L’Ue in breve

Computer e internet in tutte le scuole europee
Entro il 2020 il 90% dei posti di lavoro disponibili in Europa richiederà competenze informatiche e digitali, eppure le scuole di ogni ordine e grado, università comprese, nell’Ue28 sono in ritardo nel fornire una preparazione di questo tipo agli studenti. Ad esempio, oltre il 60% dei bambini delle scuole primarie europee frequenta istituti non ancora dotati di tecnologia digitale. Da queste premesse la Commissione europea ha preso lo spunto per definire il piano d’azione “Opening up Education”, presentato a Bruxelles il 25 settembre, elaborato “per affrontare questo e altri problemi di carattere digitale che impediscono a scuole e università di fornire un’istruzione di elevata qualità e di trasmettere le più moderne conoscenze e competenze” che stanno diventando necessarie nella vita quotidiana come nel lavoro. L’iniziativa è stata seguita e predisposta da Androulla Vassiliou, commissaria per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, e da Neelie Kroes, responsabile per l’Agenda digitale. Il piano d’azione “Opening up Education” è sostanzialmente incentrato su tre aree principali: “creare opportunità di innovazione per le scuole, i docenti e i discenti”; “favorire il ricorso alle risorse educative aperte, garantendo che il materiale didattico realizzato con finanziamenti pubblici sia accessibile a tutti”; “migliorare le infrastrutture per le tecnologie informatiche e della comunicazione e la connettività nelle scuole”. Ogni progetto per portare computer, internet, lavagne luminose, libri digitali e altri strumenti nelle scuole, e quelli dedicati alla formazione degli insegnanti, saranno finanziati mediante il bilancio pluriennale Ue 2014-2020 con i fondi Erasmus+ e Horizon 2020. Le due commissarie hanno ricordato ancora che “una quota pari al 50-80% degli studenti nei Paesi Ue non utilizza mai libri di testo digitali, software di esercizi, sistemi broadcast/podcast, simulazioni o giochi didattici”. La maggior parte “degli insegnanti nelle scuole primarie e secondarie non si sente sicura delle proprie competenze digitali né è in grado di insegnarle in modo efficace e il 70% di essi auspica una formazione” in tal senso. Inoltre esistono forti differenze da colmare tra i Paesi Ue. Da qui una serie di proposte operative da realizzare in accordo con gli Stati membri e nel rispetto dei sistemi di istruzione nazionale.

Mese del mercato unico: la parola ai cittadini
Un intero mese dedicato a discussioni e approfondimenti sul mercato unico, uno dei capisaldi dell’integrazione europea. È quanto propongono il Parlamento e la Commissione Ue. L’iniziativa intende “mettere insieme i decisori politici dell’Unione e i cittadini per discutere dei progressi raggiunti fino ad ora, le sfide da affrontare e le idee per il futuro”. Concretamente i cittadini potranno condividere le proprie idee mediante il sito http://www.yourideasforeurope.eu/. Saranno inoltre invitati a partecipare a chat tematiche su lavoro, diritti sociali, banche ed e-commerce (quattro temi per altrettante settimane); infine il mese – che va dal 23 settembre al 23 ottobre – si concluderà con un dibattito televisivo trasmesso su Euronews, registrato presso la sede di Strasburgo del Parlamento europeo. Il mercato unico, ricorda la Commissione Ue, “prevede l’eliminazione delle barriere e la semplificazione delle norme” per le attività economiche e lo spostamento dei lavoratori e dei cittadini. L’obiettivo del mese del mercato unico è di “consentire ai cittadini europei (singoli individui, consumatori e imprese) di trarre il massimo vantaggio dall’accesso diretto a 28 Paesi e a 506 milioni di persone”. Grazie al mercato unico, i cittadini comunitari “possono beneficiare di prezzi più competitivi, hanno a disposizione una gamma più ampia di prodotti e servizi, godono di un maggior rilievo a livello mondiale e possono accedere a maggiori opportunità imprenditoriali”. In particolare dal 30 settembre al 2 ottobre ci si concentrerà sui diritti sociali (“Il diritto dei cittadini alla protezione sociale all’interno del mercato unico”); “L’Europa, le banche e il cittadino” saranno posti sotto i riflettori dal 7 al 9 ottobre. Infine, dal 14 al 16 ottobre, ci si confronterà a livello europeo, su “E-commerce: acquistare, vendere e comunicare online”.