DOPO IL SISMA IN TOSCANA" "" "
Le decisioni prudenziali assunte dai vescovi monsignor Giovanni Santucci (Massa Carrara-Pontremoli) e monsignor Italo Castellani (Lucca). Franco Gabrielli (capo della Protezione civile): ”Ora il nemico da combattere è la paura”
Messe all’aperto stamani in alcune località della Lunigiana e della Garfagnana, le due zone dell’alta Toscana maggiormente colpite dal terremoto con epicentro localizzato tra i comuni di Fivizzano e Casola in provincia di Massa Carrara e Minucciano in quella di Lucca e la cui scossa principale, venerdì scorso alle 12.33, ha registrato un’intensità di 5.2 della scala Richter. Alla scossa principale, avvertita in gran parte della Toscana e nelle regioni a nord, ne sono seguite oltre 500 di assestamento nell’arco di 48 ore. Anche per questo le due diocesi interessate dagli eventi sismici, Massa Carrara – Pontremoli e Lucca, hanno pensato di evitare possibili rischi ai fedeli con celebrazioni all’interno di chiese in cui devono essere ancora verificati i danni effettivi di un terremoto di forte intensità che segue a distanza di soli sei mesi da quello registrato nel gennaio scorso.
Il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, monsignor Giovanni Santucci, dopo l’incontro con la Protezione civile, ha disposto che "in via precauzionale non si celebri Messa nelle chiese che resteranno chiuse nei comuni di Casola Lunigiana, Fivizzano, Fosdinovo e Comano fintanto che non se ne verifichi l’agibilità", aggiungendo che "a tale precauzione si adegueranno anche i parroci di altri comuni nel caso riscontrino che gli edifici di culto abbiano subito qualche danno dal terremoto. Le Messe si celebreranno ugualmente o all’aperto o in locali ritenuti idonei a tale scopo".
L’arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani, ha invece invitato, per le Messe domenicali, a informarsi direttamente dal parroco di riferimento.
In attesa delle necessarie ulteriori verifiche, al momento attuale i danni non sembrano ingenti, almeno a fronte dell’intensità del sisma di venerdì. Resta invece alta la tensione e la paura tra la popolazione anche per lo sciame sismico che sembra non finire. Molti, anche tra coloro che non hanno le abitazioni danneggiate, hanno preferito passare una seconda notte fuori casa e probabilmente faranno altrettanto questa sera.
"Noi tutti, e in particolare questo territorio, dobbiamo avere la consapevolezza di vivere in una condizione di permanente sismicità – ha detto il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, dopo il sopralluogo sabato nelle zone terremotate -. Per fortuna in questo momento non registriamo particolari criticità, anche se c’è tutta una serie di accertamenti in atto da parte dei tecnici. Sui danni avremo un quadro nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Il tema che tutti i sindaci hanno ribadito – ha aggiunto Gabrielli – è che questo territorio vive una condizione di preoccupazione e paura, dovuta non solo all’evento sismico principale ma anche alle scosse che si sono succedute".
Il capo della Protezione civile, a fronte di notizie circolate soprattutto in internet, ha ribadito che "nessuno è in grado di stabilire il dispiegarsi delle ulteriori vicende, se ci saranno altre scosse se saranno di intensità uguale o maggiore". Molte persone, infatti, parlano di possibili nuove scosse e su alcuni siti e su facebook c’è chi si sbilancia dando anche orari precisi. Per questo Gabrielli ha annunciato che denuncerà chi procura allarme nella popolazione.
"Dove si è lavorato e si è fatta prevenzione strutturale i risultati si vedono: qui c’é stata una scossa 5.2, in altri territori terremoti di questa entità provocano danni ben maggiori", ha detto ancora il capo della Protezione civile, parlando con i giornalisti a Fivizzano. "Questa è la vera grande risposta alle preoccupazioni sul tema della sismicità. Noi abbiamo bisogno di territori messi in sicurezza". Gabrielli, rispondendo ai cronisti, ha spiegato che "i sindaci non hanno fornito nessun dato relativo a ordinanze di sgombero, ma siamo ancora in una fase di grande preoccupazione perché la gente ha difficoltà a tornare a casa e a verificare i danni. Il nemico più difficile da combattere è la paura. Io sono qui – ha concluso – perché il presidente Letta mi ha detto di venire, di verificare e di ragguagliarlo sugli strumenti per una risposta efficace. Oggi la questione è essere vicino alla gente, agli abitanti di territori che sono impauriti".
Anche il sottosegretario alle Infrastrutture, Erasmo D’Angelis, in visita a Fivizzano, ha sottolineato come "i pochi danni subiti in Garfagnana e Lunigiana con la forte scossa di terremoto di magnitudo 5.2 sono una lezione all’Italia: quando si ricostruiscono paesi crollati rispettando le regole antisismiche con rigorosi controlli, cosa accaduta in queste zone dopo il sisma del 1995, i rischi diminuiscono radicalmente e non si piangono morti e feriti. Il Governo può solo ringraziare cittadini, sindaci, volontari e protezione civile per quanto stanno facendo e continueremo a monitare la situazione fino al cessato allarme”.
a cura di Andrea Fagioli