CHIESE IN BREVE

Comece, Spagna, Ungheria, Polonia

Comece: dibattito e messa per l’Europa
In vista delle elezioni per il Parlamento europeo, che si svolgeranno nel maggio 2014, il segretariato della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) propone un ciclo di conferenze su “Europa, politica e oltre”, che si svilupperà nell’arco di alcuni mesi. Il primo appuntamento è fissato per l’1 ottobre alla Chapel for Europe, nel cuore del quartiere europeo di Bruxelles, e avrà per tema: “Il bene comune”. Il segretariato Comece, guidato da padre Patrick Daly, assieme al team della Chapel for Europe, spiegano che “un obiettivo fondamentale del progetto europeo è sempre stato l’esercizio e la tutela del bene comune”. In questo senso gli “Stati nazionali hanno sacrificato parte della loro sovranità al fine di conseguire il bene più grande di tutta la famiglia europea”. Ma a che punto si trova oggi, nel pieno della crisi economica, la promozione del bene comune? Ne parlerà padre Patrick Riordan, gesuita, docente al Heythrop College di Londra. Il 2 ottobre, invece, sarà celebrata la “Missa pro Europa”, presso la chiesa di Notre Dame au Sablon di Bruxelles (www.comece.eu).

Spagna: l’insegnamento della religione a scuola
“Non si può usare l’educazione religiosa come ostaggio al servizio delle strategie politiche ed è inaccettabile che ogni volta che un partito politico arrivi al potere si cambi il piano educativo secondo la propria ideologia e senza un doveroso consenso sociale”. Lo si legge nella lettera in difesa dell’insegnamento della religione firmata congiuntamente dai delegati all’insegnamento delle diocesi spagnole di San Sebantiàn, di Bilbao e di Vitoria come risposta all’articolo “Religione tra i banchi”, scritto dall’ex consigliere di educazione del governo basco, Isabel Celaá, contro le lezioni di religione nelle scuole pubbliche. Il documento respinge il parere dell’ex consigliera secondo la quale “i contenuti del programma di educazione religiosa non sono accademici, bensì una mera catechesi”. Per i delegati diocesani, “è palese che la materia di religione rifletta sul fatto religioso cristiano da una prospettiva confessionale, ma questo non vuole dire che sia una catechesi”. Infatti, “mentre la catechesi ha come finalità l’incontro con Dio nella fede, la lezione di religione approfondisce nella conoscenza e nei contenuti del fatto religioso e la sua influenza sociale”. Questa è la ragione per cui la materia di religione cattolica può essere frequentata da non credenti o membri di altre religioni. Nel documento si evidenzia, poi, che le iscrizioni al corso di religione sono scese drasticamente dopo la decisione del Consiglio di educazione del governo basco di collocare le lezioni fuori dall’orario scolastico ordinario.

In Ungheria prima Settimana sociale dei cattolici
Per la prima volta è stata organizzata in Ungheria la Settimana sociale dei cattolici, svoltasi tra il 20 e il 22 settembre a Budapest. L’iniziativa è stata presa dalla Commissione Caritas in veritate della Conferenza episcopale ungherese, e ha raccolto grande entusiasmo e partecipazione in molte realtà della Chiesa che sono presenti nei diversi campi del servizio sociale. Mostrare a un vasto pubblico le risposte concrete della Chiesa alle sfide sociali di oggi è stato lo scopo principale della tre-giorni. Gli eventi della Settimana si sono svolti nel centro della città di Budapest, nel giardino del Museo nazionale e nelle strutture ecclesiali vicine. Alla Settimana sono convenute varie istituzioni che si occupano delle persone che hanno bisogno di aiuto sia spirituale che materiale come senzatetto, portatori di handicap oppure tossicodipendenti e carcerati. Oltre alla presentazione delle iniziative concrete e delle testimonianze, sono state organizzate conferenze per far conoscere meglio l’insegnamento sociale della Chiesa. L’evento è stato inaugurato dal cardinale Péter Erdõ, presidente della Conferenza episcopale, dall’arcivescovo Alberto Bottari de Castello, Nunzio apostolico in Ungheria e dal vescovo András Veres, presidente della commissione Caritas in veritate della Conferenza episcopale ungherese.

Polonia: ruolo dei laici e nuova evangelizzazione
La “nuova evangelizzazione” potrà avere successo solo se, invece di promuovere esclusivamente iniziative su scala nazionale, ciò impegnerà ogni parrocchia, hanno convenuto i partecipanti al secondo Congresso nazionale della nuova evangelizzazione svoltosi a Varsavia dal 17 al 22 settembre. Il Congresso aveva per titolo l’appello a “risvegliare il gigante” – cioè il laicato – per promuovere l’idea pastorale della parrocchia come “comunità viva e vivificante”. Il messaggio finale del Congresso rileva il ruolo della conversione pastorale “per portare avanti la ricchezza della Chiesa con svariati mezzi e metodi che aiutino la trasformazione e il rinnovamento delle parrocchie”. La nuova evangelizzazione, che riguarda ormai il 60% della popolazione polacca – è stato detto al Congresso -, va realizzata “con un’ampia partecipazione dei laici”. I relatori hanno osservato che i cattolici polacchi “devono fare una svolta copernicana, rendendosi conto che sono responsabili non solo per coloro che si identificano con la Chiesa ma ancora di più per quelli che ne stanno fuori”.