DIARIO DA ALMA/5" "" "
La croce è il segno della compagnia di Dio nel dolore dell’uomo, di un cuore che comprende e che ama. Gli adulti fanno ancora fatica a credere che a sentire queste cose i giovani applaudono. Sinceri, e non per convenienza
Venerdì, Via Crucis. È tradizione, fin dalla prima Gmg, mettere la Croce al centro dell’attenzione; la decisione fu di Giovanni Paolo II, l’ideatore dei raduni mondiali. Il momento della Via Crucis è sempre particolarmente intenso, forse quello più intenso insieme alla Veglia. Non solo perché è una preghiera tradizionale che è diffusa in tutto il mondo, ma anche perché è sempre un momento scenografico, musicale, teatrale dove questi linguaggi sono al servizio di una grande meditazione.
Non è l’unica ragione, però. Di solito la Via Crucis parla al cuore dei giovani a partire dai loro momenti di croce. Di solito si pensa che la giovinezza sia esente da fatiche, dolori e ferite: è impossibile toccare la croce senza sentire che c’è qualcosa anche del nostro dolore ha ricordato Papa Francesco.
Questa volta c’è qualcosa di più. Venire in Brasile ha significato incontrare una delle economie emergenti dell’intero globo; Copacabana è sicuramente un posto che mostra ricchezza. Ma, come sempre, c’è un altro verso con cui guardare questo mondo. Basta percorrere poche centinaia di metri per veder comparire le favelas, basta scorrere lo sguardo sull’Avenida Atlantica, per incontrare i poveri. Che in questi giorni hanno aperto le porte del cuore e sono stati capaci di una straordinaria accoglienza.
È come la vita: mai solo bella, mai solo brutta. Ma soprattutto mai solitaria. La spiaggia di Copacabana, questa sera, ha risentito la parola della speranza: non è stato solo detto (anzitutto a questi ragazzi) che la croce è segno dell’amore di Gesù per l’umanità. È il segno della compagnia di Dio nel dolore dell’uomo, di un cuore che comprende e che ama. Gli adulti – dalle nostre parti – fanno ancora fatica a credere che a sentire queste cose i giovani applaudono. Sinceri, e non per convenienza.