CARDANO" "

Nel sacrificio” “di Laura…” “la vita buona

Impegnarsi oggi per il bene della propria comunità può costare un prezzo altissimo. Il dolore del cardinale di Milano, Angelo Scola: “Dall’offerta della sua esistenza traiamo il dovere impellente e la decisione energica di un rinnovato impegno per la vita buona nei nostri paesi e nelle nostre città”

Una morte tragica quella di Laura Prati, sindaco di Cardano al Campo (Varese). Un lutto che inquieta e che deve suscitare domande profonde nelle coscienze di tutti. Pagare con la propria vita la coerenza, l’impegno per il bene comune, la serietà anche nel prendere decisioni difficili, ma che vanno fatte per il bene di tutti, perché la legalità sia uno dei valori alla base della vita democratica.
Una comunità locale sconvolta, ma è l’intero Paese che non può rimanere indifferente a quanto è avvenuto. Una sindaca (così amava farsi chiamare) di 48 anni, sposata con Pino, il marito che è stato accanto a lei fino all’ultimo, insieme ai figli Massimo e Alessia. Una famiglia, come tante, che rappresentano l’asse portante della società, soprattutto nel silenzio della quotidianità. Una sposa e una mamma che ha scelto di impegnarsi per il bene della propria comunità. Una decisione (nelle file del Pd) in controtendenza rispetto alla credibilità della politica oggi così in ribasso. E invece è proprio la presenza sul territorio delle tante Laura Prati che ancora fanno sperare in un riscatto di quella che andrebbe considerata la "forma più alta di carità".
I fatti sono noti: lo scorso 2 luglio, nel giorno dedicato al ricevimento dei cittadini in municipio, la sindaca è stata colpita insieme al suo vice, Costantino Lametti, dall’ex vicecomandante dei vigili urbani, Giuseppe Pegoraro, armato fino ai denti, assetato di vendetta per la sospensione di sei mesi per aver barato sugli orari lavorativi e sugli straordinari. Una vicenda per la quale Pegoraro era stato anche processato, con altri sei, e condannato per truffa e peculato. È la sindaca a pagare il prezzo più alto. Da subito in condizioni critiche, nonostante la sequenza di cure e interventi chirurgici negli ultimi venti giorni, per complicazioni il 22 luglio sopraggiunge la morte.
Una famiglia da ammirare anche nel momento del massimo dolore, che ha scelto di donare gli organi, garantendo così ad altre persone un nuovo futuro. Una scelta di speranza, una scelta di vita, nonostante il lutto assurdo. Significative le parole di commozione del cardinale Angelo Scola: "L’arcivescovo di Milano e tutto il Consiglio episcopale della diocesi ambrosiana partecipano con intensa preghiera al dolore del marito Giuseppe, dei figli Massimo e Alessia, di tutti i familiari e dei cittadini di Cardano al Campo per il sacrificio del sindaco signora Laura Prati". È questo il messaggio della Chiesa ambrosiana, che è stato portato ai familiari da don Maurilio Mazzoleni, parroco della parrocchia Natività di Maria di Cardano al Campo. "Lo sgomento che i fatti accaduti e questa morte ci procurano lo offriamo a Dio: sempre Egli è Dio dei vivi e come tale lo invochiamo – continua l’arcivescovo -. Dal sacrificio di Laura e dall’offerta della sua esistenza traiamo il dovere impellente e la decisione energica di un rinnovato impegno per la vita buona nei nostri paesi e nelle nostre città. E lo facciamo con lo stesso stile di questo sindaco, ucciso mentre svolgeva il suo servizio alla comunità: abbracciando con il bene – da ogni parte – il male. Nella certezza che la presenza di Dio ci conduce in questo cammino, porgiamo a tutti una benedizione speciale".