L’Ue in breve

Europarlamento: i finalisti del Premio Sakharov
Sarà svelato il 10 ottobre il nome del vincitore del Premio Sakharov 2013, assegnato ogni anno dal Parlamento europeo a persone, associazioni, enti oppure organizzazioni non governative che si spendono per la libertà di parola e di pensiero e la difesa dei diritti umani nel mondo. I tre finalisti identificati quest’anno sono: gli oppositori politici al regime bielorusso Ales Bialatski, Eduard Lobau e Mykola Statkevich (scelti per rappresentare tutte le persone che si battono nel Paese per la libertà e la democrazia); l’esperto informatico statunitense Edward Snowden, già al servizio della Cia e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza americana, che ha pubblicato informazioni riservate riguardanti i programmi per la sorveglianza di massa attuati sia dagli Usa che dal governo britannico; infine la 16enne pachistana Malala Yousafzai (che viene data per favorite per l’assegnazione del riconoscimento), la quale lotta – mediante un blog avviato sotto pseudonimo quando aveva solo 11 anni – per assicurare alle ragazze e alle donne del suo Paese diritti, istruzione, libertà e pari dignità. Una volta reso noto il nome del premiato, questi sarà invitato a Strasburgo il 20 novembre per ricevere una targa e un assegno da 50mila euro nel corso della sessione plenaria del Parlamento Ue.

Ombudsman: una donna difende i cittadini Ue
“L’Europa sta affrontando non solo una crisi economica ma anche una crisi di legittimità politica. Pessimismo e divisioni aumentano in tutta Europa, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee è in declino e molti considerano che la loro voce non conta. Ciò rende il 2014 un anno cruciale per l’Europa e il futuro dell’Ue”. Emily O’Reilly, irlandese, ha assunto il 1°ottobre la responsabilità dell’Ufficio del Mediatore europeo (Ombudsman). La “Mediatrice europea”, come sottolinea la stessa O’Reilly, ha preso il posto del collega greco Nikiforos Diamandouros, dimessosi dopo dieci anni di servizio nella sede di Strasburgo. O’Reilly aggiunge che intende “dare voce alle preoccupazioni dei cittadini e contribuire a ridurre la distanza tra di loro e le istituzioni dell’Unione”. Vent’anni dopo l’istituzione del Mediatore europeo “è arrivato il momento di ripensare la sua attività”, afferma. Tutti i cittadini e residenti dell’Ue “devono poter trarre beneficio da un’amministrazione efficiente, orientata a rispondere ai loro bisogni. Mi baserò sui solidi risultati ottenuti dal mio predecessore nel rendere l’amministrazione Ue più trasparente ed efficiente. È inoltre mia intenzione cooperare con l’Europarlamento” in nome “dei diritti e degli interessi dei cittadini”.

Brevetti e innovazioni per lo sviluppo economico
“Il 39% dell’attività economica complessiva dell’Unione europea”, pari indicativamente a 4.700 miliardi di euro l’anno, “ruota attorno a industrie ampiamente basate sui diritti di proprietà intellettuale, le quali generano direttamente circa il 26% di tutti i posti di lavoro” (56 milioni), “a cui si somma un altro 9% derivante dall’indotto”. È quanto si legge nel rapporto intitolato “Intellectual Property Rights intensive industries: contribution to economic performance and employment in Europe”, redatto dall’Ufficio europeo dei brevetti e dall’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno, presentato nei giorni scorsi dalla Commissione Ue. Michel Barnier, commissario per il mercato interno e i servizi, ha dichiarato: “Lo studio ci aiuterà a elaborare politiche fondate su elementi concreti. Esso rivela che nel campo dell’economia l’uso dei diritti di proprietà intellettuale è diffuso ovunque, dal settore dell’alta tecnologia a quello della fabbricazione di articoli sportivi, giocattoli o giochi elettronici”, fino ai prodotti alimentari e ai capi di abbigliamento. Benoît Battistelli, presidente dell’Ufficio europeo dei brevetti, ha aggiunto: “Questo studio dimostra che l’utilità dei brevetti e di altri diritti di proprietà intellettuale non è solo teoria economica. I beni immateriali sono diventati estremamente importanti per le imprese innovative. I brevetti, infatti, spesso aprono la porta a capitali e partner commerciali, soprattutto per le Pmi. Se vuole rimanere competitiva in un’economia globale, l’Europa deve incoraggiare ancora di più lo sviluppo e l’uso delle nuove tecnologie e innovazioni”.