CHIESE IN BREVE" "

Germania, Austria, Francia, Svizzera

foto siciliani

Germania: realizzare la comunità nella Chiesa
Monsignor Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha preso posizione sul nuovo documento “Dal conflitto alla comunità”, presentato in questi giorni dalla Commissione internazionale luterana/cattolica romana per l’unità. “Mi rallegro per questo testo”, ha affermato mons. Zollitsch, sottolineando che “esso certamente contiene impulsi che possono portare avanti l’ecumenismo anche in Germania. Leggeremo il documento con attenzione e rifletteremo, nel corso di colloqui con i partner evangelici, sui passi concreti da compiere nell’ulteriore cammino verso la commemorazione della Riforma nel 2017”. “Il titolo del documento – ha osservato – desta grandi aspettative. Con il battesimo siamo già ora legati alla comunità del Corpo di Cristo. Il dialogo ecumenico ci ha dimostrato che ci sono più cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono. Al contempo, la piena comunione nella Chiesa visibile, come obiettivo dei nostri sforzi ecumenici, resta da realizzare. Vogliamo continuare a lavorare a quest’opera”, ha assicurato Zollitsch, ribadendo l’impegno della Chiesa cattolica in tal senso, anche in qualità di presidente Dbk.

Austria: sensibilità politica e richiedenti asilo
L’arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza episcopale austriaca, il cardinale Christoph Schönborn, ha auspicato maggiore sensibilità politica nelle decisioni sull’asilo politico. Intervistato dall’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, il cardinale ha affermato che “è chiaro a tutti che debbano esistere regole per l’immigrazione”, tuttavia “la Chiesa chiede che si guardi con maggior attenzione” alle situazioni. Il card. Schönborn si è così espresso a margine della plenaria dei vescovi a Mariazell (17-21 giugno). Il cardinale ha fatto riferimento a quanto avvenuto a inizio anno presso la Votivkirche, dove si erano asserragliati alcuni immigrati di origine pakistana. Schönborn ha ricordato: “Occorre considerare che esistono persone che lasciano la propria patria non per capriccio, ma perché hanno paura per la propria vita o perché cercano condizioni di vita decenti”. È lo stesso, ha proseguito, “che hanno fatto i nostri avi quando sono emigrati in America. Hanno cercato condizioni di vita migliori in tempi in cui nel nostro Paese le cose andavano molto male a molta gente”.

Francia: a Strasburgo una messa per l’Europa
“La partecipazione a questo evento ci fa sperimentare che il cielo è aperto sopra l’Europa e rinvigorisce la nostra fiducia in un’Europa moderna, capace di respirare con i due polmoni dell’Oriente e dell’Occidente, valorizzando le ricchezze culturali e spirituali di queste grandi tradizioni”. Così ha commentato mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, alla conclusione della celebrazione eucaristica per l’Europa, svoltasi il 18 giugno nella cattedrale di Strasburgo. La messa, organizzata insieme alla Rappresentanza permanente della Repubblica Ceca e della Slovacchia, intendeva ricordare i 1150 anni dall’arrivo dei santi Cirillo e Metodio nella Grande Moravia. Il vescovo di Strasburgo mons. Jean-Pierre Grallet, il cardinale di Praga Dominik Duka e mons. Aldo Giordano hanno concelebrato la messa. “Il coraggio dei santi Cirillo e Metodio può infondere coraggio a noi tutti”, ha affermato l’arcivescovo di Praga, card. Duka, nell’omelia. I due fratelli hanno fatto nascere “una nuova civilizzazione”, poi simboleggiata dalla cattedrale e dall’università. Queste due cattedre, “della fede ragionata con l’intelligenza e della ragione interrogata dalla rivelazione divina”, sono i tratti distintivi della cultura europea.

Svizzera: rapporto sulla presenza delle sette
All’Istituto per lo studio sulle sette “InfoSekta”, con sede a Zurigo, si sono rivolte 1.696 persone nel 2012, il 15% in più rispetto al 2011, mentre sono stati oltre 34mila gli accessi al sito internet, per ricerca “anonima” di informazioni. Questo è quanto riporta la relazione annuale, appena pubblicata (www.infosekta.ch). Il 37% delle persone che si rivolgono a “InfoSekta” sono alla ricerca di consigli perché qualche loro conoscente è sotto l’influenza di una setta. Si tratta di genitori, parenti o partner. Solo il 2% delle richieste proviene da persone che sono direttamente in contatto con un culto, il 6% sono ex membri. Le domande riguardano informazioni sui diversi gruppi religiosi e nella maggioranza dei casi consigli o aiuti per affrancarsi da questo genere di appartenenza. Quanto alla ripartizione geografica, sul territorio svizzero, il 90% delle richieste proviene dalla Svizzera tedesca. Il 7% riguarda Scientology, 6% l’Icf International Christian Fellowship, 5% i Testimoni di Geova, il 77% delle domande si riferiscono ad altri piccoli gruppi. Il centro “InfoSekta” è aconfessionale e apolitico e lavora attraverso donazioni provenienti da istituzioni cittadine e del cantone di Zurigo.