CHIESE IN BREVE
Spagna: si avvicina la beatificazione di Tarragona
Circa 500 martiri del XX secolo in Spagna saranno beatificati a Tarragona domenica 13 ottobre, alle ore 12, in una celebrazione eucaristica che si terrà nel complesso educativo della città e che sarà presieduta dal cardinal Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi e rappresentante del Papa per questa beatificazione. La beatificazione è uno degli eventi principali dell’Anno della fede, previsto nell’attuale piano pastorale della Conferenza episcopale spagnola (Cee). La segreteria generale della Cee, attraverso l’Ufficio per la causa dei santi, sta dirigendo i lavori dell’organizzazione, che si stanno portando avanti da alcuni mesi in collaborazione con la diocesi di Tarragona. Ad oggi, informa una nota dell’Ufficio stampa della Cee, la Santa Sede ha approvato il Decreto del martirio di 480 martiri, appartenenti a 29 cause. Si spera che a breve si pubblichino i Decreti di altre 4 cause, che aggiungerebbero alcune decine di martiri in più. La Televisione spagnola offrirà la copertura istituzionale della cerimonia di beatificazione, che sarà trasmessa in diretta dalla rete 2 di Tve. La celebrazione potrà essere vista anche su 13 Tv ed essere seguita in diretta sulla pagina web della beatificazione (www.beatificacion2013.com) e su quella dell’arcivescovado di Tarragona (www.arquebisbattarragona.cat). I Vespri solenni nella cattedrale di Tarragona, sabato 12 ottobre, potranno essere seguiti in diretta su 13 Tv e nelle già citate pagine web. Dal 1° luglio i giornalisti interessati potranno accreditarsi all’evento.
Portogallo: Giornata della pastorale della cultura
Il 21 giugno scorso, a Fatima, la Chiesa portoghese ha promosso la 9ª Giornata nazionale della pastorale della cultura, al fine di “dar voce ai giovani” e tentare di “incontrare la prima generazione la cui cultura di base non trova nel religioso il suo punto di partenza”. Parlando nella sessione inaugurale, il direttore del Segretariato nazionale, padre José Tolentino Mendonça, ha dichiarato che “la Chiesa è molto interessata a comprendere com’è attualmente articolato il mondo dei giovani, qual è il senso della vita che cercano, come si aprono alla problematica della trascendenza, e quali sono i valori che essi prediligono”. Commentando il tema scelto per l’iniziativa nazionale, “Culture giovanili emergenti”, ha sottolineato la necessità di “uno sforzo di traduzione”, per poter offrire ai più giovani “spazi di espressione e riconoscimento”. “Il linguaggio ufficiale della Chiesa cattolica è un enigma per la maggior parte di loro”, ha detto. Inoltre, la crisi economica e antropologica vissuta dall’attuale società ha una ripercussione drammatica sul mondo giovanile: “La gioventù è oggi un luogo di solitudine e di incertezza, dal quale si guarda al futuro con un’apprensione e una paura enorme”. Per questo motivo il mondo dei giovani può divenire “un campo di missione”, ha concluso padre Mendonça: “Molto spesso la gioventù è vista e giudicata come una sottocultura, alla quale non dare molta importanza; essa deve invece essere considerata come un nuovo e straordinario universo, un mondo al tempo stesso sconosciuto e sommerso, che la Chiesa deve essere capace di avvicinare e incontrare”.
Austria: dai vescovi un Forum per il futuro
Un contributo costruttivo alla società. È questo per il cardinale Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, l’intento del “Forum per il futuro” deliberato dai vescovi austriaci nel corso dell’assemblea plenaria conclusasi il 21 giugno. Nel tradizionale incontro con la stampa al termine della plenaria, il cardinale ha illustrato le decisioni della Conferenza, sottolineando l’importanza del Forum che partirà nell’autunno del 2014 e che “riprende l’obiettivo centrale di Papa Francesco”, che si adopera contro “una Chiesa autoreferenziale, narcisistica e secolarizzata”. Il Forum intende coinvolgere esperti, fedeli, religiosi, ma anche critici e agnostici sul futuro della Chiesa. “Gli inviti alla discussione verranno diramati all’interno e all’esterno della Chiesa”, ha annunciato Schönborn, evidenziando che anche “temi scottanti come il celibato o i divorziati risposati non verranno esclusi per principio, ma verranno integrati in un contesto più ampio”. “Sia la Chiesa che la società secolare possono trarre profitto da questo processo di dialogo”, ha osservato il cardinale, che ha poi affermato che al Forum per il futuro della Chiesa austriaca “sono invitati anche gruppi critici” come “Wir sind Kirche” o gli esponenti dell’iniziativa dei sacerdoti disobbedienti, protagonisti negli anni scorsi di una serie di proteste per chiedere riforme all’interno nella Chiesa. Responsabili per i contenuti del Forum per il futuro saranno il cardinal Schönborn e monsignor Alois Schwarz da parte della Conferenza episcopale, mentre il processo in sé sarà gestito e moderato dall’Azione cattolica austriaca (Kaö), la cui presidente, Gerda Schaffelhofer, ha auspicato una partecipazione “ampia”.