NEL CUORE DELLA CHIESA
Monsignor Guido Benzi, direttore dell’Ufficio catechistico della Cei: “Il Congresso promosso dal Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione darà visibilità ai mille volti della missione evangelizzatrice della Chiesa. La catechesi, pur riferendosi all’unità della fede, della vita e della dottrina della Chiesa assume la cultura, il vissuto e le modalità di comunicazione di ciascun popolo”
Sarà la Messa celebrata da Papa Francesco domenica prossima, 29 settembre, alle 10.30 in piazza San Pietro, il momento culminante della Giornata dei catechisti, organizzata dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione in occasione dell’Anno della fede. La Giornata inizierà sabato 28 con il pellegrinaggio alla Tomba di Pietro, la catechesi unita al momento della celebrazione del sacramento della riconciliazione e l’adorazione eucaristica. Saranno coinvolti per la catechesi – in diverse chiese del centro, nella zona intorno a San Pietro – 14 vescovi per le diverse lingue: italiano, francese, inglese, portoghese, spagnolo. Oggi e domani si terrà il Congresso internazionale, durante il quale il Papa nel pomeriggio di venerdì 27 offrirà ai partecipanti una catechesi. Abbiamo chiesto a monsignor Guido Benzi, direttore dell’Ufficio catechistico della Cei, una "panoramica" su questa importante iniziativa.
Centoquattro delegazioni, provenienti da 50 Paesi, per un totale di 1.600 partecipanti. Quali i "colori" della catechesi che potranno emergere durante il Consiglio e il Congresso internazionale di catechesi?
"L’iniziativa di questo Congresso promosso dal Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione è un’iniziativa attesa perché si darà visibilità ai mille volti della missione evangelizzatrice della Chiesa. La catechesi, pur riferendosi all’unità della fede, della vita e della dottrina della Chiesa assume la cultura, il vissuto e le modalità di comunicazione di ciascun popolo. Come ci ricorda l’Enciclica Lumen Fidei, ‘la luce della fede possiede, infatti, un carattere singolare, essendo capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo’".
La catechesi di venerdì e la Messa di domenica: quali le "attese" dei catechisti per i due momenti d’incontro con Papa Francesco?
"In ogni diocesi, in ogni parrocchia d’Italia si fa catechesi, si cerca di vivere la missione della Chiesa, si cerca di fondere insieme fede e vita. La prima attesa dei catechisti è, dunque, quella di essere confermati nella fede in Gesù e nel loro servizio dal Papa, il successore di Pietro. Una seconda attesa – non meno importante – è quella di un incontro che possa aiutare i catechisti a riscoprire, anche dentro le mille fatiche e difficoltà quotidiane, il bello della missione educativa della Chiesa, di essere cioè adulti che si mettono a servizio dei più giovani per far loro scoprire il dono grande della fede. Infine credo che tanti catechisti desiderino far conoscere, con la loro presenza, la stima e l’affetto che hanno per la Chiesa, le comunità e i loro pastori: i sacerdoti, i loro vescovi, il Papa".
Tra le novità annunciate da monsignor Fisichella, anche una "App" per navigare tra le pagine del Catechismo della Chiesa cattolica: il futuro della catechesi passa anche dalla " rete"?
"Si tratta di una strada necessaria, che già il mondo della catechesi italiana ha battuto da diverso tempo: basta visitare il sito www.educat.it. C’è però una sfida che riceviamo dal linguaggio stesso della Scrittura e, cioè, quella di non appiattire la catechesi sugli strumenti mediatici, ma di far sì che evolva uno stile di catechesi adatto ai nuovi media. È un po’ lo sforzo che fecero gli evangelisti che narrarono in lingua greca (la lingua internazionale del tempo) l’ebraicissima vicenda di Gesù".
Nel nostro Paese, e non solo, la catechesi ha soprattutto un volto femminile: un tema, questo, caro anche a Papa Francesco, che insiste molto anche in questi giorni sull’immagine della Chiesa come "madre"…
"Il termine Chiesa viene dall’ebraico e dal greco e significa ‘convocazione’: evoca capacità di mettere insieme, capacità di ospitalità e insieme capacità di valorizzare ciascuno. Sono queste doti che molte catechiste – anche proprio perché donne – sanno esercitare nelle loro comunità e che tanti riconoscono loro. Il Papa ci spinge a una riflessione più approfondita sul significato e anche sul ruolo della donna nella Chiesa. Credo che partire dal vissuto concreto di tante catechiste sia già un contributo a questa riflessione".
Iniziazione cristiana, da un lato, e catechesi degli adulti: quanto, e come, può incidere un’adeguata formazione?
"La formazione è fondamentale perché aiuta una comunità di adulti a capire che solo con il loro impegno a mostrare una vivibilità del Vangelo è possibile superare una catechesi solo di nozioni o solo di esperienze adolescenziali finalizzate all’emozione e basta".
Avvicinare il più possibile la catechesi alla "vita": in che modo i rapporti tra le generazioni possono aiutare a raggiungere questo obiettivo?
"Il Papa ama ricordare il valore dei nonni. Il che è un modo semplice ma anche originale per mostrare che l’intuizione pedagogica della Bibbia – ricordare, narrare le opere di Dio, interpretarle alla luce della fede – è molto importante. Un giovane ha bisogno di adulti che gli raccontino come davanti alla vita, nella vita e attraverso la vita – malgrado difficoltà e cadute – la fede sia una luce che genera ogni giorno speranza e attesa dei doni di Dio".