OLTRE LA CRISI

Il “Giorno del dono”” “per celebrare” “la solidarietà diffusa

La proposta di Edo Patriarca: si potrebbe celebrare il 1° ottobre, in concomitanza con la Giornata europea delle fondazioni e dei donatori promossa da Donors and Foundations Networks in Europe (Dafne). Intanto le cifre parlano chiaro: dinanzi alla crisi e all’esplosione dei bisogni sono i privati cittadini che sostengono con generosità il non profit

Istituire un "giorno del dono" per promuovere una riflessione e, al tempo stesso, dare un riconoscimento pubblico a una cultura diffusa tra gli italiani. È ciò di cui si parla oggi a Lucca, all’ottava Conferenza nazionale della donazione, promossa da Iid (Istituto italiano della donazione) in collaborazione con il Centro nazionale per il volontariato (Cnv). Il "giorno del dono" si potrebbe celebrare il 1° ottobre, in concomitanza con la Giornata europea delle fondazioni e dei donatori promossa da Donors and Foundations Networks in Europe (Dafne). Il significato del "dono". "Già nella scorsa legislatura era stata presentata una proposta di legge per istituire una giornata ad hoc sulla cultura della donazione", spiega al Sir Edoardo Patriarca, presidente Iid e Cnv. Un impegno portato avanti "dal comitato per la giornata del dono, presieduto dal presidente Ciampi, che ora sta riprendendo il cammino". Al tempo stesso l’Istituto – associazione che si occupa di garantire che l’operato delle organizzazioni non profit risponda a criteri di trasparenza, credibilità e onestà – fin dalla precedente presidenza di Maria Guidotti ha raccolto questa sfida "per sostenere il percorso legislativo verso l’istituzione della giornata". L’obiettivo è quello di "dare un fondamento culturale – prosegue Patriarca – alla parola ‘dono’, avendo ben chiaro il suo significato, che rimanda a un progetto bello e profondo, che non ha nulla a che vedere con la mentalità consumistica". La generosità dei privati cittadini. Secondo la recente indagine sull’andamento delle raccolte fondi nel terzo settore, realizzata da Iid, nonostante la crisi non è venuta meno la generosità degli italiani. "L’andamento delle raccolte fondi nel 2012 – riporta l’indagine – è in linea con il 2011, pur registrando un timido miglioramento", rispetto al passaggio "drammatico" tra 2010 e 2011, che aveva visto un calo significativo. I donatori più generosi, prosegue Iid, "si confermano essere i privati cittadini", che passano "dal 50% registrato nell’indagine dello scorso anno al 60%", mentre "arretra di ben 15 punti il numero di organizzazioni non profit che indicano la pubblica amministrazione come ‘donor’ più generoso, che passa dal 25% al 10%". Valori per uscire dalla crisi. "Come dimostrano i risultati della nostra indagine periodica sulla raccolta fondi, le donazioni dei cittadini a favore del non profit – chiarisce Patriarca – tengono nonostante la crisi. Sono sempre infatti i singoli che, con fatica ma con ancor più generosità, continuano a sostenere il non profit perché sensibili alle buone cause e consapevoli del fatto che, proprio perché c’è la crisi, i bisogni non fanno altro che moltiplicarsi". Anzi, proprio "la crisi che stiamo vivendo ha dimostrato che senza questo mosaico di valori che appartengono alla nostra gente nessuna società e nessuna economia può reggersi e sperare nel futuro". Perciò, da "questo dato di fiducia e speranza vogliamo partire per chiedere l’istituzione a livello nazionale del ‘giorno del dono’: un segno forte non per istituzionalizzare la generosità spontanea, ma per valorizzare e coltivare la solidarietà degli italiani che è uno dei pilastri fondamentali da cui ripartire per uscire dalla crisi in maniera diversa da come ci siamo entrati".