BOCCATA D'OSSIGENO
La Provincia autonoma introduce il “Servizio civile universale”. In concreto si prevede “la possibilità per gli enti privati di accreditarsi, accanto agli enti pubblici, all’albo provinciale del Servizio civile e di ottenere dalla Provincia il finanziamento delle spese previdenziali e di assicurazione, mentre gli oneri contributivi rimangono a carico del singolo ente”
Il Servizio civile è un diritto per tutti i giovani. È il principio alla base di una norma approvata nei giorni scorsi e "che pone la Provincia autonoma di Trento all’avanguardia in campo nazionale, consentendo a tutti i giovani trentini di sperimentare un periodo della propria vita al servizio degli altri, in vista di una crescita personale e di una sensibilizzazione ai temi del volontariato, della responsabilità e della solidarietà sociale". A darne notizia è Vita.it (www.vita.it), portale nazionale della sostenibilità sociale, economica e ambientale partecipato da oltre 60 organizzazioni italiane del Terzo settore, che il 9 febbraio 2012 aveva diffuso un manifesto e una petizione "Per un Servizio civile universale".
Indicato un senso di marcia. La disposizione che introduce il "Servizio civile universale" è contenuta nella legge Finanziaria approvata dal Consiglio provinciale di Trento su proposta di Giorgio Lunelli, capogruppo Unione per il Trentino, e rappresenta una sostanziale riforma della normativa trentina sul Servizio civile (legge provinciale 5 del 2007), già considerata innovativa rispetto alla legge nazionale. "Con questa legge – precisa Giorgio Lunelli – abbiamo voluto dare una risposta ai tanti giovani che, in Trentino come nel resto d’Italia, chiedono occasione d’impegno personale e risposte a una forte domanda di senso. Come legislatori trentini abbiamo indicato un senso di marcia, abbiamo dimostrato che è possibile introdurre anche nel nostro Paese l’istituto del Servizio civile universale".
Le novità. Le novità introdotte dalla nuova norma, "che potrebbe diventare un esempio a livello nazionale, riguardano – spiega una nota – la possibilità per gli enti privati di accreditarsi, accanto agli enti pubblici, all’albo provinciale del Servizio civile e di ottenere dalla Provincia il finanziamento delle spese previdenziali e di assicurazione, mentre gli oneri contributivi rimangono a carico del singolo ente; la certificazione da parte della Provincia del periodo di Servizio civile universale prestato presso un ente riconosciuto, che documenta le competenze acquisite dal giovane ai fini del suo curriculum professionale; la modulabilità dei tempi di durata del Servizio civile (da pochi mesi a più anni), in base alle esigenze dell’ente e del giovane stesso".
Il manifesto. La disposizione di legge della Provincia autonoma di Trento è la prima risposta, in campo nazionale, all’allarme lanciato un anno fa dal manifesto di Vita.it: "Il Servizio civile nazionale nato con la legge 64 del 2001 sta morendo". "Dal 2008 al 2012 – informa il portale – il fondo nazionale è passato da 299 a 68 milioni", e i 68 milioni "messi a bilancio quest’anno non sono sufficienti neanche a coprire i costi messi a bando". Tagli che hanno ridotto le possibilità di accesso: il 1° febbraio risultavano in servizio meno di 9mila volontari contro i quasi 46mila del 2006, mentre sono più di 8 milioni i ragazzi che avrebbero diritto ad accedere a questo "strumento di partecipazione civica". Secondo il Centro universitario di studi sul Servizio civile, inoltre, ogni euro investito nel settore produce un controvalore cinque volte maggiore in termini di formazione e servizi sociali offerti.
Educazione non formale. Di Servizio civile come "area di educazione non formale", parla Edoardo Patriarca, presidente del Centro nazionale per il volontariato, all’indomani dell’incontro "Il Servizio civile nazionale: problemi e prospettive future", promosso nei giorni scorsi dall’intergruppo parlamentare sul Terzo settore, di cui è animatore. Coinvolti rappresentanti di Cnv, Caritas, Forum nazionale Servizio civile, Arci, Anci, Forum del terzo settore e Cnesc. Occorre, assicura Patriarca, "garantire l’identità del Servizio civile, estendere l’opportunità di prestare servizio ai cittadini stranieri e rivedere l’impianto normativo in materia". Nei giorni scorsi è stato approvato dalla Camera un ordine del giorno, presentato dallo stesso Patriarca, con il quale si chiede l’impegno del Governo a reperire nuove risorse perché il Servizio civile non subisca ulteriori tagli, e a modificare, laddove possibile, la normativa fiscale che a vario modo incide negativamente sullo stanziamento annuale complessivo.
a cura di Giovanna Pasqualin Traversa