PRESIDENZA UE

Lituania, fiducia contagiosa

Vilnius alla guida semestrale del Consiglio dei ministri dell’Unione europea

Tocca alla Lituania guidare il Consiglio dei ministri dell’Unione europea. Il 1° luglio la repubblica baltica ha assunto la presidenza di turno semestrale al posto dell’Irlanda. Benché non sia nell’eurozona e benché sia anch’esso stato duramente colpito dalla crisi economica, si tratta di “uno dei Paesi con i migliori tassi di crescita in questo momento in Europa”, come ripetutamente ha sottolineato nelle scorse settimane la presidente lituana Dalia Grybauskaitė, che il 3 luglio ha esposto il programma della presidenza all’Europarlamento riunito a Strasburgo. Due anni di misure draconiane di austerità, con stipendi medi intorno ai 600 euro, hanno ridato quel margine di ossigeno ai conti pubblici che ha fatto ripartire la crescita. “Siamo sopravvissuti a numerose occupazioni, abbiamo lottato per la libertà. E non abbiamo mai messo in dubbio la bontà del cammino europeo che abbiamo scelto. Speriamo che la nostra solida fiducia nell’Europa possa essere contagiosa fonte d’ispirazione per tutti gli europei”: così ha scritto la Grybauskaitė in un messaggio agli europei in relazione alla presidenza semestrale.

Fitta agenda politica. Un’Europa “credibile, in crescita e aperta” sono i tre obiettivi che si pone la presidenza lituana, ribaditi a Strasburgo. Il che significa: lavorare per il “risanamento delle finanze pubbliche nell’Ue e per rafforzare la stabilità finanziaria”, sviluppando “le possibilità dell’Unione bancaria e le riforme dei mercati finanziari, in linea con le scelte legate alla governance economica e all’approfondimento dell’Unione economica e monetaria”. In secondo luogo, nell’ambito della strategia Europa 2020, si lavorerà al rafforzamento del mercato unico, “principale forza trainante per la crescita economica e migliori opportunità di lavoro”, puntando su quelle iniziative che migliorano la fiducia nell’economia (agenda digitale, ricerca e innovazione).

L’energia tra le priorità. Un altro cavallo di battaglia, che è anche una priorità per la stessa Lituania ancora vincolata al gas russo, è completare il mercato interno dell’energia, garantendo che nessuno Stato membro rimanga isolato dalle reti energetiche europee dopo il 2015. Infine la presidenza di turno vuole lavorare nel senso di “una Unione europea modello globale di apertura e sicurezza”, concentrandosi su una più stretta integrazione dell’Ue e dei suoi partner orientali (la Lituania ospiterà il vertice del partenariato orientale nel mese di novembre), su allargamento e controllo delle frontiere esterne Ue. E poi “promozione del libero scambio con partner strategici come Stati Uniti, Giappone, Canada”. Questi obiettivi principali, sono poi accompagnati da programmi specifici per ogni ambito di pertinenza dell’Ue. Per esempio, in ambito sociale, occupazione giovanile (attraverso un efficiente coordinamento tra politiche scolastiche, formative, sociali e dell’impiego), o ancora protezione dei lavoratori, equilibrio tra i generi, integrazione dei rom saranno i temi chiave. Per le politiche sanitarie, invece, prevenzione del fumo giovanile, salute mentale, problematiche dell’invecchiamento e prospettive a lungo periodo per un sistema sanitario sostenibile sono in cima alla lista.

In programma. Il calendario degli eventi programmati per il semestre è fittissimo di appuntamenti istituzionali (tutto rintracciabile su www.eu2013.lt). La Lituania “si riempirà di Europa”, con gli oltre 200 appuntamenti che avranno luogo in territorio lituano, e che porteranno nel paese circa 30mila persone, ma l’Europa sentirà e vedrà un po’ più di Lituania attraverso eventi culturali e artistici, come con la mostra “Documenti fotografici” che si è appena aperta a Berlino e che toccherà Croazia, Scozia e Polonia, portando in tour opere dei più famosi fotografi, poeti e opere d’arte cinematografica del XX e XXI secolo lituani.

Tre milioni di abitanti. Prima delle repubbliche baltiche a liberarsi, dopo 50 anni, dal regime sovietico nel 1990, dal 2004 è membro dell’Ue, come le altre due repubbliche baltiche, ma è la prima alla presidenza del Consiglio dell’Unione. La repubblica lituana funziona con un parlamento unicamerale (Seimas), di 141 membri. Dalia Grybauskaitė è presidente dal 2009, per elezione diretta con un mandato di cinque anni, e con la responsabilità della politica estera e della sicurezza. La Lituania conta poco più di 3 milioni di abitanti, in maggioranza cattolici.