CHIESE IN BREVE
Spagna: Giornate per insegnanti di religione
La Commissione per l’insegnamento e la catechesi della Conferenza episcopale spagnola, presieduta dal vescovo di Segorbe-Castellón, mons. Casimiro López Llorente, ha organizzato le Giornate per professori di religione e morale cattolica all’Università Pontificia di Salamanca, dal 4 al 6 luglio. “L’insegnamento della religione al servizio della trasmissione della fede” è il tema delle Giornate. “La cultura attuale tende a escludere Dio o a considerare la fede come un fatto senza nessuna rilevanza sociale – sottolineano i promotori delle Giornate -. Anche se l’insieme dei valori, che sono il fondamento della società, proviene dal Vangelo, come la coscienza della dignità della persona, della solidarietà, del lavoro e della famiglia, si costata una specie di amnesia di Dio, un vero rifiuto e negazione del cristianesimo”. D’altra parte, “il relativismo, che si è diffuso, non genera vera libertà, piuttosto instabilità, confusione e conformismo”. In questo senso, le Giornate costituiscono la cornice idonea a rispondere alle sfide odierne: le relazioni trattano temi come “la didattica della fede per l’integrazione della cultura”, “la comunicazione di Dio in una prospettiva didattica”, “la didattica applicata ai sacramenti”. Inoltre, sarà presentato il documento “Il coordinamento della famiglia, la parrocchia e la scuola nella trasmissione della fede”.
Croazia: ravvivare le radici cristiane dell’Ue
“Se un compito ha oggi la Croazia, se c’è un impegno che oggi possiamo consegnare con fiducia al popolo croato, è quello di ravvivare in Europa la consapevolezza delle radici cristiane mediante la testimonianza dei valori di cui essa stessa è portatrice”. Così si è espresso mons. Dominique Mamberti, segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, presiedendo il 30 giugno l’eucaristia a Roma, nella Chiesa di San Girolamo dei croati, su invito dell’ambasciata croata presso la Santa Sede alla vigilia dell’ingresso del Paese balcanico nell’Unione europea. Mons. Mamberti ha ricordato che il “sigillo battesimale” è presente sin dalle origini della nazione croata. “Nella difficile storia del popolo croato – ha osservato il segretario di Stato – il radicarsi della fede cattolica progredisce di pari passo con il rafforzamento della consapevolezza di un ruolo e di un insieme di virtù che hanno consentito alla nazione croata di conquistare, attraverso i secoli, talvolta al prezzo del duro sacrificio dei suoi figli, il posto che oggi viene ad occupare nell’Unione Europea”. Mons. Mamberti si è quindi posto l’interrogativo: “Qual è la meta del nostro cammino? Qual è meta dell’Europa e, in essa, della Croazia?”. “La piena integrazione nell’Unione Europea – ha osservato – non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per una nuova missione”, per “un impegno ancora più intenso nella costruzione della casa comune che è il nostro continente”.
Polonia: impegno ecclesiale contro aborto selettivo
“Il 90% degli aborti che vengono legalmente effettuati in Polonia sono giustificati con le presunte malformazioni o gravi malattie del feto”. Lo afferma Mariusz Dzierzawski, uno dei promotori dell’iniziativa che vuole cancellare dalla legge vigente in Polonia l’ammissibilità dell’aborto eugenico (o selettivo). L’associazione “Per il diritto alla vita” in meno di tre mesi ha raggiunto oltre 100mila adesioni, raccogliendo il numero sufficiente di firme per deporre al Parlamento la mozione volta a cambiare la legislazione vigente. L’iniziativa è partita il 21 marzo scorso in concomitanza con la Giornata mondiale dedicata ai bambini con la sindrome di Down. Nell’ottobre scorso il Parlamento aveva respinto un simile progetto di modifica della legge sull’aborto presentato da un gruppo di deputati. Secondo i dati ufficiali dal 1997 – e cioè dall’entrata in vigore dell’attuale normativa che permette l’interruzione della gravidanza in caso di pericolo di vita della donna, di malattia o malformazione del feto e fino alla dodicesima settimana di gestazione nei casi di abusi -, il numero di aborti in Polonia non supera ufficialmente alcune centinaia. Le organizzazioni pro-life tuttavia stimano che gli aborti praticati sul territorio nazionale possano arrivare anche a 15mila, mentre le associazioni femministe lo valutano come vicino a 100mila. Si stima che il 15% degli aborti viene praticato all’estero. L’episcopato polacco, fermamente deciso a difendere la vita e la dignità umana, si è sempre espresso, e continua a farlo ora, con grande risolutezza contro l’aborto.