CCEE

Europa tra laicità e laicismo

A Bratislava l’Assemblea del Consiglio delle Conferenze episcopali europee

“Dio e lo Stato. L’Europa tra laicità e laicismo”. Di questo parleranno i presidenti delle Conferenze episcopali in Europa a Bratislava, in Slovacchia, nel corso dell’annuale assemblea plenaria del Ccee (3-6 ottobre). Come di consueto, l’incontro si aprirà con un messaggio del Santo Padre che sarà il primo scritto da papa Francesco al parlamentino del Ccce. L’incontro si svolge a Bratislava su invito di mons. Stanislav Zvolenský, arcivescovo locale e presidente della Conferenza episcopale slovacca. È stata scelta la capitale della Slovacchia perché quest’anno si celebra il 1150mo anniversario dell’arrivo dei santi Cirillo e Metodio, portando il cristianesimo in questa terra e nei Paesi slavi. A margine dei lavori i vescovi incontreranno Robert Fico, primo ministro del Governo slovacco e diversi rappresentanti delle istituzioni civili ed ecclesiali. Il 4 ottobre, in particolare, saranno ricevuti dal Presidente della Repubblica, Ivan Gasparovic.

Il bene della persona. In una quattro-giorni di lavoro, i presidenti delle Conferenze episcopali membri del Ccee discuteranno in che modo la religione e Dio sono realtà riconosciute, rispettate e attive nella Costituzione, nel sistema giuridico e nella società dei Paesi del continente europeo. “La Chiesa vuole il bene della persona. Desidera quanto è buono per il suo sviluppo integrale e quello delle società in cui vive. Non ci stancheremo mai di dirlo”, chiarisce mons. Duarte da Cunha, segretario generale del Ccee, e prosegue: “Le profonde trasformazioni socio-economico-culturali in corso sembrano invece minare qualsiasi riferimento etico-morale dell’agire umano e delle nostre società. Sembrano volere sostituire la religione con il laicismo, diventata per alcuni la religione di uno Stato che si vuol moderno e democratico. Uno Stato o una società che non sanno aprirsi a un Assoluto sono destinati a sprofondare nell’individualismo pratico, dove il desiderio di ognuno diventa norma anche a scapito dell’interesse degli altri e della comunità. L’uomo invece porta radicato in sé il desiderio di Assoluto. Una ‘sana laicità’, o laicità positiva, non teme Dio, e quindi, pur mantenendo vivo il principio della separazione fra Stato e istituzioni religiose, garantisce la presenza delle religioni nella sfera pubblica. In questo senso la religione e Dio non sono un ostacolo, ma un aiuto al raggiungimento del bene di ciascuno e della comunità”.

Un’indagine europea. Per approfondire il tema dell’Europa, tra laicità e laicismo, il Ccee ha avviato un’indagine svolta presso le Conferenze episcopali, volta a verificare quale laicità viene applicata in vari ambiti (insegnamento, vita amministrativa, politiche sanitarie, vita politica) delle società in Europa. A presentare i risultati della ricerca ai vescovi europei sarà Emilia Hrabovec, docente di storia, a cui spetterà il compito di esporre anche le conclusioni. Ma a Bratislava, i vertici della Chiesa cattolica in Europa si confronteranno anche su altre sfide sociali e spirituali di oggi: il tema dell’evangelizzazione in un mondo secolarizzato, quello dell’obiezione di coscienza e i lavori dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa. Seguiranno l’insieme dei lavori, il Prefetto della Congregazione per i vescovi (Santa Sede), card. Marc Ouellet e il Nunzio apostolico in Slovacchia, l’arcivescovo Mario Giordana. A Bratislava giungeranno anche il segretario generale del Simposio delle Conferenze episcopali d’Africa e del Madagascar (Secam), mons. William Shomali, vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme, Sua beatitudine Ignace Youssif III Younan, Patriarca di Antiochia dei Siri e un rappresentante della Conferenza episcopale del Kazakhstan. Giovedì sera nella Chiesa di San Giovanni de Matha (dei Padri Trinitari) si svolgerà una veglia di preghiera per i cristiani e la pace in Terra Santa e nel Medio Oriente presieduta da monsignor Shomali.

Non s’interrompa il dialogo Stato-Chiese. Il tema della laicità era stato affrontato dai presidenti delle Conferenze episcopali europee già nel 2009 all’assemblea plenaria di Parigi. Tema dell’incontro: il rapporto Chiesa e Stato, venti anni dopo il crollo del muro di Berlino. “Lo Stato – riassumeva così il suo pensiero il cardinale Péter Erdõ, presidente del Ccee – non deve identificarsi con alcuna visione del mondo, ma la visione del mondo è parte di ciascuno e di una società. Ecco perché noi diciamo che senza un ideale etico comune non si può servire il bene comune. Per promuovere il bene bisogna chiedersi che cosa è buono per l’uomo. È pertanto utile e necessario” che non si interrompa mai “il dialogo degli Stati con le Chiese”.