CHIESE IN BREVE
Portogallo: settimana dell’educazione cristiana
La Chiesa cattolica portoghese ha annunciato il programma della Settimana nazionale dell’Educazione cristiana, che si svolgerà dal 29 settembre al 6 ottobre prossimi, quest’anno incentrata sulla trasmissione della fede e sulla solidarietà sociale. “La fede non è un insegnamento dottrinario che induce il credente a compiere alcune pratiche religiose, ma è un atteggiamento vitale che crea altra vita, è un atto di carità che genera altro amore, è la realizzazione, in un unico gesto, del comandamento di amare Dio e il prossimo”, si legge nella Nota pastorale divulgata per l’occasione dalla Commissione episcopale dell’educazione cristiana e della dottrina della fede. L’iniziativa avrà come tema “Custodire la fede, salvaguardare l’altro”, e i responsabili del settore invitano gli educatori a “preoccuparsi di trasmettere il messaggio cristiano, in modo che si presenti come un insegnamento di vita, promuovendo l’attenzione al prossimo, sia questi credente o no, un proprio connazionale o uno straniero”. I vescovi si augurano che la Settimana nazionale aiuti tutti gli educatori cristiani a vivere la fede come credenti preparati e coerenti. Dal 4 al 6 ottobre, a Fatima, si terranno inoltre le Giornate nazionali dei catechisti, e, in particolare, il giorno 5 ottobre sarà realizzata la Giornata nazionale delle scuole cattoliche, intorno alla tematica “Condividere è urgente”, nella quale è prevista anche una raccolta di offerte di prodotti alimentari a favore delle famiglie maggiormente bisognose all’interno delle grandi superfici commerciali di tutto il paese, promossa dalla Caritas e dall’Associazione portoghese delle scuole cattoliche.
Danimarca: fonti di sostentamento per le diocesi
Si sono svolti due incontri per i parroci e ministri incaricati delle comunità di lingua straniera della diocesi danese di Copenaghen, che con 50 parrocchie raccoglie 41.200 cattolici, vale a dire lo 0,7% della popolazione. Tema dei seminari è stato l’andamento economico della diocesi e le strategie per trovare maggiori fonti di sostentamento per le chiesa e le comunità nelle congregazioni. “In realtà, spendiamo poco denaro nella diocesi, che ha un bilancio inferiore a quella di una grande scuola cattolica”, ha affermato Niels Engelbrecht, il sacerdote che ha moderato gli incontri. Ma trovare fondi per le parrocchie è “una responsabilità condivisa. Non possiamo trovare una sola ricetta, ma possiamo imparare gli uni dagli altri”. Perciò, partendo da una rassegna delle diverse forme di sostentamento della Chiesa in alcuni Paesi europei, il moderatore ha dato vita a uno scambio di esperienze tra i partecipanti. Per raccogliere fondi c’è chi ricorre al tempo del “caffè dopo la messa”, chi coglie l’occasione in eventi speciali della comunità, chi organizza una campagna sul sito web o sulla rivista della parrocchia, chi invia lettere o e-mail, ne parla dal pulpito o telefona alle persone a casa. Sul sito della diocesi esiste un forum per utenti registrati per continuare lo scambio di esperienze.
Islanda: appartenenza alla comunità cattolica
In Islanda presso il Registro nazionale esiste un elenco ufficiale dell’appartenenza religiosa di tutti i residenti. Sui circa 320mila abitanti dell’Islanda, oggi 11mila sono registrati come cattolici. È noto che vi sono altre diverse migliaia di cattolici che sono in Islanda ma non sono ancora registrate. Si tratta in particolare degli immigrati che sono in continuo arrivo nel Paese. Per questo la diocesi di Reykjavík ha iniziato una campagna per invitare a registrarsi. La registrazione resta anonima rispetto al registro statale, mentre la Chiesa ha accesso a nomi e recapiti delle persone registrate. Spiega infatti l’annuncio in islandese e in inglese pubblicato sul sito della diocesi che “attraverso l’iscrizione il sacerdote ottiene informazioni sui suoi parrocchiani che lo aiutano a fornire il ministero atteso”. Inoltre, lo Stato islandese concede un sostegno finanziario per la Chiesa in base al numero dei cattolici registrati. Non è una grossa cifra (pari a circa 4 euro per persona al mese), “ma è molto necessaria per portare avanti le attività della Chiesa cattolica in questo Paese”. “La registrazione non vi costa una corona”, incoraggia il sito della diocesi.