GENOVA/DIECI COMANDAMENTI
È questo l’invito rivolto dal cardinale Bagnasco nel corso della serata in piazza Matteotti, nell’ambito dell’iniziativa ”Dieci piazze per Dieci Comandamenti” il tour organizzato dal Rinnovamento nello Spirito, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e la Cei
"Non rubare vuol dire ‘rispetta i beni degli altri’ ed il primo e il più importante bene non sono le cose ma la dignità della persona. Questo è il bene più prezioso al quale gli altri beni, la casa, il lavoro, la proprietà, devono servire perché, quando non c’è il bene della propria dignità che viene calpestata, gli altri beni servono a poco". Il cardinale Angelo Bagnasco, ha esordito con queste parole, ieri sera a Genova, in occasione dell’iniziativa "Dieci piazze per Dieci Comandamenti" il tour organizzato dal Rinnovamento nello Spirito, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e la Cei. Parlando dal palco allestito in Piazza Matteotti, il cardinale ha spiegato che ognuno può essere ladro di sé stesso quando non rispetta la propria dignità con comportamenti non coerenti".
Parole pesanti. Un intervento breve, dettato dai tempi della diretta televisiva, ma parole pesanti risuonate in una piazza attentissima e silenziosa che ha ascoltato l’invito del cardinale a "non essere ladri di noi stessi". Ma come è possibile essere ladri di sé stessi? "Ad esempio, quando non presto attenzione all’altro, lo derubo della mia attenzione". Ma, soprattutto, "siamo ladri di noi stessi quando togliamo agli altri la stima e il buon nome, spargendo il sospetto e il fango". "Quanto fango, quanto sospetto, quante calunnie, denigrazioni, si spargono oggi nel nostro mondo, su tutto e su tutti. E’ un gravissimo rubare" ha esclamato ancora il cardinale. Ma siamo ladri di noi stessi "quando isoliamo gli altri privandoli di accoglienza e di aiuto" e "quando non pensiamo che i beni materiali, anche se nostri, devono però tener conto sempre di tutti, specie di chi è povero, debole e meno fortunato".
Noi, la società e lo Stato. "Rubiamo noi stessi, la nostra dignità – ha detto ancora il porporato – quando non diamo il nostro contributo per costruire una società più giusta e umana". Ma, ha sottolineato il cardinale "il comandamento riguarda anche la collettività e lo Stato nel suo rapporto con i cittadini". Infatti, "anche i soggetti collettivi devono rispettare i singoli attraverso la giustizia che garantisce a ciascuno ciò di cui ha bisogno per vivere in modo responsabile e dignitoso". Per questo "la società intera e lo Stato hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia, ossia garantire a ciascuno la possibilità di vivere con responsabilità e dignità. L’onesto lavoro, l’adeguato salario, l’assolvimento dei patti a qualunque livello, l’accesso alla cultura, potersi fare una famiglia, avere futuro, la tutela e la cura della vita, sempre, appartengono al patrimonio dei diritti fondamentali di ogni persona, fanno parte della giustizia, che lo Stato e la società civile devono preoccuparsi di garantire a tutti e a ciascuno per essere una società giusta e quindi umana". Prima dell’inizio il cardinale aveva spiegato ai cronisti che "i comandamenti del Signore non sono soltanto oggetto di rivelazione ma sono anche la sintesi del buon senso e dell’esperienza migliore dell’umanità".
Una rilettura creativa. Il presidente del Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, ha affermato che "a Genova abbiamo voluto proporre una ‘rilettura’ in chiave creativa e propositiva del Comandamento ‘Non Rubare’, inteso non solo come sottrazione di beni materiali, ma come privazione del suo tempo, della sua dignità, del suo futuro di giustizia e pace". La conduttrice, Arianna Ciampoli, ha presentato e dialogato con gli ospiti: Stefano Zamagni docente di economia presso l’Università di Bologna, Alfredo Mantovano, Magistrato e già sottosegretario al Ministero degli Interni, Francesco Averna, Imprenditore, Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale di Genova, Roberto Arditti, direttore Relazioni Istituzionali Expo 2015. Le parti musicali sono state curate da Tosca, cantante e attrice, e dalla band DieciperDieci del Rinnovamento nello Spirito. Le letture dei testi sono state curate dall’attore Andrea Giordana.
a cura di Adriano Torti