ALTA FORMAZIONE
Giuseppe Dalla Torre, rettore dell’Università e direttore del corso: “La realtà giuridica vaticana è spesso ancora sconosciuta ma di grande interesse, sia per i media che per la comunità scientifica”. Tetto massimo di trenta partecipanti. Il target dei destinatari: avvocati, operatori degli enti ecclesiastici, ricercatori, cultori delle materie ecclesiastiche e laureati
Contribuire ad una preparazione scientifica dettagliata in ogni ramo dell’ordinamento vaticano, dopo che soprattutto negli ultimi mesi si sono "accesi i riflettori" su uno Stato poco più grande di mezzo chilometro quadrato, con 500 cittadini residenti ma nel cui territorio transitano ogni anno dai 18 ai 20 milioni di persone. È questo l’obiettivo del primo corso di perfezionamento in Diritto Vaticano, promosso dalla Scuola di alta formazione in Diritto canonico, ecclesiastico e vaticano della Libera Università Maria Santissima Assunta (Lumsa), per l’anno accademico 2013-2014. Il corso avrà inizio l’8 novembre e proseguirà fino al 6 giugno del prossimo anno, con un tetto massimo di trenta partecipanti. Ampio il target dei destinatari: non solo avvocati, ma anche operatori degli enti ecclesiastici, ricercatori, cultori delle materie ecclesiastiche e laureati. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa e direttore del corso. Professore, come è nata l’idea del corso?"Il Corso di perfezionamento in Diritto Vaticano è la prima iniziativa messa in atto dalla Scuola di Alta formazione in diritto canonico, ecclesiastico e vaticano: la prima scuola di questo genere che esiste in Italia, nata poco meno di un anno fa anche per reagire ad un certo arretramento, nel nostro Paese, dell’interesse per il diritto canonico ed ecclesiastico. In un tempo che vede smentite le tesi degli Anni Settanta sulla ‘sparizione’ del sacro, riemerso oggi prepotentemente, magari sotto altre forme, il Corso di perfezionamento in Diritto Vaticano intende fornire una specializzazione di alto livello in questo ambito e favorire un lavoro di ricerca specializzato". Perché l’attività giuridica del Vaticano può essere rilevante?"Ormai il principio per cui ‘ogni Stato è un’isola’ non vale più, neanche per lo Stato della Città del Vaticano, sul quale soprattutto dopo le note vicende degli ultimi mesi si sono accesi i riflettori: la vita giuridica di questo Stato è entrata all’attenzione di tutto il mondo, basti pensare che al processo per Paolo Gabriele erano 600 i giornalisti accreditati. Tutto ciò ha messo in evidenza che la realtà giuridica vaticana è spesso ancora sconosciuta ma di grande interesse, sia per i media che per la comunità scientifica. Oltre all’interesse, naturalmente, dell’amministrazione interna allo Stato vaticano nel conoscere meglio i suoi stessi meccanismi. Da segnalare, a questo proposito, è la collaborazione con l’Ulsa, l’Ufficio del lavoro della sede apostolica, che ha aderito all’iniziativa del nostro Corso proponendolo come aggiornamento del personale. Dal punto di vista giuridico, siamo ormai in presenza di fenomeni transnazionali e globali: c’è anche un interesse degli operatori del diritto esterni al mondo vaticano per conoscere, ad esempio, come si fa a ‘delibare’ una sentenza italiana in Vaticano". Come è articolato il corso? "Il programma formativo comprende una parte generale, con una riflessione su diritto canonico; Santa Sede e Curia Romana; garanzie di libertà della Santa Sede; principi costitutivi e costituzionali. Vi è poi una parte specifica per l’indirizzo forense che si concentrerà per lo più su ordinamento giudiziario; diritto e procedura civile; diritto del lavoro; diritto e procedura penale; diritto amministrativo. Infine, l’indirizzo amministrativo guarderà a principio di legalità e ordinamento giudiziario; diritto amministrativo; governo; diritto del lavoro; condizione degli enti; sistema finanziario e monetario; riciclaggio da attività criminose e finanziamento del terrorismo; sicurezza pubblica e polizia giudiziaria; extraterritorialità e Stato. I partecipanti potranno quindi modulare la loro frequenza delle lezioni in base agli interessi specifici. Da segnalare che il corso, a partire dal prossimo ottobre, sarà accreditato presso il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma e sarà utile per il riconoscimento di crediti formativi previsti dall’Ordine stesso". Come si colloca il vostro corso nell’opera più generale di riforma che sta portando avanti Papa Francesco?"Anzitutto bisogna distinguere tra Stato della Città del Vaticano e Santa Sede: Papa Francesco insiste spesso sul concetto che lo Stato non deve essere fine a se stesso, ma ‘a servizio’, ed è in questo spirito che sta portando avanti anche le riforme in materia di antiriciclaggio e contrasto al terrorismo, o del sistema di regolazione e di controllo degli standard internazionali in materia finanziaria, a partire dal Motu Proprio di agosto – che recepisce e porta avanti le indicazioni di Benedetto XVI – fino alla nuova legge adottata proprio ieri in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria". La nostra è una società in cui il legislatore tende a legiferare soprattutto in materia di diritti individuali. In che direzione va il diritto vaticano?"Direi che si pone come modello di un diritto che sia vera espressione di giustizia, come dovrebbe essere sempre; che non guarda soltanto agli interessi individuali, ma alla vera ragione per cui il diritto esiste, e cioè le diverse relazioni dell’umano; che ha a cuore prima di tutto la dignità della persona. Alla base c’è dunque un’idea solidaristica e comunitaria del diritto, che si concretizza poi nel concetto di giusto processo. Pensiamo alla questione del sovraffollamento delle carceri: la gran parte delle persone che li popolano è fatta di gente in attesa di giudizio. È il sistema che non funziona".