UNO DI NOI " "
Polonia: in 107 città migliaia di cittadini in piazza sulla scia della campagna
Il 26 maggio centinaia di migliaia di cittadini polacchi sono scesi in piazza a manifestare per la famiglia e a favore della difesa della vita. Le manifestazioni si sono svolte in 107 città della Polonia sulla scia della campagna europea “Uno di noi”.
La crescita esponenziale del numero di partecipanti a queste iniziative popolari registrata negli ultimi anni testimonia il risveglio della società civile che reclama i diritti spettanti alla famiglia.
Il paradosso polacco sta nel fatto che in una società che sottolinea il valore della famiglia, riconosciuta come principale fonte della felicità, non vengono promosse delle politiche adeguate affinché tali valori siano riconosciuti.
La decisione riguardante la nascita del figlio, a causa della mancanza di adeguate politiche familiari, è ostacolata dalla paura del declassamento fino alla povertà. Per la spesa a favore della famiglia la Polonia è all’ultimo posto in Europa. Per questa ragione Il Paese è oggi minacciato da una catastrofe demografica. L’attuale tasso di fecondità totale (Tft pari a 1,3) colloca la Polonia al 209° posto tra i 222 Paesi analizzati. Nel 2050, secondo le stime dell’Onu, dovremmo essere non più di 30 milioni ma la società polacca sarà fra le più anziane del continente.
Qualora non riuscissimo a mutare diametralmente tale tendenza ci aspetta non solo una crisi sociale ma anche una catastrofe economica. Dobbiamo ricordare che le politiche familiari non sono soltanto un costo ma anche il migliore investimento per il futuro di una società, anche nella sua dimensione economica.
Contemporaneamente alle manifestazioni per la vita e per la famiglia il presidente della Repubblica ha promosso un programma di politiche familiari che prevede, tra gli altri, l’introduzione a livello nazionale di una Carta per le famiglie numerose, l’abbassamento dell’imponibile a secondo del numero dei figli e altri provvedimenti a sostegno alle famiglie numerose. Il presidente Bronislaw Komorowski sottolinea che è l’ultima occasione per la Polonia di scampare la catastrofe, introducendo politiche familiari. Il fatto che le più alte cariche dello Stato iniziano a capire il problema è una nuova speranza.
In Europa superato il mezzo milione di firme
Il primo obiettivo della campagna “Uno di Noi” era di raggiungere mezzo milione di adesioni alla fine di maggio: ad oggi le adesioni sono 504.993. Anche la Spagna ha superato il minimo richiesto dalla normativa perché l’iniziativa possa essere presa in considerazione e si è andata ad aggiungere ad Austria, Ungheria, Italia, Polonia e Slovacchia. La normativa richiede infatti almeno un milione di adesioni complessivo ed un minimo in ognuna di almeno sette Nazioni. “Questo era il primo obiettivo – commenta Carlo Casini, presidente del Comitato italiano dell’iniziativa -. Ma non basta. Le 500mila firme raccolte deve essere un trampolino di lancio per uno scatto ancora più forte nell’immediato e nei prossimi mesi”. “L’analisi dei dati – aggiunge il presidente del Comitato italiano – fornisce peraltro un risultato incoraggiante. In tutti i ventisette Paesi dell’Unione è partita la mobilitazione. Anche la Francia, fino ad ora impegnata nelle proteste contro il matrimonio gay, ora sta procedendo ad un ritmo forte per raccogliere le adesioni on line”. Altro motivo di soddisfazione è “constatare che si sta verificando una sorta di ‘ecumenismo per la vita’, provato, sorprendentemente ad esempio, dal fatto che l’Olanda protestante è la settima Nazione ormai vicinissima a raggiungere il minimo richiesto dal regolamento europeo: mancano soltanto 61 firme”, conclude Casini.