ROMA/UNIVERSITÀ CATTOLICA" "

L’eccellenza in medicina qui è di casa” “

Ultimo nato il corso di laurea in lingua inglese “Medicine and Surgery”, che segna una svolta e una grande occasione di rilancio per l’ateneo fondato da padre Agostino Gemelli. Nel bilancio tracciato dal rettore Franco Anelli per l’apertura dell’anno accademico 2013/2014, la soddisfazione per il consolidamento economico finanziario e per i risultati conseguiti sia in termini d’iscrizioni sia di ricerca scientifica

Vengono da Gran Bretagna, Brasile, Irlanda, Portogallo, Svizzera e Israele i primi studenti del nuovo corso di laurea inaugurato quest’anno all’Università Cattolica di Roma, Facoltà di medicina e chirurgia. Si tratta del corso in lingua inglese "Medicine and Surgery", che segna una svolta e una grande occasione di rilancio per l’ateneo fondato da p. Agostino Gemelli. Negli anni scorsi, infatti, ha rischiato molto in termini economici, a causa dei ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici, a partire dalla regione Lazio, per i servizi sanitari erogati dal Policlinico Gemelli. Così si è tremato non solo per l’ospedale ma anche per la stessa Università che funzionano in stretta collaborazione: il rischio che entrambi venissero travolti è stato molto concreto. Ma ora il clima si è rasserenato. È quanto emerso alla cerimonia di apertura dell’anno accademico 2013-2014, celebrata oggi (19 novembre) nella sede della "Cattolica", che tutti i romani conoscono, perché il Gemelli non è noto solo come "l’ospedale del Papa" (in particolare Giovanni Paolo II), ma è davvero considerato un po’ da tutti l’ospedale "dei romani", circondato di grande considerazione generale per la qualità dei suoi livelli di cura al punto che vi giungono malati da tutto il Centro e Sud Italia.

L’apparato scientifico e formativo. È stato confermato il consolidamento delle lauree triennali, magistrali e a ciclo unico con i loro 5.517 studenti, nucleo forte dell’Università. Il rettore, Franco Anelli, ha rivolto ai presenti un discorso improntato al compito di formare i giovani, unendo la visione cristiana insita nella pedagogia della "Cattolica", con la ricerca dell’eccellenza sotto il profilo scientifico e tecnico. L’Università, infatti, vanta oltre ai corsi di laurea di base ben 46 scuole di specializzazione con 1.100 iscritti. Ha avviato 14 master di primo livello e 30 master di secondo livello con oltre 650 iscritti e annovera ben 300 dottorati di ricerca. Anche il preside della Facoltà di medicina, Rocco Bellantone, ha sottolineato vari "primati", non solo per medicina ma anche economia con specializzazione per le aziende sanitarie, Facoltà che si è sviluppata in stretta relazione con quella medica. Infatti, ha detto, "siamo primi in Italia per numero di progetti di ricerca non profit e nei primi tre per i profit. Così acquisiamo finanziamenti significativi nell’ambito del VII programma quadro europeo". Dalla Commissione europea sono infatti giunti finanziamenti per 30 progetti della sede di Roma della "Cattolica", di cui 28 della Facoltà di medicina e 2 di quella di economia. Interessante anche l’attività di ricerca finanziata da fondi "privati" di cui è stato dato conto: si tratta di 109 contratti di ricerca che riguardano sperimentazioni cliniche e studi osservazionali.

Rischio di arrivo dei "quizzologi". Un "grido d’allarme" è emerso riguardo all’accesso alle scuole di specializzazione post-laurea, che in "Cattolica" sono 46. Il rettore ha denunciato con preoccupazione "le imminenti innovazioni in materia di selezione per l’accesso alle scuole che – ha affermato – presentate come volte a superare dinamiche talora non pienamente trasparenti, rischiano attraverso la costruzione di una graduatoria unica nazionale, di negare ai giovani laureati presso la nostra Facoltà di medicina la possibilità di proseguire e completare qui il loro percorso". Anelli ha anche aggiunto che tali nuovi criteri rischiano "di far affluire alle nostre scuole – per effetto dell’attrazione esercitata dall’opportunità di perfezionarsi in un ospedale ad alta qualificazione e ricchezza casistica – studenti formati altrove, secondo criteri e parametri di valutazione dei quali non è garantita l’omogeneità rispetto ai criteri di serietà che connotano questo ateneo". Anche il preside Bellantone ha ripreso questo tema parlando della preoccupazione degli studenti dell’ultimo anno che, per le scuole di specializzazione, "temono di essere sopravanzati da quizzologi provenienti da sedi più munifiche sui voti di laurea". Sempre in tema di qualità della ricerca, durante la giornata inaugurale è stato annunciato che i ricercatori della "Cattolica" hanno scoperto il meccanismo con cui le proteine tossiche, che si accumulano nel cervello dei malati di Alzheimer, fanno danni dall’interno delle cellule nervose, alterando le sinapsi e la trasmissione del segnale nervoso. Il docente di fisiologia Claudio Grassi, che ha tenuto la prolusione sull’"Active Aging", ha spiegato che se a queste proteine viene impedito di entrare nel neurone, diventano innocue, ovvero dall’esterno della cellula sono incapaci di danneggiarla. Si tratta, quindi, di un importante traguardo scientifico, da cui potrebbero derivare grossi benefici per le future terapie per tali malati.

Cosa distingue il medico "cattolico". "Per formare un medico cristiano ci vuole tutta un’educazione… non solo le nozioni scientifiche e tecniche che può imparare anche altrove, ma un modo particolare di vedere il malato come un fratello colpito dalla sventura e di esercitare la medicina come una missione": queste parole di p. Gemelli, fondatore della "Cattolica", sono state richiamate dal preside Bellantone. Gli ha fatto eco monsignor Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, che ha sottolineato che "l’Università è un’istituzione finalizzata al servizio della verità", chiamata a "rispondere alle sfide della cultura attuale, offrendo l’unità della conoscenza come antidoto alla crescente atomizzazione del sapere".