NUOVO ANNO ACCADEMICO
Nel corso dell’inaugurazione, letto il decreto che proclama Giuseppe Lazzati “Venerabile”. Dal cardinale Angelo Scola il richiamo alle istituzioni per le risorse da destinare a educazione e ricerca. Il rettore Franco Anelli: “Tengono le immatricolazioni”. Dall’assistente ecclesiastico, monsignor Claudio Giuliodori, l’invito a “rafforzare le radici e l’espressione della nostra fede”. Prolusione del professor Dino Piero Giarda
Un nuovo tassello nel mosaico di santità che l’Università Cattolica va componendo fin dalla sua fondazione nel 1921. È questa l’immagine che il cardinale Angelo Scola ha utilizzato, al termine della celebrazione eucaristica per l’Inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Ateneo, per introdurre la lettura del decreto che annuncia le virtù "eroiche" di Giuseppe Lazzati, rettore dell’Ateneo dal 1968 al 1983 e, precedentemente, studente e docente. "Ormai manca solo un miracolo, ottenuto per sua intercessione, perché Lazzati possa essere dichiarato beato per la Chiesa", ha spiegato Scola nella basilica di San Ambrogio a Milano. Lazzati va così ad aggiungersi ad altri uomini e donne della Cattolica considerati "Venerabili" dalla Chiesa come i fondatori Ludovico Necchi ed Armida Barelli, e il beato Contardo Ferrini. Un richiamo al passato come stimolo per il futuro che è ritornato più volte nell’intervento del rettore Franco Anelli davanti a studenti e docenti, radunati nell’aula magna di via Largo Gemelli. Anelli ha ricordato i primi 78 giovani iscritti all’Ateneo che "possono essere a pieno titolo considerati veri e propri cofondatori dell’Università Cattolica". L’impegno per un ateneo inclusivo. Da allora l’Ateneo del Sacro Cuore ne ha fatta di strada arrivando a contare circa 40mila studenti nelle dodici facoltà attive nei campus di Milano, Brescia, Cremona, Piacenza e Roma, con 13mila nuove immatricolazioni e 10mila persone che conseguono ogni anno un titolo di studio. Dati importanti che, secondo lo stesso rettore, mettono la Cattolica al riparo dalla perdita di iscritti registraao dagli Atenei italiani con un calo medio del 6,5 per cento delle immatricolazioni. "Dopo un decennio di crescita ha spiegato il rettore – la Cattolica ha consolidato le immatricolazioni negli ultimi due anni". Da qui la volontà di "allargare il mercato" universitario attraverso il potenziamento dell’offerta formativa e il sostegno economico agli studenti. "Sono 3mila i giovani esonerati dal pagamento delle tasse di iscrizione ha spiegato – e altri 6mila che accedono a forme di agevolazione economica", perché la nostra idea "di prestigio ed eccellenza delle capacità individuali è un’idea inclusiva". Il richiamo del cardinal Scola. Sul tema delle risorse destinate alle università è intervenuto anche il cardinale Angelo Scola che è presidente dell’Istituto Toniolo, ente fondatore dell’Ateneo. "Le travagliate circostanze economiche in cui viviamo ha dichiarato Scola che richiedono da tutti noi un supplemento di responsabilità, mettono in campo la necessità di decidere e di proporre dove e come vanno impiegate le risorse, non solo economiche. In questo senso la nostra attesa nei confronti di quanti guidano il Paese è che vengano promosse, con ben altro vigore, le esigenze dell’educazione e della ricerca". Un campo, quello della ricerca, in cui la Cattolica ha investito, lo scorso anno, 27 milioni di euro (la maggioranza dei quali riconducibili a forme di committenza esterna) con il coinvolgimento di 1650 ricercatori. Una risorsa culturale per il Paese. Sono questi secondo il rettore i numeri di un impegno al servizio della cultura del Paese. Un’idea ribadita anche dall’assistente ecclesiastico generale, monsignor Claudio Giuliodori: "Dobbiamo rafforzare le radici e l’espressione della nostra fede affinché sia faro luminoso nel servizio di grande respiro culturale che l’Università Cattolica è chiamata a svolgere in un momento di particolare criticità per il Paese". Un tentativo, per usare le parole del rettore Anelli, di "reagire alla disillusione che serpeggia nella società". Da qui la nascita di iniziative riferibili all’Istituzione nel suo insieme come l’attività dei Centri di ricerca e la rivista "Vita e Pensiero". Tenendo sempre presente l’invito espresso dal Papa il 30 ottobre scorso: "L’insegnamento deve avvenire per mezzo dell’esempio, più che delle parole". La cerimonia di inaugurazione si è conclusa con la prolusione del professor Dino Piero Giarda sul rapporto tra stato ed autonomie locali in Italia. a cura di Michele Luppi (Milano)