VERSO LA SETTIMANA SOCIALE

I cattolici a “Labor”” “Agenda per Messina

Concluso il laboratorio di dottrina sociale della Chiesa che ha visto protagonisti i giovani. Alcune proposte concrete: gruppi di acquisto solidale, un osservatorio di etica dell’ambiente e agenzie educative contro il disagio giovanile

Si è concluso a Messina il "Labor", laboratorio di dottrina sociale promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e il lavoro. Nato da un’intuizione maturata durante il primo corso diocesano in dottrina sociale della Chiesa, nel biennio 2010-2012, il laboratorio (da "lab", lavoro, e "ora", preghiera) si inserisce nel percorso delle Settimane Sociali dei cattolici, e ne costituisce prosecuzione ideale e necessaria. Tra i suoi scopi c’è "tradurre il patrimonio di nozioni e testimonianze condivise in azioni pastorali per il territorio, stimolando il lavoro di gruppo e l’impegno costante dei cattolici per la costruzione del bene comune".

Un’agenda della Chiesa messinese. "Concretamente – spiega don Sergio Siracusano, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e il lavoro – gli incontri del Labor si sono tenuti due volte al mese: ogni appuntamento ha visto un primo momento di ascolto, con l’intervento di docenti universitari ed esperti, seguito da una fase di riflessione e da una sintesi conclusiva". Quattro i gruppi costituiti, uno per ogni ambito di lavoro: custodia del Creato, giustizia e pace, nuovi stili di vita; famiglia, lavoro e impegno educativo; etica, economia, impresa sociale, no profit, intraprendenza sociale, formazione e giovani; partecipazione sociale e politica. Nell’ultimo incontro è stata consegnata alla comunità civile ed ecclesiale "un’agenda della Chiesa messinese per costruire la città dell’uomo" che contiene proposte concrete, come "la realizzazione di gruppi di acquisto solidale, di un osservatorio di etica dell’ambiente e di agenzie educative contro il disagio giovanile". "Parlare oggi d’impegno dei cattolici nella vita sociale, economica e politica – aggiunge don Siracusano – esige un sussulto di realismo che attinge proprio dal Vangelo". Il laboratorio servirà quindi ad "elaborare nuove strategie all’insegna della cooperazione e di una rinnovata presenza dei credenti nella vita pubblica". "Il nostro auspicio – conclude – è dare continuità a questa esperienza, costituendo dal prossimo anno tanti piccoli Labor nei grossi centri della diocesi, come Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto".

Sostenere giovani e imprese. "Il Labor – evidenzia Carlo Maletta, consulente del lavoro e coordinatore del gruppo ‘etica, economia, impresa sociale, no profit, intraprendenza sociale, formazione e giovani’ – ha rappresentato per noi una ricca opportunità di ascolto e confronto". Dalle discussioni affrontate, è emersa in particolare "la difficoltà dei giovani di mettere in luce il proprio talento, specie a livello imprenditoriale, e quella delle aziende di accedere al credito". Una soluzione concreta potrebbe essere nel primo caso "l’istituzione di corsi di formazione per giovani imprenditori", nel secondo "l’incremento di investimenti nelle imprese". Grande attenzione è stata riservata anche al Progetto Policoro, "ascoltando le esperienze dei singoli imprenditori".

Il ruolo dei cattolici nella vita politica. Francesco Polizzotti, ventisettenne che si occupa di Terzo settore, ha partecipato al gruppo "partecipazione sociale e politica" del Labor. "Ci siamo occupati – racconta – della partecipazione degli individui alla vita socio-politica, rivalutando il ruolo dei corpi intermedi fra istituzioni e cittadini. Abbiamo parlato anche della situazione politica italiana e del contributo fornito dalla Chiesa, a partire dagli orientamenti della Cei". Interessante è stato "rileggere la storia del pensiero cattolico nelle nostre istituzioni, dalla nascita della Repubblica fino ai giorni nostri". Affinché questo lavoro non resti lettera morta, l’intenzione è "dotare la diocesi di un osservatorio permanente, responsabilizzando le parrocchie e aiutandole a interpretare la realtà politica e sociale che le circonda". Altro obiettivo è "recuperare l’esperienza di governance partecipata che si ebbe nel Messinese qualche tempo fa, riproponendola in modo duraturo".

a cura di Graziella Nicolosi