CHIESE IN BREVE

Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Polonia

Repubblica Ceca: aiuto per vittime inondazioni
Più di 11 milioni di corone (440.000 euro) sono stati raccolti dalla Caritas Repubblica Ceca (CCR) per aiutare le vittime delle pesanti inondazioni che hanno colpito diverse regioni del paese in aprile e maggio di quest’anno. “L’aiuto fornito dalla Caritas è per chiunque abbia bisogno, indipendentemente dal suo credo religioso”, ha detto il cardinale Dominik Duka, arcivescovo di Praga, a proposito degli aiuti materiali e spirituali forniti dall’Ufficio nazionale della Caritas. “I nostri aiuti materiali vengono assegnati sulla base di un esame approfondito della situazione, con particolare attenzione a coloro che sono socialmente emarginati, a coloro che – a causa dell’età avanzata o della cattiva situazione finanziaria – non possono essere lasciati soli”, spiega Martin Zamazal della CCR. La più grande organizzazione di beneficenza del paese ha già distribuito aiuti per un valore complessivo di oltre 6,5 milioni di corone, soprattutto sotto forma di disinfettanti e detergenti (circa 9.000 litri) e oltre 5.500 articoli per la pulizia. Secondo Jan Oulík, responsabile per le relazioni pubbliche e i media della CCR, alle famiglie più colpite sono state fornite oltre 200 asciugatrici speciali, e decine di volontari stanno ancora aiutando nelle zone alluvionate. “C’è un grande spirito di collaborazione che – nonostante i danni causati dall’acqua – incoraggia le persone e le rende più ottimiste”, ci confida Jan Havelka, coordinatore dell’unità di crisi della Caritas di Znojmo, aggiungendo che la fase peggiore della crisi è finita.

Ungheria: cristiani in forte calo
L’Ungheria si è secolarizzata negli ultimi dieci anni, con una riduzione del numero dei fedeli delle tre Chiese cristiane – cattolica, riformata e luterana – dal 73% al 53% della popolazione. Secondo il sito www.politics.hu, che cita i risultati dell’ultimo censimento 2011 e lo studio pubblicato su www.evangelikus.hu, la percentuale dei cristiani è scesa soprattutto a Budapest. Secondo il sondaggio, il numero di coloro che si dichiarano non affiliati ad alcuna religione o che rifiutano di rispondere è aumentato a circa 2,7 milioni (la popolazione dell’Ungheria è di quasi 10 milioni). Tuttavia, è difficile dire quante di queste persone siano davvero non religiose, sostiene Gabor Harrach, l’autore dello studio, il quale ha aggiunto che, in base ai dati per regioni geografiche, gli elettori di destra non erano necessariamente più religiosi, mentre molti elettori di sinistra e liberali rifiutavano di rispondere alla domanda sulla religione. I risultati definitivi dell’ultimo censimento hanno mostrato che il 39% degli ungheresi si dichiarano cattolici, l’11,6% calvinisti, il 2,2% luterani, circa il 2% seguono altre religioni, il 16,7% si dichiarano non religiosi.

Romania: edizione cattolica della Bibbia
A lungo atteso dai cattolici della Romania, il testo integrale della Bibbia è finalmente disponibile in lingua romena, in edizione cattolica. Tradotta dai testi originali in ebraico, aramaico e greco antico, ad opera di professori del Seminario teologico di Iași, la Bibbia cattolica in romeno è stata presentata a Iași il 28 giugno. All’evento hanno partecipato i vescovi romeni di Iași, Bucarest e Chișinău, e l’arcivescovo di Riga (Lituania), monsignor Zbigņevs Stankevičs, come anche numerosi accademici, sacerdoti, religiosi e laici. Dall’Italia sono stati presenti Luca Mazzinghi, presidente dell’Associazione biblica italiana; Stephen Pisano, vice-rettore del Pontificio Istituto Biblico di Roma; Giuseppe Pulcinelli, dell’Università Lateranense, e Marco Settembrini, della Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna. Il volume include anche introduzioni generali e particolari ad ogni libro, note, riferimenti biblici ed è arricchito di un glossario, il calendario dell’Antico Testamento, una tabella sinottica dei Vangeli, un indice liturgico delle letture, cartine ed immagini. È la prima traduzione integrale cattolica della Bibbia in romeno.

Polonia: card. Dziwisz su beatificazione Papa Wojtyla
“Siamo grati a Benedetto XVI che ha aperto il processo di beatificazione e a Francesco che, con convinzione, lo porta fino alla solenne e ufficiale dichiarazione di santità”. È quanto ha affermato il cardinale Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, dopo le notizie di stampa circa l’approvazione definitiva del secondo miracolo attribuito all’intercessione di Giovanni Paolo II. Intervistato da un’emittente radiofonica polacca, il cardinale ha ricordato che “come segretario particolare del Santo Padre Giovanni Paolo II ho avuto il privilegio di essere testimone della sua santità e ringrazio Dio per poter rallegrarmi in vita per l’elevazione alla gloria degli altari di un padre nella fede e nel sacerdozio e di colui che ho servito con amore fino all’ultimo battito del cuore”. L’arcivescovo si dice convinto che l’approvazione da parte del collegio cardinalizio del miracolo, avvenuto per l’intercessione di Karol Wojtyla, non solo “conferma la santità di Giovanni Paolo II” ma “dimostra ancora una volta di più che la via della santità da lui percorsa è sicura ed è un esempio da imitare”.