STATI UNITI
Una nicchia editoriale in espansione e un fenomeno culturale in grado di incidere sui gusti dei lettori credenti. La penetrazione nella Rete e l’offerta digitale. Il ruolo dell’Association of Catholic Publishers
Negli Stati Uniti esiste un’editoria cattolica "minuta" ma molto diffusa. La Pauline Books & Media ne è un esempio: pubblica 40-45 titoli l’anno tra libri, riviste e cd musicali a carattere pastorale, teologico e didattico, contenuti in gran parte disponibili anche in formato elettronico. Ma la Pauline Books è soltanto un tassello in un grande mosaico di medie e piccole case editrici cattoliche in buona salute. Costituiscono una nicchia editoriale e soprattutto un fenomeno culturale. Il loro punto di riferimento è l’Association of Catholic Publishers, l’associazione che ha messo in rete una sessantina di case editrici cattoliche e le sta appoggiando nella grande rivoluzione digitale. Per capire meglio il suo ruolo, Sir ha parlato con la direttrice, Therese Brown.
Signora Brown, quali sono le case editrici cattoliche che hanno aderito alla vostra associazione e di che cosa si occupano?
"Il ventaglio è ampio. In generale pubblicano libri a carattere pastorale, teologico, didattico. Abbiamo per esempio la Liguori Publications, che propone testi per la catechesi, libri sulla storia della Chiesa e altri che indicano possibili attualizzazioni della parola evangelica nella vita quotidiana; abbiamo la Our Sunday Visitor, che ha in catalogo biografie di pontefici, vite di santi raccontate ai bambini in forma di fumetti e meditazioni su passaggi della Bibbia rivolte a mamme indaffarate; è parte della nostra associazione anche la Gia Publications, specializzata in cd di musica sacra, la Loyola Press, che presenta diversi titoli, per esempio sulla formazione religiosa. Poi c’è la Acta Publications, con libri che spaziano dalla vita cattolica di coppia alla spiritualità nel mondo dello sport, dal baseball al football americano passando per il golf. Questi sono solamente alcuni esempi, l’offerta è davvero a 360 gradi".
Quali sono i generi di libri e periodici che vanno per la maggiore?
"C’è sempre un grande interesse per i libri di catechesi, per le vite dei santi, per le biografie di persone del nostro tempo che cercano di seguire nel modo più autentico l’esempio di Cristo. L’associazione da qualche anno ha indetto un concorso per premiare nuovi autori, e tra i titoli che hanno più successo spiccano sempre quelli legati al tema di come essere santi. Recentemente abbiamo premiato un testo dal titolo ‘A Book of Saints for Catholic Moms’ (Un libro di santi per mamme cattoliche) edito dalla Ave Maria Press".
In che modo la sua associazione aiuta gli editori cattolici americani?
"Li facciamo incontrare. E da questi incontri scaturiscono idee, a volte strategie. I presidenti delle case editrici, e sempre più anche i responsabili di settore, da quelli del marketing a quelli che si occupano di digitalizzazione, si vedono più volte all’anno per confrontare progetti e mettere in comune il know-how. Negli ultimi anni un punto centrale di discussione è stata la digitalizzazione, sotto il profilo editoriale ma soprattutto sotto quello finanziario".
Quante di queste case editrici vendono online?
"Il 90 per cento di quello che i nostri editori producono è disponibile online. Molte delle case editrici offrono la maggior parte dei titoli anche in versione e-book. Insomma, se fino a qualche anno fa i loro libri e periodici erano confinati nelle librerie cattoliche, oggi la chiave per sopravvivere e prosperare è vendere direttamente ai lettori su internet. E molte case editrici sono diventate bravissime in quest’arte. Certamente esiste ancora la vendita nelle piccole librerie e in parrocchia, ma è un mercato che sta sfumando sotto il peso di e-business librari come il colosso Amazon e per la concorrenza di grosse catene come Barnes & Noble".
Che tipo di presenza ha questa rete di pubblicazioni su social network come Facebook, Twitter e Pinterest?
"Si sta sperimentando, proprio come fanno altre pubblicazioni non cattoliche. Si cerca di usare queste piattaforme nel modo più intelligente possibile, tentando di capire che cosa significa essere incisivi in Rete, ma anche cercando di essere comunque presenti. Valutiamo ciò che funziona e ciò che funziona meno. Soprattutto si prova a intuire quale sia la piattaforma giusta a seconda dell’obiettivo".
Quale crede sarà la missione della sua associazione nei prossimi anni?
"Come detto, parte del nostro ruolo è far dialogare i protagonisti dell’editoria cattolica in modo che possano condividere strategie. Inoltre abbiamo l’ambizione di formare la nuova generazione di leader cattolici americani. Al momento lo facciamo attraverso una conferenza, la Mid-Atlantic Congress, a cui invitiamo i leader cattolici delle comunità, delle parrocchie e delle scuole americane. È importante, perché loro sono i nostri più affezionati lettori. Se non sanno qual è l’offerta editoriale cattolica non potranno spargere la voce nelle loro comunità. Per cui parte della nostra mission è anche coltivare e irrobustire questa rete di leader cattolici. Il che ci consentirà di rispondere al meglio alle esigenze della nostra nuova generazione di lettori".
Da New York – Damiano Beltrami