CHIESE IN BREVE

Spagna, Polonia, Austria, Wcc

Foto SIR

Spagna: marcia per la vita in numerose città
Domenica 17 novembre in tutta la Spagna si terrà la quarta Marcia per la vita per “sostituire l’aborto con la speranza, l’aborto con la vita”. A promuovere l’iniziativa sono le piattaforme “Derecho a vivir” (Dav, “Diritto a vivere”) e “HazteOir.org”, in collaborazione con numerosissime associazioni spagnole e internazionali, tra le quali Gruppo pro-life di Madrid, “Asociación Enraizados, una voce cattolica nella vita pubblica”, Sacerdoti per la vita, Medici per la vita, Associazione di avvocati cristiani, Associazione spagnola di farmacisti cattolici, Azione cattolica di Siviglia, Federazione per un’Europa cristiana (Belgio), CrossRoads Walk (Usa), Associazione luci sull’Est (Italia). Obiettivo della Marcia (la principale è a Madrid, la capitale spagnola, ma si terranno manifestazioni analoghe su tutto il territorio iberico), è “chiedere al Governo che mantenga la promessa di legiferare per rinforzare la protezione del diritto alla vita, secondo quanto aveva assicurato nel programma elettorale”, cambiando “l’attuale legge sull’aborto”. E questo, come recita il tema scelto per la marcia, per ottenere uno specifico risultato: “Per l’aborto zero. Per una vita senza tagli”.

Caritas Polonia: fondi per Filippine e senzatetto
“Chiediamo a tutte le persone di buona volontà di collaborare con la Caritas per mostrare in modo particolare la nostra solidarietà”: il direttore della Caritas polacca, don Marian Subocz, si è rivolto nei giorni scorsi alla società civile non appena arrivate le ultime notizie relative al tragico tifone nelle Filippine. Nel frattempo la stessa Caritas prosegue, fino al 20 novembre, una raccolta di fondi destinati ai senzatetto, che hanno difficoltà particolari nei mesi invernali. L’iniziativa permette di portare sostegno alle persone che saranno ospiti dei dormitori e delle mense. La Caritas polacca attualmente mette a disposizione dei bisognosi 3mila posti letto. Nel 2012 sono stati serviti un milione 800mila pasti e, in tutti i centri sparsi nel Paese, sono stati soccorse 7 mila persone.

Austria: simposio su martirio Chiese orientali
Un simposio internazionale dal titolo “Cosa significa essere cristiani oggi? L’esperienza del martirio delle Chiese orientali” si è tenuto il 9 novembre a Vienna, in occasione del 390° anniversario del martirio di san Giosafat Kuncevyc, venerato come martire dell’Unione di Brest. Il card. Christoph Schönborn dell’arcidiocesi di Vienna, che ha ospitato l’evento, ha sottolineato che il XX secolo è stato “il secolo dei martiri”, iniziato con il genocidio degli armeni nell’Impero Ottomano nel 1915 e la rivoluzione bolscevica in Russia nel 1917. Il card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, ha parlato della dimensione ecclesiologica e dell’importanza del martirio, sostenuto anche dalla lettera di Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, il quale ha ricordato che i martiri costituiscono la prova che “l’amore è più forte della morte”. Ha proseguito dicendo che i martiri non devono essere soltanto un motivo di essere fieri della loro testimonianza, ma anche un esempio da seguire in ciò che riguarda la forza della fede e la devozione a Dio. Mons. Milan Lach, vescovo ausiliare dell’Eparchia greco-cattolica di Prešov, Slovacchia, ha parlato della sofferenza della Chiesa greco-cattolica in Slovacchia nel periodo 1950-1989. Simona Stefana Zetea, dell’Università di Kluz, Romania, ha introdotto i vari modi in cui i martiri e confessori rumeni hanno “affrontato la prigionia e le persecuzioni alla ricerca della libertà interiore”. Rudolf Prokschi, della Facoltà cattolica di teologia di Vienna, ha fornito dettagli sulla persecuzione della Chiesa ortodossa russa.

Ecumenismo: una donna alla guida del Wcc
Una donna kenyota è stata eletta all’unanimità come moderatrice dai 150 membri del nuovo Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc). Da Busan, Corea del Sud, dove dal 31 ottobre all’8 novembre scorsi si è riunita l’assemblea, questa è la novità assoluta nella storia del Wcc. Agnes Abuom di Nairobi, della chiesa Anglicana del Kenya, è una donna da anni impegnata a livello ecumenico nel continente africano ed è considerata figura centrale nelle trattative del conflitto nel corno d’Africa, per il suo impegno nel far incontrare responsabili musulmani e cristiani, in favore della giustizia, della pace, del ruolo delle donne. La scelta è in consonanza con il titolo che ha guidato i lavori degli oltre tremila delegati ufficiali in rappresentanza delle 345 Chiese e comunità ecclesiali del Wcc, “Dio della vita guidaci alla giustizia e alla pace”. Accanto alla Aboum sono stati scelti come vice-moderatori, il vescovo Mary Ann Swenson (Metodista, Usa) e il metropolita Gennadios di Sassima (Patriarcato ecumenico di Costantinopoli). La Chiesa cattolica, che non è parte del Wcc, ha seguito i lavori con una nutrita delegazione guidata dal segretario del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, Brian Farrell.