OLTRE TUTTI I CONFINI
L’immensa adesione mondiale all’invito di Papa Francesco porta a compimento il sogno di Giovanni Paolo II espresso con lo “Spirito di Assisi”
Nel segno della comunione fraterna di tutti i cattolici, i cristiani, gli uomini timorati di Dio, credenti di tutte le religioni, pellegrini della verità e della pace. Una risposta così immediata e ampia è un segno dei tempi e porta a compimento il sogno di Giovanni Paolo II fissato nell’espressione: "Spirito di Assisi".
L’appello lanciato da Papa Francesco, con umile e suadente determinazione, al mondo, è risuonato come un grido ai quattro venti ed è stato accolto con immediata adesione dai popoli dei cinque continenti. È sembrato che vi fosse un’attesa, che Francesco ha saputo interpretare e ha tradotto con parole semplici e disarmanti, invitando tutti alla preghiera e al digiuno. Non vi sono stati rifiuti, né sordità. Nessuno si è tirato indietro. Qualche giornale ha usato termini quali "crociata" e "mobilitazione" generale. Contro la guerra. Se è così, non è contro qualcuno e non è riservata a cavalieri e soldati, e neppure ai principi e governanti.
Ha fatto breccia sulle coscienze individuali e ha scosso il senso di responsabilità delle classi dirigenti come della gente semplice. Ha risposto e si è posta in prima posizione la Chiesa cattolica nella sua rete capillare di diocesi, parrocchie, oratori, santuari, conventi e monasteri. Anche realtà laiche e aconfessionali hanno aderito alla preghiera e al digiuno. D’altra parte, Papa Francesco ha invitato esplicitamente tutti, nessuno escluso. Non si è messo da una parte, non ha fatto accuse o puntato il dito. Ha detto che la pace è una cosa così importante per l’umanità che non può essere ottenuta con la guerra. È certamente un fatto politico, di filosofia politica, che rovescia il famoso detto "Si vis pacem para bellum" ("Se vuoi la pace prepara la guerra"). Cambia anche l’intenzione primaria della preghiera che non è per la vittoria di un popolo contro un altro popolo, e neppure di una religione contro un’altra come purtroppo è avvenuto in un passato non troppo lontano. I popoli e le religioni si confrontano "gareggiando nel fare il bene" (Corano). Questo è un segno dei tempi che viene ravvisato e rende attenti e sensibili anche coloro che non sono dell’ovile di Cristo.
Il grido di Francesco va oltre i confini. La pace, infatti, è stata messa in crisi e spesso si è perduta, per difendere i confini. Il Papa che viene dalla fine del mondo ha chiare in mente le periferie sconfinate fuori dalla città. Hanno aderito, pertanto, cristiani di ogni confessione e denominazione, musulmani, ebrei, buddisti, credenti di altre religioni. Con il Papa in piazza San Pietro ci sarà tutto un mondo riconciliato, un popolo dalle molte lingue, variopinto, in pace con l’animo aperto verso Dio, sorgente di ogni dono perfetto. Sarà difficile fare un elenco o un bilancio di questo grandioso evento dello Spirito. Si deve, però, ricordare che per questo appello universale Papa Francesco è sulla linea di Francesco d’Assisi, che scrisse una lettera a tutti i fedeli del mondo e un’altra specifica ai governanti. È in linea con il più recente insegnamento dei Papi, senza interruzione, da Benedetto XV a Benedetto XVI, profeti di pace sia pure inascoltati e soprattutto Papa Francesco ripete e aggiorna in termini d’immediatezza e di semplificazione ciò che ha proposto e ha realizzato Giovanni Paolo II con la famosa e discussa Giornata di preghiera e di digiuno per la pace alla quale aveva invitato membri di tutte le Confessioni cristiane e di tutte le religioni. Quella iniziativa che dette origine allo "spirito di Assisi", non poteva rimanere senza risposta da colui che è l’uomo imitatore del Santo di Assisi al quale andrà a rendere omaggio il 4 ottobre.
Giovanni Paolo II, quando il 25 gennaio 1986 annunciò la giornata interreligiosa di preghiera per la pace di Assisi, che si sarebbe svolta 27 ottobre successivo, disse: "La Santa Sede desidera contribuire a suscitare un movimento mondiale di preghiera per la pace che, oltrepassando i confini delle singole Nazioni e coinvolgendo i credenti di tutte le religioni, giunga ad abbracciare il mondo intero". Quell’evento storico di preghiera e digiuno, che fecero allora i rappresentanti delle religioni radunati ad Assisi, oggi Papa Francesco lo dilata al mondo intero realizzando, di fatto, il sogno di Wojtyla. Ha risposto aderendo con entusiasmo anche la Tavola della Pace, quella, per intenderci, che promuove le famose marce per la pace Perugia-Assisi che farà sventolare la grandissima bandiera arcobaleno da Assisi a Santa Maria degli Angeli. Non sarà una manifestazione come le altre. Papa Francesco ha esaltato la dimensione trascendente e spirituale dell’iniziativa, come il digiuno non sarà uno "sciopero della fame", ma un atto religioso simile a quello che fanno o dovrebbero fare i cristiani in Quaresima e i musulmani il mese di Ramadan.
L’appuntamento per la preghiera, non a caso, è per la sera della vigilia della festa della Natività della Beata Vergine Maria, che oggi grandi masse di fedeli invocano con il titolo di Regina della pace, immagine e modello di tutte le madri che piangono i figli vittime innocenti della violenza e della guerra.