LUCI E VOLTI" "DALL'AFRICA" "
Un contrasto, proprio di quell’Egitto, ha impressionato mio padre: la grande acqua del Nilo, nella grande aridità del deserto. Le dighe che creeranno laghi lunghi centinaia di chilometri non esistono ancora nei primi anni ’30. La parte più meridionale dell’Egitto si presenta ancora come dev’essere apparsa agli egiziani che adoravano qui, con altri nomi, Ra-Herachte, l’Immortale Sole Sorgente, perché l’impero dei faraoni, molto più di quello nipponico tremila anni dopo, merita il nome d’Impero del Sol Levante.
"Non hai idea – mi dice – di cosa sia un deserto senza fine attraversato da una massa d’acqua. Ci sono solo sabbia, sole e acqua, immersi in una luce che non si può raccontare. Bisogna viverla". È così: l’aurora quando emerge dal buio e comincia a riflettere il chiarore del cielo ha dei colori straordinari; e lo stesso avviene al tramonto. "Da grande – mi promette – ti ci porterò". Non accadrà, perché morirà all’improvviso in una notte, quando avrò quindici anni. Non sarò mai grande con lui accanto.
Nel racconto di questa visita in Nubia nella tenuta del grossista inglese di caffè, mio padre da ragazzo sta sonnecchiando su un letto. Non sente voci intorno, quindi dev’essere da solo nella dépendance, mentre lo zio alloggia in una camera della villa dell’inglese.
Ebbene si desta nel pieno del caldo torrido pomeridiano ed ha una visione che gli gela il sangue. Un incubo sembra essersi materializzato a qualche metro da lui, su una cassapanca in penombra. C’è sopra un leone. Un vero leone. Un leone senza la criniera, precisamente, grosso, che lo guarda. Dio solo sa come sarà entrato, ma è lì. A mio padre si mozza il respiro. Per un attimo pensa a un’allucinazione, provocata dal caldo asfissiante, chiude gli occhi e li riapre. Ma il leone c’è proprio, non si tratta di un’allucinazione.
Rimane allora immobile sul letto, ruotando gli occhi intorno, per vedere chi può aiutarlo. Comincia a tremare di paura. Batte i denti. Si copre di sudore freddo. Prega Dio, prega assolutamente Dio di non essere sbranato, lo implora di dargli la possibilità di vivere ché farà il buono per tutta la vita, ma di svegliarlo dall’incubo, facendo sparire il leone; lui non ha fatto niente per incontrarlo e non appartiene all’esperienza umana svegliarsi trovando un leone acciambellato su una cassapanca nella propria stanza.