FRANCIA" "
La Settimana sociale 2013 dedicata all’emergenza occupazionale e sociale
Al tema del lavoro è dedicata la 88ª Settimana sociale di Francia in programma dal 22 al 24 novembre. Novità dell’edizione 2013 è che le sessioni di lavoro avranno luogo in tre diverse città del Paese: Lyon-Villeurbanne, Parigi e Strasburgo per “permettere – dicono gli organizzatori – la partecipazione di un maggior numero di persone e valorizzare il dinamismo e le iniziative messe in campo nelle tre regioni”. Cinquemila le persone attese dagli organizzatori per un incontro che ha messo quest’anno a tema un argomento molto delicato, “Reinventare il lavoro”, in un momento di crisi particolarmente difficile per la Francia. Paese che conta un tasso di disoccupazione pari al 10%, per un totale di 6 milioni di persone senza impiego: una situazione – spiegano i promotori della Settimana sociale – “ingiusta, bloccata, esplosiva”, che sarà appunto al centro di dibattiti, conferenze e workshop dove esperti ma anche membri di associazioni e movimenti metteranno a confronto idee, proposte, analisi per trovare “soluzioni concrete alla crisi del lavoro”. La situazione nel Paese. La Settimana sociale non poteva scegliere tema più appropriato alla situazione sociale incandescente che sta attraversando la Francia. Il mese di novembre è particolarmente caldo per una serie di manifestazioni a tappeto promosse da sindacati di varie categorie. Dagli agricoltori dell’Ile-de-France che hanno minacciato di bloccare la città di Parigi alla difficile e persistente situazione vissuta in Bretagna duramente colpita dalla crisi agro-alimentare. È proprio qui che si sono svolte le manifestazioni più esasperate tra manifestanti e forze dell’ordine. Gli agricoltori erano scesi in strada per protestare contro un sistema di tassazione che sta colpendo un settore già fortemente indebolito con la crisi. In campo per gli agricoltori della Bretagna sono scesi anche i vescovi bretoni (Rennes, Dol et Saint-Malo, Vannes, Saint-Brieuc et Tréguier, Quimper e Léontesto) che hanno diffuso un messaggio di solidarietà alle famiglie ma anche di pacificazione sociale. “Difficile parlare”, scrivono i vescovi, quando un gran numero di persone vive “gravi difficoltà” dovute alla precarietà del lavoro e alla disoccupazione e quindi emergono “collera, disperazione e la tentazione di cedere alla violenza”. Ma i vescovi lanciano un appello accorato: “Non cediamo a questa tentazione, anche se la crisi dell’agroalimentare ha preso una svolta drammatica per la sua ampiezza e per le sue conseguenze sociali”. Giovani, formazione, imprese. A scontare maggiormente questa situazione di recessione sono i giovani. E di giovani si parlerà anche e soprattutto alla Settimana sociale, dedicando sessioni particolari visto che il tasso di disoccupazione giovanile tocca il 25%. “Il mercato del lavoro – dicono i promotori della Settimana – è vittima di una incomprensione tra il mondo della formazione e il mondo dell’impiego. Abbiamo in Francia una visione stereotipata dell’impiego e dei mestieri che alimenta il gap tra formazione e imprese. E a scontarne le conseguenze più gravi sono i giovani che arrivano sul mercato del lavoro con un immagine distorta dell’impresa e una formazione che non corrisponde alla domanda”. Sforzo convergente e coordinato. “Da più di 30 anni – dice Jérôme Vignon, presidente delle Settimane sociali di Francia – il mondo del lavoro soffre sempre degli stessi mali: scioperi persistenti, difficoltà crescente dei giovani ad accedere all’impiego nonostante i prepensionamenti forzati, tempo part-time imposto per alcuni e carico eccessivo di lavoro per altri”. La Francia, ma in generale tutta l’Europa, sta facendo i conti con una mondializzazione e una evoluzione delle tecnologie che hanno trasformato radicalmente anche il mondo del lavoro. “Queste trasformazioni – chiede Vignon – sono tutte negative?”. L’invito di Vignon è quello di guardare a questi cambiamenti come a un impegno al rinnovamento: le forze del mondo cristiano mettono nel paniere delle soluzioni possibili che risiedono nel pensiero sociale della Chiesa. E la Settimana sociale si prefigge di “fornire l’opportunità di un confronto aperto a tutti coloro che hanno a cuore il bene comune” del Paese. “Si potranno esaminare – dice Vignon – un certo numero di iniziative già esistenti, come l’economia sociale e solidale, una nuova relazione tra la formazione e l’impresa così come un modo diverso di affrontare il percorso professionale. Sono tutte iniziative che possono generare un circolo virtuoso di cambiamento. La questione del lavoro – conclude Vignon – non può evidentemente risolversi solo a livello delle imprese. Occorre uno sforzo convergente e coordinato da tutti e su tutti i livelli. È su questo punto che dovrebbero giungere proposte concrete per affrontare una questione capitale che resta tra le prime preoccupazioni dei francesi”.