GIORNALI FISC
La situazione socio-politica italiana, le proteste in Brasile, i primi 100 giorni di Papa Francesco: gli editoriali delle testate cattoliche
La situazione socio-politica italiana, le proteste in Brasile, i primi cento giorni di Papa Francesco, l’attualità ecclesiale e la cronaca locale… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.
La situazione socio-politica italiana. “Responsabilità, impegno al servizio del Paese, rigore morale”. È questa la ricetta offerta da molti editoriali per uscire dalla crisi. “Questo non è il tempo dei miracoli, anche perché deve essere chiaro a tutti che la strada per uscire dall’attuale difficilissima fase è lunga, tortuosa e dagli esiti non scontati. Per questa ragione l’imperativo oggi più che mai è quello della responsabilità e dell’impegno a fare tutto il possibile”, dichiara Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza). Di fronte alla sentenza sul caso Ruby, sostiene Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), “quanto sarebbe bello che l’Italia non fosse mai messa di fronte a simili questioni, vedendo sempre nei suoi governanti – di destra o di sinistra che siano – nient’altro che uomini a servizio del Paese, senza pendenze giudiziarie di alcun tipo”. Anche Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), interviene sulla sentenza Ruby: “Non si può agire senza pensare che il proprio operato avrà una ricaduta, e quale ricaduta, su chi ascolta una parola, un consiglio, una telefonata. Destra, sinistra, centro, non importa. È solo questione di senso dello Stato. O meglio, di senso della responsabilità, e della misura”. Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), invita: “Ognuno faccia l’esame di coscienza prima di assumere incarichi pubblici”. Per Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto), “oltre alla crisi economica, i veri nemici dello sviluppo occorre cercarli, catturarli ed eliminarli fra i corrotti e gli evasori. Una vera priorità per ogni tipo di governo”. Secondo Alberto Margoni, direttore di Verona Fedele (Verona), “operare con rigore professionale e morale e fare con serietà il proprio mestiere rimane, comunque, la via maestra per recuperare la fiducia della gente. Questo vale per la politica, per la magistratura, per l’informazione, per ogni categoria di persone impegnate nei diversi ambiti del vivere sociale”. Malgrado le difficoltà del nostro Paese c’è chi desidera tanto essere italiano e Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), scrive di Cristian, il ragazzo con sindrome di down, figlio di una colombiana, che il 19 giugno ha ottenuto la cittadinanza italiana. E ai migranti è dedicato l’editoriale del Portico (Cagliari): “Benvenuta sia la Giornata del migrante e del rifugiato, soprattutto se ci aiuterà a contribuire a una più genuina politica di accoglienza”.
Proteste in Brasile. Anche le proteste che stanno infiammando il Brasile al centro degli editoriali. Per il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), “non si può non sentire un moto di ribellione, pensando ai bilioni di reali – la moneta locale – fagocitati dalle grandi aziende costruttrici per erigere splendidi stadi futuristici, hotel e molti altri monumenti alla falsità dei potenti, mentre l’inflazione in questo Paese galoppa, troppa gente boccheggia di miseria, l’istruzione pubblica è un fallimento totale e la gente muore nei corridoi degli ospedali per mancanza di posti letto”. Per Marco Bonatti, direttore della Voce del Popolo (Torino), “nel Brasile la protesta di questi giorni ha portato alla ribalta una società che non è fatta solo di ricchissimi e poverissimi e che non vive, come vorrebbe il nostro immaginario, solo di calcio, samba e belle spiagge”. Anche il Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli) scrive delle recenti proteste in Brasile, che “pure è un Paese in crescita economica: questa ha ‘miracolato’ alcuni gruppi ma non ha sconfitto la povertà di milioni di brasiliani”.
Crisi, scuola e lavoro. Sulle vacanze in tempo di crisi si concentra Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia): “La crisi un lato positivo per il turismo l’ha avuto: si è agevolata (o è stata giocoforza?) la riscoperta di luoghi viciniori altrimenti negletti o addirittura ignorati”. E, quando mancano i soldi si cerca di tagliare anche in modo sbagliato, come dimostra il referendum di Bologna sul finanziamento alle scuole private, di cui tratta l’editoriale dell’Eco del Chisone (Pinerolo): “Al centro della questione devono sempre essere loro, i bambini, e le necessità delle famiglie, in particolare di quelli più fragili e che dunque hanno più bisogno di servizi. Che sia statale o che sia paritaria, la scuola deve sempre essere pubblica, cioè per tutti”. Sul lavoro, nelle sue nuove forme, riflette Gente Veneta (Venezia) mettendo in evidenza che “la flessibilità delle nuove forme contrattuali” ha avuto come “effetto collaterale” non solo “quello della tanto deprecata precarietà”, ma “soprattutto quello della spinta al ribasso delle retribuzioni”.
Papa Francesco. Sui settimanali continuano le riflessioni sul Pontefice. “Papa Francesco non fa che riprendere il Vangelo e coniugarlo con una incisività diretta, mirata, efficace che lascia il segno. E così si re-impara che l’essenziale sta nell’incontro con Cristo sulle strade degli uomini e delle donne di oggi”. Lo scrive Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), ricordando i 100 giorni da Papa di Francesco. Nelle parole del Pontefice, evidenzia Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), “emerge chiara la forza della fede che chiama il fedele a scuotersi, a essere partecipe della vita della Chiesa, della comunità cattolica e in definitiva del mondo. In questi tre mesi Papa Francesco ha sedotto i cuori e scosso le coscienze, per trasformare il popolo di Cristo in una massa in movimento, in direzione del cammino della fede”. In 100 giorni, sintetizza Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), “ha cambiato i residui di stile ‘rinascimentale’, incomprensibile ai popoli della sofferenza e della fame”. Papa Francesco “continua a suscitare entusiasmo e simpatia e con questo alimenta la speranza in un rinnovamento efficace nella Chiesa e nella società”, afferma Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), per il quale “può essere più facile soffermarsi sulle tante pecche della comunità ecclesiale e civile”, ma “oggi, più che mai, abbiamo bisogno di parole e segni di speranza per dirci e sentire che l’orizzonte è più ampio di quanto possa sembrare e il sole continua a splendere per tutti e la nostra terra è così ricca di bellezze naturali da riempirci già con i suoi doni”. Ancora “una suggestione di Papa Francesco” ispira Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia): “La persona umana – afferma il Papa – è in pericolo: questo è certo, la persona umana oggi è in pericolo, ecco l’urgenza dell’ecologia umana! E il pericolo è grave perché la causa del problema non è superficiale, ma profonda: non è solo una questione di economia, ma di etica e di antropologia”. Per Frosini, “il richiamo del Papa è anzitutto il richiamo di Dio, ma è anche il richiamo, il grido di allarme e di dolore della stessa natura. Per questo il grido di allarme è diretto a tutti gli uomini di buona volontà, basato com’è sul concetto laico di uomo e di società”. Anche Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo), scrive partendo dall’operato del Pontefice: “Il cristiano ha una parola che ha ricevuto in dono e che – nell’impegno evangelizzante – deve essere portata anche agli uomini del nostro tempo cercando di superare incomprensioni, distacchi e contrapposizioni. In realtà quello che sta facendo Papa Francesco ha proprio il senso dell’uscire dai bastioni, di aprirsi al mondo senza perdere o sminuire nulla del messaggio di Cristo”. “Quando fu eletto il cardinal Bergoglio ringraziò i cardinali per aver scelto un Papa che veniva ‘dalla fine del mondo’. Da allora – sottolinea Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro) – non manca occasione per comunicare una dimensione di Chiesa ecumenica e senza barriere e invitare i cristiani a mettersi in viaggio, verso le periferie geografiche e umane della storia”. La Difesa del Popolo (Padova) ricorda che “domenica 30 giugno si celebra la giornata per la carità del Papa”, “una scadenza annuale, ma che assume un valore particolare perché rivolta a un Papa, di nome Francesco, che ha messo con forza l’accento sulla dimensione caritativa dell’esperienza di fede”. Parlando dell’enciclica sulla fede iniziata da Benedetto XVI che Papa Francesco sta completando, Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), osserva che questo documento “diventa icona della continuità del magistero. Ha fatto benissimo Papa Francesco a riprendere e concludere il testo dell’enciclica, non solo per un senso di rispetto verso Benedetto XVI, ma per simboleggiare concretamente con questo gesto la continuità nella vita apostolica della Chiesa”. La Guida (Cuneo) ritorna sull’assenza del Papa a un concerto in Aula Paolo VI: “È in linea con la nuova sensibilità che in questi primi 100 giorni di pontificato Francesco ha manifestato. (…) Da arcivescovo di Buenos Aires non andava a concerti, e piuttosto la sera visitava in incognito le famiglie nelle baracche delle favelas”. A proposito della prossima Gmg, Toscana Oggi (giornale regionale) sottolinea che le parole del Papa ai giovani “ci ricordano quanto sia importante” che essa “assuma la funzione di uno snodo in cui devono confluire i problemi reali” e “prendano forma, almeno in germe, una nuova cultura e un nuovo stile, che abbiano al loro centro il rifiorire della speranza”, “il senso della sobrietà e del limite”, “la capacità di aprirsi alle grandi prospettive e di donarsi con scelte coraggiose e impegnative”.
Attualità ecclesiale e cronaca locale. Non mancano negli editoriali l’attualità ecclesiale e la cronaca locale. Monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano, nell’editoriale di Millestrade (mensile diocesano) parla della necessità che “la crescita nella fede dei nostri ragazzi sia sostenuta dalla testimonianza di accompagnatori adulti”: “È importante che nella comunità vi sia una pluralità di figure fra quelli che aiutano i cammini di fede”. “Il nostro territorio è sicuramente una benedizione di Dio”, lo scrivono i vescovi delle Marche nel loro messaggio ai turisti, che è ripreso da Voce della Vallesina (Jesi). “Sia la vostra vacanza un tempo utile e fruttuoso, un tempo nel quale possiate trovare la misura bella della vostra persona e contemporaneamente sperimentare e dare la cordialità dell’amicizia. Sappiate che la nostra preghiera è per voi: Dio Creatore e Padre vi custodisca nel bene”, è l’augurio dei presuli ai turisti. Giorn8tto (Monreale) riprende l’omelia dell’arcivescovo Michele Pennisi per la veglia di Pentecoste: “La comunione è dono dello Spirito, opera della sua iniziativa che rigenera la persona in Cristo e pone gli uomini in una nuova relazione tra loro”. Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria), in occasione della festa dei santi Pietro e Paolo, invita a rivolgere un pensiero ai sacerdoti: “Non sarà inopportuno – almeno ogni 29 giugno – ricordare coloro che in quel giorno o in un’altra data si sono stesi davanti a un altare e sono stati ‘baciati’ dallo Spirito Santo per una missione di amore e di pace”. La Voce Alessandrina (Alessandria) riporta le nuove nomine per la curia annunciate dal vescovo Guido Gallese. Giuseppe Lonia, direttore della Scintilla (Messina), ricorda “le ordinazioni dei diaconi delle comunità religiose avvenute in questo mese e quella di un diacono permanente il prossimo 18 luglio a Barcellona Pozzo di Gotto”. Luce & Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), si sofferma sul “cammino, quello di quest’anno pastorale, ritmato da piccoli passi di comunione ecclesiale e arricchito, a livello diocesano e parrocchiale, da preziose perle di formazione e di catechesi sui temi legati all’Anno della fede”. Lucio Bonomo, direttore della Vita del Popolo (Treviso), scrive del libretto “Rose del deserto”, seconda raccolta delle “Cartoline” dall’Algeria di padre Silvano Zoccarato del Pime. Di “pastorale dell’ultimo banco” si occupa Irene Argentiero, direttore del Segno (Bolzano-Bressanone): “È stando sulla porta che s’impara ad accogliere e a essere accolti. Non stiamo ad aspettare che gli altri facciano il primo passo… Iniziamo noi per primi oggi a imparare ad accogliere e a essere accolti, ad essere ‘comunione’ per e con gli altri. Iniziamo noi per primi ad andare alla scuola della ‘pastorale dell’ultimo banco’”. Riflettendo sulla morte del ventenne genovese Giuliano Ibrahim Delnevo, mentre combatteva al fianco dei ribelli in Siria nella battaglia di Qusayr, Giuseppe Manunta, direttore di Dialogo (Alghero-Bosa), sostiene che lo smarrimento di Giuliano “è anche un po’ colpa nostra! Del nostro essere cristiani di sagrestia, timorosi nell’apostolato e pigri nel continuare a ‘pettinare e accarezzare’ la nostra unica pecorella, dimenticandoci delle altre novantanove che sono smarrite”.
Dall’attualità ecclesiale alla cronaca locale. La Voce del Popolo (Brescia) per festeggiare i 120 anni di vita riporta l’editoriale dell’epoca di Giuseppe Tovini. Dando il benvenuto a Giorgio Napolitano, che il 7 luglio sarà alla Villa reale, Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), annota: “Monza può avere difetti ma non è stata mai a rimorchio di nessuno, difendendo con la laboriosità, con l’impegno la sua libertà, l’indipendenza. Una lezione che non dobbiamo dimenticare e che vale, ne sono certo, anche per l’Italia”. Il Ticino (Pavia) commenta l’elezione del nuovo rettore dell’Università, Fabio Rugge: “Nel proporre la sua candidatura a rettore, Rugge così ha sintetizzato la strategia da porre in atto: ‘Allargare lo sguardo, allungare il passo, andare incontro al cambiamento’. Adesso che è stato eletto, questi tre princìpi-base diventeranno gli obiettivi da perseguire durante i sei anni del suo mandato”. Si occupa, invece, delle elezioni amministrative a Bagnara di Romagna il Nuovo Diario Messaggero (Imola): “Occorre imparare che nell’amministrazione dei piccoli Comuni, si è tutti compartecipi del risultato finale. In una piccola barca se anche pochi smettono di remare, sono tutti a rimetterci, compresi i non rematori”. Giovanni Tonelli, direttore del Ponte (Rimini), parla dell’aumento dei reati in città: “Se il mantenimento dell’ordine pubblico è compito delle istituzioni, occorre ribadire che la sicurezza è un bene comune di cui tutti i cittadini, come individui e come collettività, devono sentirsi responsabili”, perciò “la vera rivoluzione da compiere è non chiudersi nel proprio particolare, tornando a controllare il territorio con gli occhi, con il cuore e con la creatività”. La Vita Cattolica (Udine) racconta, infine, l’esperienza di un giovane produttore di formaggi e latte di alta qualità: “Un esempio coraggioso, da imitare”, in un momento in cui “i dati di Unioncamere dicono che in Friuli-Venezia Giulia il numero delle imprese ‘under 35’ è troppo basso rispetto alla media nazionale”.