DIECI COMANDAMENTI

L’ultima tappa a Firenze sul valore della verità” “

La toccante testimonianza del coordinatore del gruppo di Rinnovamento nello Spirito di Lampedusa. Dal cardinale Betori l’invito a riflettere sulla “stretta correlazione che c’è tra il rispetto della verità e la possibilità di costruire una città secondo giustizia e fraternità”. Gli interventi di Susanna Tamaro, Davide Rondoni e Marco Tarquinio. Il videomessaggio di Papa Francesco

"Ancora una volta ci siamo ritrovati al centro della storia, ancora una volta protagonisti di una pagina di cronaca nera, ancora una volta spettatori di tanta indignazione istituzionale, di governanti che promettono e non mantengono". È stato quello di Giuseppe Lo Menzo, coordinatore del gruppo di Rinnovamento nello Spirito di Lampedusa, l’intervento più toccante nella serata di domenica 6 ottobre che ha concluso, nella splendida cornice fiorentina di piazzale Michelangelo, l’evento nazionale "10 Piazze per 10 Comandamenti". A condurre l’appuntamento toscano – dedicato all’ottavo comandamento, "Non dire falsa testimonianza" – la giornalista televisiva Arianna Ciampoli, che ha introdotto sul palco le testimonianze – tra cui quella sorprendente, tra il serio e l’ironico, dell’attore comico Pippo Franco – e contributi musicali della band "DieciperDieciRns" e dei "Neri per Caso", e conversato sul tema con la scrittrice Susanna Tamaro, il poeta Davide Rondoni e il direttore di "Avvenire", Marco Tarquinio.
"A noi della comunità di Lampedusa e del gruppo del Rinnovamento ‘Nostra Signora di Porto Salvo’ – ha detto ancora Lo Menzo – la Provvidenza Divina ha fatto dono di sperimentare proprio nella prova la forza della Parola di Dio, che è verità, contro ogni menzogna che offende e umilia la dignità dell’uomo. (…) A ogni sbarco abbiamo dinanzi a noi uomini e donne bagnati, affamati, disidratati, disperati, malati, moribondi. Quante ferite nel corpo, nel cuore e nello spirito ci tocca fasciare e benedire. Ferite profonde, che spesso rimangono non curate. E mentre altri vanno alla ricerca di definizioni per classificarli – rifugiati, clandestini, immigrati – noi abbiamo preferito chiamarli semplicemente fratelli, membri dell’unica e sola famiglia dei figli di Dio".

Tradire la verità è tradire se stessi. A introdurre la serata il saluto iniziale del sindaco Matteo Renzi, che ha ricordato come Dante Alighieri preferì l’esilio piuttosto che dichiararsi falsamente colpevole, e il cardinale Giuseppe Betori. "In gioco nel comandamento – ha detto tra l’altro l’arcivescovo di Firenze – non è semplicemente il non dir bugie, ma il fatto che tradire la verità è tradire noi stessi nel rapporto con Dio, con gli uomini e il mondo attorno a noi. Si capisce di qui la stretta correlazione che c’è tra il rispetto della verità e la possibilità di costruire una città secondo giustizia e fraternità".

Le parole degli ospiti. Spunti tutt’altro che scontati sono emersi dalle conversazioni con gli ospiti. Se Susanna Tamaro ha sostenuto che ci sono anche occasioni in cui il non dire la verità può essere giustificato – distinguendo tra il bene della persona e il mito della sincerità a ogni costo -, Davide Rondoni ha invece sottolineato come il confine tra verità e menzogna attraversi ciascuno di noi – perché magari guardiamo in un modo all’immigrato sul barcone e in un altro quando lo ritroviamo al semaforo – e come sia anche necessaria un’opportuna distinzione tra legge e giustizia, non sempre coincidenti, come appunto nel caso degli sbarchi di profughi ma non solo. Marco Tarquinio si è invece soffermato in particolare sulla verità nel campo dell’informazione, portando ad esempio alcune battaglie condotte da ‘Avvenire’ su questioni finite nel dimenticatoio o volutamente ignorate, come quelle della ‘Terra dei fuochi’ e dell’imperversare del gioco d’azzardo, anche tra i minori.

Il videomessaggio del Papa. La ricchezza della serata – durata quasi tre ore e conclusasi con un documento finale su ciascuno dei dieci comandamenti, introdotto dal presidente nazionale di RnS, Salvatore Martinez – è stata ancor più impreziosita dal videomessaggio di Papa Francesco, riproposto anche in quest’ultima tappa. "La vera libertà – ha concluso il Pontefice – non è seguire il nostro egoismo, le nostre cieche passioni, ma è quella di amare, di scegliere ciò che è bene in ogni situazione. I dieci comandamenti non sono un inno al ‘no’, sono sul ‘sì’. Un ‘sì’ a Dio, il ‘sì’ all’Amore, e perché io dico di ‘sì’ all’Amore, dico ‘no’ al non Amore, ma il ‘no’ è una conseguenza di quel ‘sì’ che viene da Dio e ci fa amare".