ALLUVIONE IN SARDEGNA

Come potrò dimenticare” “i visi innocenti dei bimbi?

Oggi le polemiche devono lasciare il posto al dolore e alla preghiera. Come è già accaduto nella lunga veglia notturna nella chiesa della Sacra Famiglia di Olbia. Sapremo reagire e rialzarci, ma tutte le volte che vedremo le nuvole addensarsi avremo tutti più paura

È il giorno del lutto. Olbia si ferma e piange i suoi morti, ma con lei si ferma tutta la Sardegna. In questa immane tragedia, provocata dal ciclone Cleopatra, che ha fatto 16 vittime, tutta l’isola si è stretta in un unico abbraccio e ha riscoperto quella solidarietà che, talvolta, ha bisogno di momenti eccezionali per essere attivata.Qui, in Sardegna, il lutto è stato sempre vissuto da tutta la comunità. In questi due giorni c’è stata davvero una gara per aiutare, per andare incontro a chi aveva perso tutto o aveva visto la sua casa trasformata in un accumulo di fango e detriti. Le famiglie degli sfollati hanno trovato un posto per dormire, oltre che negli alberghi, nelle case messe a disposizione dai parenti e dagli amici, pronti a non far mancare nulla, ma soprattutto a dare conforto, calore umano e speranza. In questo momento le famiglie colpite più che di beni materiali hanno bisogno di sostegno, vicinanza, affetto.Per me è stato un incontro straziante visitare ieri mattina la giovane mamma che in un istante ha perso il marito e il figlio di 3 anni. Una famiglia spazzata in un minuto. Non ci sono parole per colmare quel vuoto. In questi casi è preferibile il silenzio. Ma c’è chi non si ferma a imprecare contro la sorte e non si accontenta di parlare solo di evento eccezionale, ma punta il dito sulle lottizzazioni selvagge e sulle costruzioni realizzate a ridosso dei torrenti o nei luoghi dove, fino a qualche decennio fa, scorreva il torrente. Lo stesso vescovo della diocesi di Tempio-Ampurias, monsignor Sebastiano Sanguinetti, ha detto: "L’uomo ha rubato troppo alla natura e la natura si riprende oggi ciò che le è stato tolto".Oggi, però, le polemiche lasciano il posto al dolore e alla preghiera perché questo pomeriggio, alle ore 15, con tutte le bare presenti, al Geopalace di Olbia, nel grande centro del Geovillage, tutta la città si stringerà attorno alle famiglie colpite per dare l’ultimo saluto ai suoi figli. Presiederà il rito funebre il vescovo Sanguinetti e con lui tutti i sacerdoti della città. Molti, però, già ieri notte hanno voluto vedere per l’ultima volta i volti dei loro amici nella chiesa della Sacra Famiglia che per tutta la notte è rimasta aperta per la visita e la preghiera.Certo, anche per me, non sarà facile dimenticare quei visi innocenti di Enrico Mazzoccu e di Morgana Giagoni, strappati troppo presto all’età di tre e due anni. La forza della fede ci aiuterà a superare anche questa prova forte. La Sardegna stessa saprà reagire e rialzarsi, ma tutte le volte che vedremo le nuvole addensarsi avremo tutti più paura.

(*) direttore "Gallura e Anglona" (Tempio-Ampurias)