MOLDOVA
I cattolici per un Paese che non si arrende alle difficoltà e vuole crescere
Un impegno sociale marcato caratterizza la Chiesa moldava, che si esplica in buona parte grazie alla Fondazione Regina Pacis, organismo cattolico d’azione “sul campo”. I destinatari di questi interventi sono i più fragili, i più piccoli, i più colpiti dall’egoismo, dalla marginalità e dallo sfruttamento. Minori in carcere. Migliorare la qualità della vita all’interno delle carceri minorili moldave. È uno dei fronti su cui è impegnata la Chiesa moldava, attraverso la Fondazione Regina Pacis e grazie alla collaborazione con Renovabis. L’attenzione è concentrata sul penitenziario di Goian, a nord della capitale Chisinau, dove la prossima settimana avrà inizio un progetto di collaborazione tra la Direzione delle carceri tedesca e quella moldava. La collaborazione prevede, oltre al miglioramento dei servizi, soprattutto lo scambio di esperienze, il trasferimento di modelli educativi e rieducativi nuovi, il recupero dei minori detenuti abusati sessualmente e fortemente discriminati nel corso della detenzione. “Crediamo che le strutture di accoglienza moldave – afferma Ilie Zabica, direttore della Fondazione Regina Pacis e coordinatore del tavolo di lavoro tra gli esperti tedeschi e moldavi – debbano migliorare molto. Abbiamo trovato grande attenzione da parte delle autorità moldave, le quali sono consapevoli che non si possono più rimandare scelte che pregiudicano il futuro di ragazzi che hanno commesso dei reati”. “È importante – commenta il vescovo di Chisinau, monsignor Anton Cosa – che la Chiesa cattolica operi sempre più nelle strutture dove c’è bisogno di servizi di carità e testimonianza evangelica”. E, facendo riferimento al recente incontro della Ccee di Bratislava, il cui tema era “Dio e Stato”, “vedere oggi l’impegno della Chiesa – rileva – in un carcere minorile dello Stato moldavo, che tanto ha bisogno, mi riempie il cuore di gioia”. Turismo sessuale. La Chiesa cattolica esprime preoccupazione per il fatto che la Moldova venga considerata di forte interesse per il turismo sessuale, specialmente sfruttando la condizione di povertà e vulnerabilità sociale di giovani donne, anche minorenni. “Non posso tacere – denuncia monsignor Cosa – dinanzi a programmi mandati in onda da emittenti televisive” di vari Paesi, “dove imprenditori presenti in Moldova dichiarano senza rispetto di considerare le donne, anche dipendenti della propria azienda, un oggetto di personale divertimento. Chi ama e serve il popolo moldavo soffre dinanzi a queste manifestazioni, sentendo l’obbligo di prendere posizione e manifestare il pensiero della Chiesa”. “La storia della Moldova, soprattutto nel suo recente passato, è stata segnata – ricorda monsignor Cesare Lodeserto, vicario per la pastorale sociale della diocesi di Chisinau – dal sacrificio di tante donne moldave che, emigrate in Europa, hanno lavorato, e ancora oggi lo fanno, come badanti e assistenti familiari permettendo al Paese di crescere con le rimesse: si tratta di pagine scritte con il sacrificio che non possono essere cancellate dallo squallido comportamento di personaggi senza scrupoli”. Dal progetto alla missione. Nel frattempo è nata a Trieste (Italia), per volontà dell’arcivescovo Giampaolo Crepaldi, l’associazione Mission Moldova, “movimento di persone, valori, idee, programmi e altro che, nel pieno rispetto dei principi evangelici e della dottrina sociale della Chiesa cattolica, intende supportare la Moldova nella sua fase di crescita, accanto alla locale realtà ecclesiale”. Si propone di sostenere progetti a beneficio di minori e anziani, donne vittime di violenza e migranti, malati e carcerati; già in programma un corso di formazione per i volontari che partono per l’Est, con particolare approfondimento delle tematiche degli orfani sociali, dei minori abusati e delle donne vittime di violenza. “È giunto il momento di passare dal progetto alla missione”, dichiara monsignor Lodeserto, perché “la Moldova è un Paese in continua evoluzione, dove è importante dare stabilità a quanto viene quotidianamente realizzato dalla Chiesa cattolica, che ha bisogno sempre più di essere supportata nel suo cammino”. Per Lodeserto “Mission Moldova è un segno di speranza, che strappa tutti dalla solitudine e dall’isolamento e ci fa sentire sempre più Chiesa in Europa e in cammino per le strade dell’Est”.