DONO AI CONVEGNISTI
Paola Dal Toso, autrice del volumetto, ha utilizzato come fonte interventi, omelie, messaggi e quanto il Pontefice ha espresso nelle molteplici occasioni in cui ha avuto modo di esprimersi sul tema, dall’inizio della sua missione (13 marzo 2013) fino alla metà di agosto
"Papa Francesco e la famiglia" è il titolo del volumetto curato da Paola Dal Toso, docente di storia della pedagogia all’Università degli Studi di Verona e segretaria generale della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal). Il volume è edito dalla Libreria Editrice Vaticana ed è stato distribuito nelle cartelle di tutti i partecipanti alla 47ª Settimana Sociale dei cattolici italiani, in corso a Torino. Nel testo viene raccolto e organizzato per temi quanto espresso dal Papa Francesco dall’inizio del suo pontificato (13 marzo 2013) fino alla metà di agosto. L’autrice ha utilizzato come fonte interventi, omelie, messaggi e quanto il Papa ha espresso nelle molteplici occasioni in cui ha avuto modo di esprimersi sul tema della famiglia. Il Sir l’ha intervistata a Torino in occasione dei lavori della Settimana Sociale.
Cosa l’ha colpita del modo di parlare della famiglia da parte di Papa Francesco?
"Sicuramente il fatto che il suo sguardo è molto concreto. Ha ben presenti le difficoltà che si vivono all’interno della famiglia, nei rapporti interpersonali, e quelle più generali che la famiglia oggi vive a livello sociale. Il Papa non parla di una famiglia idealizzata o astratta. Sottolinea spesso la crisi odierna della famiglia, le difficoltà di dialogo. Nuova è la grande attenzione che ha nei confronti degli anziani, dei nonni come portatori di memoria e valori che non devono essere ‘scartati’, come pure verso i giovani, che di fatto sono esclusi oggi in vari ambienti, come nel caso del lavoro. Gli stanno a cuore entrambi".
Abbiamo tutti imparato a conoscere lo stile e la personalità del Papa. Come si potrebbe illustrare il suo linguaggio?
"C’è una sua capacità di parlare in maniera semplice, comunicativa, comprensibile da parte di tutti, facendo riferimento anche alla sua esperienza personale. In questo caso, per esempio, emerge la figura di sua nonna citata spesso come vera ‘educatrice’ ai valori religiosi e umani più genuini. Questo vuol dire far partecipe della propria vita, e insieme riflettere su queste figure che sono di solito piuttosto trascurate. Sappiamo bene quanto gli anziani e i nonni, in particolare, siano importanti all’interno della famiglia oltre che per il loro ruolo educativo anche per i servizi che offrono".
Su quali argomenti Papa Francesco insiste maggiormente?
"È continua la sua insistenza su Dio come ‘padre misericordioso’ che ci vuole bene, che ci aspetta, che ha misericordia. Lo ripete con calore e ciò è estremamente bello perché offre un volto di Dio, che per certi versi è stato un po’ trascurato. Inoltre si rivolge alla Madonna parlando di lei come una mamma, la ‘mamma di tutti’, con atteggiamento semplice, quasi ingenuo come quello dei bambini che si affidano. E non ha paura d’invitare le famiglie a pregare il rosario".
Quali sono i tratti della sua visione educativa?
"Particolarmente forte nei suoi interventi è il tema della paternità e maternità spirituale. Si tratta di una lettura interessante, che indica una profonda esigenza di offrire una guida spirituale che sia credibile e qualificata. Gli educatori non devono assumere il ruolo di padre o madre nei confronti dei ragazzi a loro affidati, anche se a volte oggi i bambini sono senza l’uno o l’altro dei genitori. Il Papa incoraggia gli educatori ad aiutare a scoprire ciò che conta e dà senso alla vita, offrendo ai più giovani l’occasione di crescere nella consapevolezza e maturità. Il Papa si rivolge soprattutto ai seminaristi e alle suore, basti pensare al famoso discorso delle ‘zitelle’, anche se per altri aspetti il suo messaggio educativo si rivolge a tutti".
Come Papa Francesco propone la scelta del matrimonio e della famiglia?
"Nei suoi interventi ha insistito sull’esigenza di dire un ‘sì’ che duri tutta la vita. Questo a suo avviso è possibile, tanto nel matrimonio quanto nella vocazione religiosa. Di fronte al discorso di un impegno ‘a tempo’, che oggi va di moda, egli propone invece una visione del ‘per sempre’. Il Papa è ben consapevole che la cultura di oggi non favorisca un impegno definitivo e che un po’ tutti siamo vittime di una cultura che ci lascia come ‘adolescenti’. Quindi aggiunge che non c’è preparazione adeguata al matrimonio e che, su questo versante, occorrerebbe fare molto di più, con il dialogo, l’incontro, l’accoglienza e le diverse occasioni formative offerte nelle parrocchie e diocesi".