CCEE

Segni di speranza

Il messaggio finale dell’incontro dei segretari generali delle Conferenze episcopali europee

“Non temere! Il Vangelo non è contro di te, ma è a tuo favore. Abbi fiducia! Nel Vangelo, che è Gesù, troverai la speranza solida e duratura a cui aspiri. Sii certa! Il Vangelo della speranza non delude!”. Con questo messaggio di speranza, rivolto da Giovanni Paolo II nell’Esortazione apostolica “Ecclesia in Europa” alla Chiesa del continente, si è concluso il 30 giugno a Varsavia il 41° incontro dei segretari generali delle Conferenze episcopali (27-30 giugno). Filo conduttore dell’incontro, promosso dal presidente della Conferenza episcopale polacca e vice-presidente del Ccee, monsignor Józef Michalik, e dal segretario generale della Cep, il vescovo Wojciech Polak, la nuova evangelizzazione a dieci anni dalla “Ecclesia in Europa” e nell’Anno della fede.

Segno di redenzione e speranza. “Nell’ultimo decennio – si legge nel comunicato finale diffuso il 1° luglio dal Ccee – il mondo, e con esso l’Europa, ha subito forti sollecitazioni, mutamenti improvvisi, non sempre voluti, coerenti, logici e credibili. Per il vescovo greco-cattolico di Oradea (Romania), monsignor Virgil Bercea, nonostante questi “mutamenti sociali e culturali” che hanno causato disorientamento, “la Chiesa è nel mondo ed è pertanto chiamata ad essere segno di Dio e quindi di redenzione e di speranza”. Da Paul H.Dembinski (Osservatorio delle finanze di Ginevra) l’invito ad andare oltre “un approccio esclusivamente finanziario della vita, come è l’orientamento odierno che tende a cambiare i rapporti umani in semplici transazioni e a cercare l’efficacia della finanza, invece della fecondità delle relazioni”, dimenticando così “la costruzione del futuro”. Uno sguardo più profondo sulla crisi è auspicato anche da monsignor Juan Antonio Martinez Camino, segretario della Conferenza episcopale spagnola: la crisi spirituale “ha un ruolo decisivo nell’attuale situazione che vive l’Europa”.

Chiesa all’avanguardia. Il vecchio continente, però, “oltre alle crisi economiche e spirituali – si legge nel comunicato – è pieno di segni di speranza”, come testimoniano i rapporti presentati dai segretari. Monsignor Markus Stock (Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles), chiede una Chiesa capace di “una comprensione radicale della nuova evangelizzazione”, all’avanguardia “nell’ardore, nei metodi e nelle espressioni con cui presenta” il contenuto della fede. La testimonianza dei martiri del ventesimo secolo è stata più volte evocata per indicare che “solo un rapporto personale con Cristo, che diventa anche cultura, è capace” di promuoverne la missione evangelizzatrice. “Segno di speranza”, è stato sottolineato, anche la rilevante mobilitazione dei cittadini attraverso l’iniziativa “Uno di noi” per la tutela dell’embrione umano, cui hanno aderito molte Conferenze episcopali.

Il volto della Polonia. L’appuntamento è stato, inoltre, occasione “per una più profonda conoscenza della Chiesa in Polonia che si prepara a festeggiare i 1050 anni del Battesimo della nazione (966-2016)” e ha di fronte le sfide della nuova evangelizzazione, della difesa della vita e della famiglia, della crescente disoccupazione. Si è parlato del processo di riconciliazione in corso tra Polonia e Russia (firma di un documento comune tra il patriarca di Mosca Cirillo e monsignor Michalik), e della firma, lo scorso 28 giugno, di una dichiarazione comune che apre al dialogo e al perdono tra i popoli di Polonia e d’Ucraina. A testimoniare ulteriori “segni di speranza” nonostante difficoltà e persecuzioni, i segretari della Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia, p. Raymond O’ Toole, e dell’Assemblea dei vescovi cattolici della Terra Santa, p. Pietro Felet. Nel corso dell’incontro, i segretari del Ccee e della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) hanno presentato le attività dei due organismi. Diversi i momenti di preghiera. Particolarmente apprezzata la veglia per l’Europa, animata da giovani polacchi, durante la quale si è dato lettura di alcuni passaggi della “Ecclesia in Europa”. A concludere l’incontro la Messa presieduta il 30 giugno dal nunzio apostolico, monsignor Celestino Migliore.