MISSIONE IN ROMANIA

Nel cuore dei Carpazi pregare per l’unità fra ebrei e cristiani

A Stanceni, nell’Eremo carmelitano della Santa Croce, il Colloquio internazionale del 2013 su “Identità d’Israele e della Chiesa oggi”, animato dalla Fraternità interreligiosa Sant’Elia

I Carpazi orientali, la Transilvania, si presentano come una foresta serrata che la mano dell’uomo ha violato nella sua impenetrabilità, ricavando radure e spazi sottratti alla maestosità dei pini diritti e alti in una cornice che lo sguardo non trapassa. Appezzamenti e campi vengono coltivati con laboriosità e tenacia superando condizioni climatiche invernali dure e assolate estati.
Dall’aeroporto di Tirgu-Mures a Stanceni ci vogliono due ore di macchina che scorrono nella foresta che, via via, sembra ritagliata e costeggiata ancora solo dalla foresta e da numerosi corsi d’acqua.
Perché portarsi in un piccolo e isolato comune dove un carro tirato da un cavallo precede l’automobile sul nastro asfaltato? Lasciata la strada provinciale e percorso una sorta di sentiero di terra battuta e sassi per una ventina di minuti, si raggiunge l’Eremo della Santa Croce. Da una ventina d’anni, in una radura, una comunità di carmelitane scalze francesi ha avuto il coraggio di vivervi da eremite, adottare la liturgia bizantina slava e consacrarsi alla preghiera per ricevere il dono dell’Unità e prodigarsi nel dialogo con la Chiesa ortodossa.
Non manca la povertà che, peraltro caratterizza tutta la regione, non manca neppure la fraternità con gli abitanti, il clero e la diocesi. Anzi questa esplode quando il 6 agosto, "Trasfigurazione del Signore", nel pronao della cappella in puro stile romeno-ortodosso, viene celebrata la Divina Liturgia con una folla straripante che accorre e si dispone nei prati: poverissimi contadini, agricoltori più benestanti, operai, docenti universitari in vesti dimesse ma con culture vaste e grande capacità di comunicare in tante e diverse lingue.
Nel pomeriggio ha luogo anche un Colloquio internazionale, nel 2013 "Identità d’Israele e della Chiesa oggi", moderato da Franciska Baltaceanu, docente all’Università di Bucarest, che ha visti impegnati tre relatori, il Gran Rabbino Rafael Shaffer di Bucarest ("Il ruolo della sinagoga nello sviluppo dell’identità ebraica"); p. Edouard Divry di Toulouse ("Il mito della tradizione comune, J. Neusner e Benedetto XVI"); Cristiana Dobner, carmelitana scalza ("Dialogo ebraico-cristiano o dialogo ebraico cristiano").
Lo scambio di vedute, l’incontro fraterno, promana dal grande lavoro nascosto di suor Eliane Poirot che guida la Fraternità interreligiosa Sant’Elia, i cui membri (ben 400) in tutto il mondo, ebrei e di tutte le Confessioni cristiane, s’impegnano a vivere la loro vita quotidiana di preghiera e di lavoro, alla ricerca dell’Unità e della conoscenza delle radici ebraiche.
Un fermento di vita evangelica che ascolta la storia di chi ricerca Dio.