DISCONNESSIONI/1

Un Dante” “che sa di Malthus

“Inferno”, la più recente sfilza di pagine di Dan Brown (stavolta Mondadori ce ne sottopone 522) è un giallo allegorico-letterario-artistico in cui di letteratura c’è ben poco, e quel poco talvolta travisato

Gentili lettori,
l’estate è alle porte e un libro ci attende per accompagnare le nostre ore libere. Ma potrebbe essere il libro sbagliato. Per questa ragione abbiamo chiesto a Marco Testi di vestire, al sabato, da oggi e per sette settimane, i panni del "critico militante". Gli abbiamo chiesto di aiutarci ad essere meno passivi rispetto a certi autori e ad alcune loro opere. Non mancheranno i giudizi talvolta severi, ma meglio avvertiti che beffati. All’autore il grazie per questo scomodo impegno letterario. (Domenico Delle Foglie).

Dante con questo Inferno non c’entra. Non è l’opera del Poeta a rappresentare il nucleo dell’azione, ma Malthus. Nel senso che se di centro si può parlare in un romanzo così disperso nelle sue parti, questo è rappresentato dal sovrappopolamento del pianeta. "Inferno", la più recente sfilza di pagine di Dan Brown (stavolta Mondadori ce ne sottopone 522) è un giallo allegorico-letterario-artistico in cui di letteratura c’è ben poco, e quel poco talvolta travisato. La scrittura è tutta tesa alla descrizione di personaggi ormai standard senza nessuna ricchezza introspettiva.
C’è molta frenesia di scorciatoie, invece. La terra è sovrappopolata? Altro che guerre e carestie, come teorizzava Malthus. A questo punto il lettore tirerà un sospiro di sollievo: meno male, ecco una teoria ragionevole, non è con la morte della gente che si risolve il problema, e bravo Brown. Neanche per sogno: la tesi che chiama in causa l’inconsapevole – e incolpevole – padre Dante è la castrazione genetica. No, non stiamo scherzando: lo scienziato Zobrist ha fatto del tutto per attirare l’attenzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e scongiurare il pericolo della sovrappopolazione: a lui, innamorato di Dante, non bastavano "una migliore educazione contraccettiva, incentivi fiscali per le famiglie poco numerose" e perfino l’ipotesi, non sono parole nostre, ma di Brown, credetemi, "di colonizzare la luna". Viste le risposte vaghe (sic) dell’organizzazione, ha realizzato un virus in grado di rendere sterile un terzo della popolazione mondiale. Una volta che il cattivo lo ha attivato, i "buoni" non possono che consolarsi, pazienza, che ci vuoi fare, è andata così, anzi, a seguire le parole della sua ex allieva e amante, la cosa assume un aspetto provvidenziale: "Invece di mandarci catastrofi e tragedie, magari, grazie al processo evolutivo, (la natura, ndr) ha mandato uno scienziato capace di inventare un metodo diverso per diminuire la popolazione nel corso del tempo. Niente epidemie. Niente morti. Solo una specie più in sintonia con il proprio ambiente".
Ecchecivuole, ecco la soluzione: il cattivo ha vinto, ma a pensarci bene tanto cattivo non era, perché magari i metodi non sono da galateo, però in fondo lo ha fatto a fin di bene… Castrando praticamente mezzo pianeta o giù di lì. Soluzione poco democratica, per usare un eufemismo, che viene narrata con una certa simpatia da uno scrittore che della democrazia si fa alfiere contro la casta chiusa della Chiesa, ad esempio, mentre la Massoneria di cui ha parlato – discretamente bene – in un romanzo uscito quattro anni fa, "Il simbolo perduto", come si sa è un circolo culturale aperto sulla piazza, dove si può giocare a biliardo e bere una mezza birra in allegria. In quest’ultimo libro si torna a parlare di Dio, ma ovviamente un Dio non Dio, nel senso che è l’insieme delle menti degli uomini: "Gli antichi lo pregavano come simbolo del nostro illimitato potenziale umano, ma nel tempo quell’antico simbolo è andato perduto". La serialità dei delitti che rimandano ad un libro, lì l’Apocalisse e in "Inferno" la prima Cantica dantesca ci riporta inoltre ad un best-seller nostrano di 23 anni fa, "Il nome della rosa". Ma anche nel famosissimo – più di 80 milioni di copie vendute – "Codice da Vinci" non sono mancate cantonate ed errori, come la presenza sicura di Vangeli a Qumram (forse c’è un piccolo frammento), la certezza che apocrifi presentino la Maddalena come moglie di Gesù, la convinzione che gli stess parlino di Gesù come unicamente umano, mentre è vero il contrario.
Un romanzo è un romanzo, lo sappiamo, ma i romanzi a tesi costruiti con prove che non sono prove hanno il sapore di una strategia mirata ad una ricerca sola, quella delle vendite.