GIORNALI FISC

L’opinione del territorio

La situazione socio-politica, l’Europa, i giovani, la difesa della vita: gli editoriali delle testate cattoliche

La situazione socio-politica, l’Europa, i giovani, la difesa della vita, Papa Francesco, l’estate, l’attualità ecclesiale e la cronaca locale… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

La situazione socio-politica. “Si può fare di più”. È il commento che accomuna molti editoriali dedicati al decreto del fare. “Il governo ha emanato la scorsa settimana il ‘decreto del fare’. Fare, bella parola. È ciò di cui il Paese ha bisogno. È il governo che deve fare di più, superando l’immobilismo in cui è spesso bloccato dall’ostinazione ideologica delle forze politiche che lo compongono”. È il parere espresso da Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto). Pure Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), intravede il rischio dell’immobilismo: “Proprio ciò di cui il Paese non ha bisogno. Intendiamoci: l’esecutivo qualcosa sta cercando di fare, ma con il freno a mano inserito come dimostrano lo snervante tira e molla su Iva e Imu, la timidezza dei provvedimenti inseriti nel decreto del ‘fare’, l’assenza, per ora, di proposte concrete sul fronte del lavoro”. Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), parlando del decreto del fare, evidenzia: “Il governo Letta è in equilibrio acrobatico, precario”, ma se “le risorse sono poche”, occorre “trovare percorsi risolutivi che, nello stesso tempo, vengano incontro alle esigenze di quelle componenti della società italiana più in difficoltà” ed è questo “il vero esame di maturità di tutte le forze politiche”. Altrimenti il rischio è la disaffezione, come dimostra l’alto astensionismo alle ultime elezioni, segnala il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio): “Partecipare non interessa più. S’immagina che, partecipare o non partecipare, le cose non cambiano; essere governati da leader di sinistra o di destra poco importa, la vita quotidiana dei cittadini non cambia”. Per Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), “partire dalle autonomie locali, dai sindaci insomma” è “la via migliore”. Il Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), invece, manifesta la sua preoccupazione per il futuro del governo per alcune posizioni del Pdl. All’analisi politica si affianca quella sociale e non si può fare a meno di parlare di crisi. “Quando si parla di crisi morale e politica”, scrive Giuseppe Lombardo, direttore di Cammino (Siracusa), “avvertiamo la crisi, ma fondamentalmente siamo convinti che non riguarda noi. Sono gli altri i responsabili del decadimento della morale politica e sociale”. Invece, avverte Lombardo, “dobbiamo tutti sentirci destinatari di una moralità che tocca la nostra sfera privata e pubblica”. Per Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), “il ‘mostro’ sgusciante della crisi non deve essere incentivato dalle nostre divisioni. Faremmo il gioco del sempre peggio. ‘Insieme’ se ne esce, non da soli, non a scapito dell’uno o dell’altro, non facendosi le scarpe vicendevolmente, non pensando che l’uno è causa dei guai dell’altro… E ‘insieme’ nascono idee e progetti per non affogare”.

Europa. Anche l’Europa negli editoriali delle testate cattoliche. Partendo dal 1150° anniversario dell’evangelizzazione della Slovacchia ad opera dei santi Cirillo e Metodio e dall’idea della Banca centrale di Bratislava di coniare per l’occasione una moneta celebrativa da 2 euro, Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), ricorda: “Alla fine dello scorso anno, i solerti burocrati della Commissione europea hanno invitato la Slovacchia a ridisegnare la moneta cancellando i simboli cristiani”, ma alla fine “cultura, fede e ragione hanno avuto la meglio” e la Commissione europea ha dato “il via al nuovo conio”. Per Pensa, questo ripensamento può “essere di buon auspicio per un’Europa dei popoli che non abbia più paura di rispecchiarsi nelle proprie radici cristiane”. Per la Difesa del Popolo (Padova), è “indispensabile una politica che, senza negare la ricchezza portata anche in Europa dal fiorire di culture diverse, definisca strategie d’intervento, stimoli alla creatività, offerte di opportunità, non solo di tutela e difesa del passato”. La Guida (Cuneo) guarda all’Europa per le prospettive future: “Non ci sarà più lavoro, equamente distribuito nei Paesi dell’Ue, fino a quando non ci sarà più solidarietà europea tra tutti i suoi Paesi membri”.

Difesa della vita. Al centro degli editoriali pure il diritto alla vita. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), sottolinea: “Dio è all’opera nel segreto del grembo materno, come insegna la Sacra Scrittura. Da queste premesse di fede, ma anche di ragione, deriva il naturale impegno a favore della vita umana”, di cui è espressione l’iniziativa europea “Uno di Noi”. Commentando le notizie che arrivano da Belgio e Olanda sull’eutanasia dei bambini nati con malattie o malformazioni mortali, Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), invita a riflettere: “Quando si fanno passare per diritti civili le leggi disumane, allora c’è qualcosa di grande, troppo grande e grave che non funziona. Se questa è la strada su cui si avvia la civiltà occidentale, occorre avere il coraggio di chiamarla con il suo vero nome, questa civiltà: barbarie, e nulla più”.

Giovani e scuola. Sui settimanali spazio ad alcune riflessioni sulle nuove generazioni. “I giovani non sono solo quelli che il sabato sera danno lavoro alle imprese funebri, o vanno inebetiti dietro la droga, ma anche quelli, per fortuna ancora numerosi, che si divertono cantando alla vita, che ti contagiano con una condotta responsabile e con la voglia di una felicità che non va cercata, ma vissuta”, avverte Pietro Pompei, direttore dell’Ancora (San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto). I test di ammissione ai corsi universitari offrono lo spunto all’editoriale di Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina). “Ai nostri figli – scrive Zanotti – non offriamo opportunità professionali e in aggiunta non diamo loro neppure l’occasione di intraprendere gli studi che più li ispirano. Tarpiamo loro subito le ali. Togliamo loro i sogni sulla base di quesiti che poco o nulla hanno a che fare con i percorsi che vorrebbero intraprendere. Ci si è infilati in una strettoia dalla quale, più prima che poi, si dovrà uscire per restituire prospettive alle giuste ambizioni di tantissimi studenti seri e preparati”. Dagli studenti che si preparano all’Università a quelli più piccoli che frequentano ancora le scuole medie. Il Portico (Cagliari) riflette: “In un piccolo paese, specie se distante dal capoluogo, la scuola è veramente l’unica realtà viva per dei pre-adolescenti. Un piccolo paese senza una scuola muore. Sembra incredibile nel 2013, ma in questi centri, se vi sono famiglie con problemi socio-economici (e di questi tempi ce ne sono sempre di più), hanno come punti di riferimento il Comune, il parroco e la scuola”. Sempre i giovani protagonisti, ma visti in un’altra prospettiva. È dedicato alla “Generazione 2.0” l’editoriale di Emmaus (Macerata): “‘Ma a chi paragonerò questa generazione?’ Se l’evangelista Matteo fosse seduto in mezzo ai tuoi amici, e li scrutasse uno a uno connettersi al mondo con gli smartphone, di sicuro rinnoverebbe questo interrogativo. Eppure, secondo il filosofo francese Michel Serres, la tua generazione non ha precedenti né punti di riferimento fuori da sé. Le tecnologie digitali hanno sconvolto il quadro antropologico. Virtualità, connettività e libero accesso alle fonti d’informazione hanno riplasmato le tue facoltà cognitive”. Anche la Cittadella (Mantova) si occupa di new media con l’invito a “indicare un uso appropriato delle tecnologie e un sano rapporto con il tempo”.

Vacanze e ambiente. Diversi editoriali si concentrano sulle vacanze e sull’ambiente. Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), rileva: “La vacanza non è mai un’isola sperduta in cui si cerca di fuggire, lasciando i problemi (Dio compreso) sull’altra sponda. Anche in vacanza portiamo con noi il mondo al quale apparteniamo per non dimenticare le fatiche e le sofferenze di chi, più di altri, sta pagando il conto di questa crisi. Questo tempo di relax ci richiama così a un dovere di solidarietà che, se possibile, dovrebbe farsi più forte proprio quando ci si concede un po’ di riposo”. Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), parla di estate e turismo sostenibile: “Buona regola è certamente quella di rispettare ambiente e paesaggio, oltre che instaurare rapporti buoni con le persone che s’incontrano. Il discorso vale reciprocamente, cioè da parte di chi accoglie e di chi è accolto”. L’estate ormai alle porte, secondo Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo), aiuta a riflettere sull’ambiente: “Se parliamo di mare e di montagna è inevitabile ricordare il problema del rispetto dell’ambiente, in una parola la questione ecologica. (…) A me sembra che il creato – che è segno di una intelligenza infinita, di una progettualità quantomeno geniale – meriti attenzione da parte di tutti soprattutto per lasciare in eredità una casa rispettata e vivibile”.

Papa Francesco. Continuano sulle testate Fisc le note su parole e gesti di papa Bergoglio. “Piano piano, giorno dopo giorno, Papa Francesco sta toccando tutti i tasti pericolosi della cultura moderna, che non è contenuta soltanto nei libri dei dotti, ma sta pervadendo lentamente e inesorabilmente anche la mentalità della gente comune”, scrive Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), ricordando che “farsi come Dio, prendere il suo posto, diventare padroni della propria sorte e della propria vita è la grande e più antica tentazione dell’uomo”. “Ogni comunità” cristiana deve sposare “la logica di Cristo, che non è quella del successo e del trionfo, ma quella di chi accetta di essere perdente, logica che il mondo, specialmente oggi in questa cultura immanentista, soggettivista e individualista, disprezza e deride”, osserva Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina), per il quale “è questa un’identità tutta da costruire” per “trovare rinnovato slancio nel vivere più autenticamente la nostra fede. In tal senso le parole e l’azione di Papa Francesco ci sono di esempio e di stimolo”. Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), richiama dei “termini cari a Papa Francesco”: “Nuova evangelizzazione, evangelizzazione in genere”, che “in fondo racchiudono un unico tema che è la diffusione del Vangelo nel mondo attuale”.

Attualità ecclesiale e cronaca locale. Non mancano negli editoriali l’attualità ecclesiale e la cronaca locale. Partendo dal tragico fatto del giovane genovese Giuliano Delnevo, studente, convertito a vent’anni all’islam, morto a fianco dei combattenti anti-Assad in Siria, Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria), dice: “La domanda che ci preme di più è come possano esserci – e ce ne sono molti, anche se non moltissimi – giovani che si convertono all’islam. Fino a poco tempo fa, una tale conversione sembrava impossibile, del tutto fuori di ogni possibilità”. Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), ricorda che “il popolo bresciano è in cammino verso Roma per incontrare il successore di Pietro. Sabato 22 giugno, alle ore 12, oltre 4.200 persone saranno con il vescovo Luciano Monari nella Basilica Vaticana per incontrare il Papa venuto dalla ‘fine del mondo'”. Pure la Voce Alessandrina (Alessandria) parla, con una cronistoria, del pellegrinaggio diocesano a Roma per l’Anno della fede, svolto la scorsa settimana. Nicolò Tempesta, direttore di Luce & Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), ricorda don Pino Puglisi: “La sua vita, fermata con un colpo di pistola, è stata una vita donata nella ferialità di Brancaccio e della sua diocesi palermitana ed è proprio questo suo tratto di umanità che rende don Pino non un eroe neppure un super prete, ma un santo”. Edoardo Tincani, direttore della Libertà (Reggio Emilia-Guastalla), fa sapere che “per la diocesi la dimensione ecclesiale della fede costituirà anche il leit motiv del nuovo anno pastorale”. La crisi delle vocazioni matrimoniali e religiose ispira l’editoriale di Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro): “Perché i giovani non fanno scelte vocazionali forti? Per la fatica che comportano? Certamente, ma non è solo questo. Alcuni matrimoni si reggono più sul contratto che sull’amore e alcuni dei ministri della Chiesa appaiono più buoni ‘funzionari del sacro’ che persone innamorate di Dio e del prossimo. È questa distanza di fondo che non convince i giovani”. Dalle notizie ecclesiali a quelle del territorio. Voce della Vallessina (Jesi) ricorda il terremoto che un anno fa “ha fatto tremare una vasta porzione di territorio tra Emilia Romagna, Veneto, e Lombardia – provocando danni enormi e in qualunque ambito e settore”. Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), si occupa del caso della Merck Sharp & Dhome, la multinazionale farmaceutica che ha detto di voler chiudere lo stabilimento di Pavia entro la fine del 2014: “È un problema che riguarda ogni cittadino pavese – sostiene Repossi -. Nessuno di noi può sentirsi escluso. È una questione che deve interessare anche coloro che oggi hanno un lavoro, ma che domani potrebbero trovarsi nelle stesse condizioni dei dipendenti dell’azienda di via Emilia”. L’Eco del Chisone (Pinerlo), ricordando che tra un anno si vota in molti Comuni pinerolesi, rivolge un invito “a tutti coloro che sono impegnati nei Consigli comunali, dai sindaci agli assessori, a chi è in maggioranza e chi è all’opposizione, per un recupero, in ‘zona Cesarini’, di un rapporto nuovo se davvero sta a cuore la vita delle loro comunità”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) concentra l’attenzione sulla politica locale, ricordando che “la giunta imolese è passata da 9 a 6 assessori”. L’arresto di Graziano Mesina per traffico di droga ed estorsione è lo spunto dell’editoriale della Voce del Logudoro (Ozieri): “Non era Robin Hood, Graziano Mesina, era un fuorilegge che aveva fatto del male a tante gente e a tante famiglie”, ma non era “nemmeno un tagliagole”. Oggi, conclude il giornale sardo, “Grazianeddu si è rivelato essere un qualsiasi delinquente di provincia, inghiottito dalle moderne logiche del mercato criminale”.