UNO DI NOI

Una sfida antropologica

Il parlamentare Ue Peterle, sloveno, motiva il sostegno all’iniziativa

Alle spalle ha una lunga esperienza politica, che lo ha portato – dopo la dissoluzione della Yugoslavia – a essere deputato, ministro e premier nel suo Paese, la Slovenia. Alojz Peterle è europarlamentare dal 2004, appartenente al gruppo del Partito popolare europeo, ed impegnato in prima persona nella difesa della dignità umana e nella tutela dell’embrione. A Sarah Numico, per Sir Europa, spiega la sua adesione all’iniziativa su scala continentale volta a tutelare la vita sin dal suo inizio.

Da dove nasce la sua adesione all’iniziativa dei cittadini “Uno di noi”?
“Nell’ottobre 2011, durante l’assemblea plenaria dell’Euroassemblea di Strasburgo, ho presentato pubblicamente, insieme alla deputata slovacca Anna Zaborska, il pronunciamento della Corte europea di giustizia sul caso Oliver Brüstle vs. Greenpeace. Il messaggio era chiaro: la vita comincia con il concepimento. Avevamo in quell’occasione legato a questa presentazione l’esposizione degli ‘Articoli di San José’, un documento del 2011 che approfondisce i diritti della persona non nata, illuminando il concetto di dignità umana”.

Perché, a suo avviso, è stato necessario ricorrere a questo strumento per tutelare la vita?
“Con tutti i miei colleghi deputati al Parlamento europeo che hanno sostenuto l’iniziativa ‘One of us’, condividiamo una comprensione profonda di che cosa sia la dignità umana e l’importanza del rispetto della vita umana. In un momento in cui si discutono a livello europeo i nuovi programmi di ricerca, e si discute quindi anche dell’uso delle cellule staminali embrionali, l’iniziativa è stata un passo ulteriore necessario per accrescere il valore, troppe volte dimenticato, del rispetto della dignità umana in riferimento a queste questioni. Abbiamo bisogno di coinvolgere i cittadini in un dibattito così importante. Occorre altresì mostrare agli altri colleghi che la gioia per la vita è qualcosa che gli europei condividono ampiamente. ‘Uno di noi’ è un’iniziativa che cerca di dare nei programmi europei una priorità assoluta al rispetto per la dignità umana, che sia di riferimento e guida per qualsiasi cosa si faccia. A me sembra che la maggior parte delle volte ci areniamo nel dibattito pro o contro l’aborto: noi dovremmo parlare della vita, della rilevanza assoluta della vita, e dell’importanza di rispettare le persone fin dal momento del loro concepimento, dal momento che si rispetta la dignità dell’individuo”.

Quali prevede potranno essere gli esiti dell’iniziativa “Uno di noi”?
“Nel corso del Settimo programma quadro siamo riusciti a ottenere che per lo meno non si creino nuovi embrioni per scopi di ricerca. Ora una semplice azione di lobby alla Commissione non sarebbe sufficiente, mentre invece l’iniziativa dovrebbe offrire ragioni legittime ai dibattiti nel Consiglio europeo e successivamente al Parlamento, prima di lanciare Orizzonte 2020 (il nuovo programma dell’Unione per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione, n.d.r.). Spero che i responsabili politici saranno in grado di leggere da questa iniziativa il giusto messaggio: l’Europa deve seguire la linea dello sviluppo sostenibile, utilizzando un approccio centrato sulla persona”.

Come sono le reazioni nel suo Paese in relazione a queste tematiche?
“In Slovenia le discussioni sono ancora troppo bloccate e polarizzate. Tutto ruota intorno all’aborto e mi sembra di vedere un atteggiamento difensivo su tutti i fronti. C’è poco dialogo e forse, sono ripetitivo, ma in definitiva, né la persona, né la vita, né la dignità sembrano essere gli elementi centrali ed essenziali per stabilire un dialogo adeguato e raggiungere il punto in cui ci si possa veramente capire e si possa quindi discutere dei nodi essenziali. Riguardo l’iniziativa ‘Uno di noi’, molte organizzazioni e ong slovene si sono impregnate nella promozione e nella raccolta delle firme. L’obiettivo è quello del raggiungimento delle 10mila firme e sono sicuro che riusciremo a farlo entro novembre. Sto anche programmando un evento in Slovenia per promuovere la vita e la gioia per la vita”.

Vuole lanciare un messaggio a tutti i cittadini europei?
“Per i cittadini, dovrebbe essere chiaro che con l’iniziativa cerchiamo di sostenere che gli embrioni siano rimossi dalle sperimentazioni e dalla ricerca, invocando il rispetto della vita dopo il suo concepimento e la dignità umana, secondo il criterio con cui la Corte europea ha emesso il proprio giudizio nel caso di Oliver Brüstle vs. Greenpeace. Noi sollecitiamo i nostri concittadini a sostenere questo e nient’altro”.