POLONIA" "
Week-end con i nuclei numerosi promosso da ”Tre più”. La situazione nel Paese
“Le famiglie numerose sono la ricchezza del futuro”: è il titolo della manifestazione che vedrà riunite in Polonia, nel fine settimana, 150 famiglie con 600 bambini, in totale quasi mille partecipanti, al raduno delle famiglie numerose dell’associazione “Tre più”. L’incontro, progettato con il patrocinio della Presidenza della Repubblica polacca (lo stesso presidente, Bronisław Maria Komorowski, è padre di cinque figli), si svolge dal 21 al 23 giugno a Grodzisk Mazowiecki, a circa 50 chilometri da Varsavia. Gli organizzatori, cercando di trovare delle risposte alla domanda “Come e perché lo Stato deve sostenere la famiglia?”, la porranno fra gli altri ai rappresentanti delle autorità politiche ma anche ad alcune famiglie di personaggi televisivi e del cinema, molto noti all’opinione pubblica nazionale.
Sostegno reciproco. Dell’associazione “Tre più” fanno parte oltre 1.500 famiglie, più di 3mila adulti e oltre 6mila bambini. I responsabili dell’organizzazione, visto che dal 2007 ogni anno il numero delle famiglie associate raddoppia, si aspettano, nel 2014 oltre 5mila famiglie associate, mentre nel 2015 il loro numero potrebbe superare 10mila. L’associazione, come rileva la presidente Joanna Krupska (sette figli), “è nata con lo scopo di fornire alle famiglie con più figli la possibilità di un mutuo sostegno, di portare le loro richieste agli organi competenti dello Stato” e, al contempo, cercare di cambiare l’immagine di famiglia numerosa in Polonia, tradizionalmente vista come povera, semplice e incolta. “La famiglia non è l’unico beneficiario delle politiche familiari, ma lo è anche lo Stato”, sottolinea il vicepresidente della “Tre più”, Konstanty Radziwill (otto figli), convinto sostenitore delle agevolazioni fiscali per i nuclei familiari e soprattutto quelli numerosi, “in quanto la domanda di mercato proveniente dalle famiglie contribuisce in maniera rilevante allo sviluppo economico e genera posti di lavoro”.
L’esempio di Grodzisk. A conferma delle sue parole va detto che la città di Grodzisk non è stata scelta a caso. Da cinque anni ormai le autorità municipali rilasciano ai nuclei familiari composti da più di tre persone una speciale tessera che permette degli sconti per i servizi comunali come trasporti, ricreazione e asili nido. Le tessere delle quali usufruiscono oggi 400 famiglie costano al comune circa 35mila euro l’anno ma, secondo il sindaco, Grzegorz Benedykcinski, “sono un ottimo investimento”. A Grodzisk il tasso di fecondità, che nel 2006 non superava il valore di 1,3 figli per donna in età adulta, è cresciuto fino a 1,7. E, grazie a un numero di bambini più elevato, non si chiudono più le scuole né si licenziano gli insegnanti, sottolineano i rappresentanti delle autorità cittadine.
Un sistema di aiuti. In Polonia un sistema di agevolazioni e contributi alle famiglie esiste. Secondo il rapporto di una delle organizzazioni della società civile, lo Stato spende per le famiglie annualmente quasi il 2% del Pil. Questi soldi, però, osservano gli autori del rapporto, gestiti da un gran numero di enti e istituzioni, vengono spesi in modo disomogeneo e di conseguenza spesso ingiusto, in quanto le famiglie con più figli versano l’Iva in quantità molto superiore a quella delle persone singole. Oltre ai provvedimenti legislativi a favore della famiglia, sottolinea un recente documento redatto dall’Ufficio per le politiche sociali della Presidenza della Repubblica, è importante “stimolare l’ambizione dei cittadini riguardo al numero dei figli”.
Istituzione fondamentale. In Polonia si contano 6,1 milioni di famiglie, dove crescono 11 milioni di bambini. Le difficoltà di vita quotidiana però portano spesso i genitori a rimandare nel tempo la decisione riguardante la nascita dei figli. Così, mentre nei primi anni ’90 in Polonia nascevano in media 550mila bambini l’anno, nel 2011 ne sono arrivati 388mila. Attualmente, secondo le statistiche, da 100 donne dai 15 ai 49 anni nascono solo 63 figlie, e future madri. Se la tendenza non cambierà, la prossima generazione sarà numericamente inferiore del 37% rispetto all’attuale, segnalano i demografi. “Finora sembrava che il dovere dei credenti fosse la difesa della Chiesa, mentre oggi sono convinto che abbiamo anche il dovere di difendere la nostra civiltà”, scrive in un editoriale il direttore dell’agenzia di stampa cattolica Kai, Marcin Przeciszewski. L’articolo parla della civiltà “le cui radici sono costituite dall’eredità giudaico-cristiana e di cui una delle fondamentali istituzioni è la famiglia”.