MARCHE

Iniziativa positiva

Un bando per la formazione di giovani under 35 con l’obiettivio di arginare la disoccupazione

Foto Siciliani-Gennari/SIR

Un tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), nel 2012, del 28,6% (dati Istat), che suscita preoccupazione. Per questo le istituzioni e la Regione cercano di mettere in campo misure adeguate: una di esse è il bando approvato a giugno in base al quale saranno investiti 1 milione e 155mila euro per la formazione di giovani under 35 nei settori della green economy e multimedia con la garanzia d’incentivi alle imprese che poi li assumeranno.Interventi a largo spettro. “Come Acli delle Marche – afferma Marco Moroni, responsabile del Centro studi Acli Marche – da anni insistiamo sull’emergenza della disoccupazione giovanile. Con la continua perdita dei posti di lavoro, l’enorme numero dei cassintegrati, la caduta dei consumi popolari e la forte crescita delle famiglie povere è ormai impensabile aggredire uno soltanto di questi problemi trascurando gli altri. Né avrebbe senso inseguire soltanto l’ultima emergenza. Serve una visione d’insieme, che punti al rilancio dell’economia della Regione; servono interventi a largo spettro”. Per Moroni “dalla crisi non si esce se non puntando sull’innovazione. Il multimediale e la green economy, i due settori indicati dal bando, sono sicuramente due settori fortemente innovativi, da sviluppare nella nostra realtà regionale, ancora caratterizzata da scarsa propensione all’innovazione e all’impiego di giovani altamente formati”. L’esperto sottolinea che “di fronte alla drammaticità della crisi è chiaro che queste misure possono apparire dei palliativi, ma va detto che non sono gli unici interventi realizzati dalla Regione: basti pensare al nuovo bando per il ‘prestito d’onore’. Indubbiamente, con il persistere della recessione, sono necessarie misure di sostegno economico e di reinserimento lavorativo volte specificamente a quelle persone che vivono una condizione di particolare disagio socio-economico. Ma i due interventi non devono essere visti come alternativi. Sarebbe davvero misero contrapporre gli adulti licenziati e i cassintegrati ai giovani disoccupati”.Emergenza sociale. Per Franco Biancofiore, responsabile dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della diocesi di Macerata, “i dati dell’ultimo Rapporto Istat mettono in forte evidenza come la disoccupazione giovanile sia una vera e propria emergenza sociale, in Italia e in Europa. Lo sforzo della Regione mediante alcuni provvedimenti, come ad esempio il sostegno ai giovani disoccupati mediante la formazione e incentivi per l’assunzione nei settori green economy e multimedia, è da ritenersi positivo. Certo, è necessario fare di più. E ciò non dipende solo dalla Regione, quando in Italia e in Europa – oltre alcuni provvedimenti tampone – non sono state ancora messe in atto efficaci politiche industriali e di sviluppo”. Per Biancofiore “occorre favorire convergenze e integrazione tra diversi servizi pubblici e privati, così da realizzare un’efficiente ‘filiera di politiche attive del lavoro’ in grado di mettere a sistema orientamento, accompagnamento, incontro domanda-offerta, formazione, reinserimento lavorativo”. Il responsabile nota anche che “più volte la Chiesa come ‘maestra di umanità’, non certo avanzando soluzioni tecniche poiché non è suo compito, con Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco, a più riprese è intervenuta. Soprattutto il problema della disoccupazione giovanile espone la generazione dei figli e quella dei padri al pericolo di un’evidente conflittualità. Nei momenti difficili, tra poveri, la Chiesa propone – come sostiene il cardinale Tettamanzi – ‘un patto di fraternità’ tra generazioni nella ‘logica del dono fatto in verità’. Ma le politiche del lavoro, quelle per la famiglia, per i giovani e per gli anziani devono fare la loro parte, perché sarebbe profondamente ingiusto contare solo sui poveri per aiutare i poveri”. a cura di Simona Mengascini(3 luglio 2013)