INONDAZIONI A LOURDES
Le acque del fiume Gave de Pau tornano a fare di nuovo paura dopo i danni provocati nell’ottobre scorso. Dopo l’inondazione della Grotta di Massabielle, i responsabili del santuario sono stati costretti a far evacuare i pellegrini. Per il rettore padre Horacio Brito, ”la principale preoccupazione è quella di mantenere sul posto la migliore accoglienza possibile”. Appello dei vescovi francesi alla solidarietà
Dopo le inondazioni dell’ottobre scorso, le acque del fiume Gave de Pau tornano a fare di nuovo paura: un’ondata di mal tempo ha travolto la Francia e le acque del fiume hanno inondato la Grotta di Massabielle costringendo i responsabili del santuario di Lourdes a far evacuare i pellegrini da martedì scorso.
La Grotta delle Apparizioni è dunque inaccessibile dal 18 giugno. Il santuario è stato travolto da uno strato di fango di 40 centimetri di spessore che in alcuni punti raggiunge addirittura il metro e mezzo. Un dipendente parla di un "volto apocalittico". E così nonostante gli sforzi messi in atto dagli addetti alla sicurezza per anticipare con l’aiuto di sofisticate strumentazioni la salita delle acque del fiume ed evitare le inondazioni, i danni causati dal fiume anche questa volta "rischiano di essere molto importanti", spiegano dal Santuario. A dimostrazione della gravità della situazione è anche la visita che ieri il presidente della Repubblica francese, François Hollande, ha effettuato nella parte bassa della città mariana. Accompagnato dal vescovo di Tarbes e Lourdes, monsignor Nicolas Jean René Brouwet, ha camminato a piedi percorrendo il tratto di strada dal ponte Saint-Michel al ponte vecchio. Il ministro dell’interno Manuel Valls ha assicurato che entro la fine di giugno sarà riconosciuto lo stato di catastrofe.
I danni sono "colossali". Le riparazioni costeranno "parecchi milioni di euro", ha detto alla "France presse" l’economo diocesano responsabile dei Santuari, Thierry Castillo. "Siamo molto molto preoccupati. La situazione è molto grave e non ha nulla a che vedere con quanto abbiamo vissuto ad ottobre, sebbene allora le riparazioni ebbero un costo di 2,5 milioni di euro".
Un numero per le donazioni. "Abbiamo acquisito una certa esperienza per far fronte alla esondazione nel mese di ottobre scorso – dice padre Horacio Brito, rettore del Santuario de Lourdes -. La differenza è che ora ci sono dei pellegrini. La nostra principale preoccupazione è quella di mantenere sul posto la migliore accoglienza possibile". In effetti una chiusura a lungo termine del sito mariano che attira ogni anno più di sei milioni di visitatori potrebbe ripercuotersi come un’onda di choc sull’economia turistica della città mariana. Secondo il sito della Conferenza episcopale francese (www.cef.fr), i luoghi di culto accessibili sono quelli situati nella parte superiore dei Santuari (basilica dell’Immacolata Concezione, Cripata, Cappella Mater Dolorosa e Crux Gloriosa) e in questi luoghi le messe sono celebrate dai cappellani di Lourdes. "Prevediamo di ripulire tutto una volta che le acque cominceranno a ritirarsi. Ma il Santuario ha bisogno della solidarietà di tutti voi", si legge sul sito internet del Santuario. È stato istituito il numero 0033.5.62 42 82 22 al quale si possono fare donazioni.
L’appello dei vescovi francesi. Il portavoce dei vescovi francesi, monsignor Bernard Podvin, ha pubblicato un appello alla solidarietà per Lourdes: "In questa terribile prova, saremo più famiglia! Pensate a coloro che sono stati colpiti da questa inondazione. Non dobbiamo permettere che lo scoraggiamento abbia l’ultima parola. Sosteniamo Lourdes per renderle tutto il bene inestimabile che riceviamo dal Santuario". "Preghiamo e agiamo perché Lourdes ritrovi il più rapidamente possibile le condizioni della sua missione universale mariana. Tante persone – prosegue mons. Podvin – hanno bisogno di incontri e di preghiera. Che la Nostra Signora di Lourdes ci insegni la giusta lettura di questi gravi eventi e rafforzi la nostra comunione".