazione sulla tutela della vita umana”, firmata dalla Chiesa cattolica (arcivescovo Sigitas Tamkevičius, presidente della conferenza episcopale), da quella evangelica (vescovo Mindaugas Sabutis e dalla Chiesa ortodossa (arcivescovo Inokentijus) presenti in Lituania. “Siamo consapevoli che la tutela della vita umana, in alcuni casi possa rappresentare un difficile dilemma” scrivono i responsabili delle chiese. “Tuttavia, questo non è un motivo per perdere determinazione nel difendere la vita”. “A volte il dibattito sulla tutela della vita nascente tenta di mettere a confronto valori e diritti diversi per importanza, creando così l’impressione di un presunto equilibrio tra le opzioni possibili”. Così, esemplifica il documento, si protegge la privacy, come se il suo valore fosse uguale a quello della vita. Poiché “ogni vita umana è un grande dono che ha valore, a cui deve essere permesso di vedere la luce”, si condanna sia “la creazione di una vita al di fuori del corpo della donna, con la fecondazione di embrioni umani geneticamente unici”, sia ogni forma di “aborto che è sempre un sottrarre una persona alla vita”. Scrivono ancora i responsabili delle Chiese che “la tutela della vita umana è un compito di incomparabile importanza morale, che va al di là dei confini tra le nazioni, le religioni, le visioni del mondo, le ideologie, i limiti dell’appartenenza politica. Pertanto” conclude il documento, “appoggiamo qualunque desiderio di fornire la massima protezione possibile della vita umana fin dal suo concepimento e invitiamo tutte le persone di buona volontà, uomini politici, personaggi pubblici e cittadini normali, a contribuire a questo sforzo”.

Germania: Renovabis, la solidarietà si fa storia
All’indomani del crollo del muro di Berlino, i cattolici tedeschi, laici, vescovi e sacerdoti, della Germania est ed ovest hanno sentito la necessità di far nascere una iniziativa concreta di solidarietà tra l’est e l’ovest dell’Europa, per sostenere i popoli che uscivano dai regimi comunisti “nel risveglio delle libertà e nei loro sforzi per la costruzione di rapporti sociali più rispettosi della dignità umana e nel segno della fraternità”. Così è nata Renovabis, nel marzo 1993, un’istituzione caritativa, che come la sorella Misereor, dedicata alla solidarietà con il sud del mondo, non si occupa solo di trasferire del denaro, ma di sostenere un partenariato tra est ed ovest dell’Europa e di favorire la riconciliazione tra i cristiani, in un’azione sinergica tra Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK). Nell’ultima assemblea di Renovabis sono stati approvati 250 progetti per il 2013, con una spesa di 12,5 milioni di euro. Particolare attenzione in quest’anno viene dedicata alle “persone disabili che vivono nei Paesi dell’est, spesso ancora schiacciati dalla povertà e dall’isolamento sociale”. Dalla sua nascita, Renovabis ha sostenuto 19.100 progetti, per circa 560 milioni di euro. I soldi arrivano dalle collette (soprattutto la colletta di Pentecoste in tutte le parrocchie tedesche), donazioni, fondi pubblici e vengono investiti in iniziative pastorali, sociali e culturali, oltre che nella formazione (borse di studio). “La solidarietà è indivisibile” è stata e continua ad essere la parola chiave di una istituzione che offre il proprio aiuto al di là dei confini e delle appartenenze confessionali.